"Era una notte buia e tempestosa...", no, non proprio. Sicuramente era
notte, anzi era una sera. Una fredda sera il 14 dicembre 1900. Il secolo
era appena iniziato e la fisica si portava dietro tante soluzioni, ma
qualche piccolo "problemino". Sembrava tutto risolto e alcuni famosi
studiosi si erano sbilanciati nell'affermare che ormai nella fisica si
sapeva tutto e era solo questione di aggiustare le ultime cifre decimali
nelle misure.
Eppure quei piccoli problemini non ne volevano sapere di essere ridotti
alla fisica classica di newtoniana memoria. Uno di questi riguardava la
radiazione emessa dai metalli incandescenti. Con i metodi classici non si
riusciva a calcolare la densità di energia: risultava un valore infinito.
Probabilmente pensava a questo il quarantaduenne Max Planck mentre
camminava per le strade deserte di Berlino per recarsi alla Società di
Fisica Tedesca, dove avrebbe dovuto tenere una piccola conferenza. Era
molto tempo che studiava l'argomento e pensava di aver raggiunto un
risultato soddisfacente. Era forse un po' agitato, perché aveva dovuto
introdurre un piccolo "trucco" per fare quadrare i conti: aveva ipotizzato
che l'energia fosse in pacchetti, in piccole quantità , quanti per
l'appunto. Pensare a un'energia "quantizzata" era un'assurdità per
l'epoca e, più tardi, Planck avrà modo di esprimere l'ostilità tra cui
una nuova teoria vede la luce. Infatti, nella sua autobiografia
scientifica, scriverà : "una nuova verità scientifica non trionfa perché
i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché'
alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti
diventano familiari."
Cosi , quella breve conferenza in quella fredda notte berlinese, segna
l'inizio del mondo contemporaneo: venticinque anni dopo nascerà , nella
sua forma più solida, la meccanica quantistica a opera di Werner Heisenberg, uno di quei giovani che hanno raccolto il seme gettato da
Planck. Dalla meccanica quantistica sarà poi possibile inventare il
transistor, il laser, tutta la tecnologia moderna. Tutto da un "banale
problemino" che nessuno riusciva a risolvere, che Planck risolse con un
"trucchetto". Come tutte le cose realmente rivoluzionarie, i quanti sono
partiti in sordina, senza clamore, ma poi hanno cambiato il mondo e con
esso la vita di ciascuno di noi. Buon Natale e la prossima volta che
premerete il tasto di un cellulare ricordatevi di Max. |