| Chi si oppone al biotech non è un
eroe | La biotecnologia è la nuova
frontiera della scienza. Sono insieme la
scienza e il giudizio morale che guidano il
progresso umano. L'innovazione scientifica
ne è stato il motore. L'etica, la guida. La
scienza ci ha dato la ruota, la macchina a
vapore, l'elettricità, il computer. Ci ha dato
le armi nucleari. Ma sta a noi decidere
come utilizzare queste scoperte, come
orientare la loro applicazione.
Cosa ci ha insegnato la storia? Che la
scienza può essere usata per il male, così
come per il bene. E questo giudizio può
essere pregiudizievole, così come
ponderato. La scienza senza giudizio può
essere pericolosa. Il progresso senza la
scienza probabilmente non può avere
luogo.
Sul confine di ogni nuova scoperta
scientifica, c'è generalmente un settore dell'opinione pubblica che la vede come una
minaccia. Ora ci troviamo su una tale
frontiera. La scienza della biotecnologia
sarà probabilmente nella prima metà del
secolo 21 ciò che il computer è stato nella
seconda metà del secolo 20.
Le sue implicazioni sono profonde, i suoi
benefici potenziali, massicci. E, come
sempre, ci sono coloro che sostengono che
aspetti di quella ricerca scientifica sono
nella loro essenza indesiderabili e che
dovrebbero essere fermati.
La risposta dovrebbe essere quella di
tornare ai principi generali e dire: lasciamo
scoprire alla scienza i fatti; dopo daremo il
nostro giudizio. Ma non dobbiamo
giudicare prima dei fatti. Questo deve
valere anche in aree tanto difficili come i
prodotti agricoli Ogm. Io ho la mente
aperta riguardo ai prodotti agricoli Ogm.
Ci sono delle preoccupazioni legittime. Ma
far diventare degli eroi persone che stanno
impedendo che una ricerca scientifica
fondamentale sia portata avanti, è
sbagliato. È sostituire agli argomenti
l'aggressione.
Arriviamo ai fatti per poi giudicare le loro
conseguenze morali. C'è un pericolo, ed è
che quasi senza renderci conto o senza
desiderarlo, diventiamo anti-scienza. La
distinzione, credo, sta in questo: la nostra
convinzione su quello che è naturale o
corretto non dovrebbe impedire il ruolo
della scienza nello scoprire la verità,
piuttosto dovrebbe darci informazioni sulle
implicazioni e sulle conseguenze della
verità che la scienza scopre.
La scienza britannica può vantare risultati
di rilievo. Ha un ruolo importante da
giocare nel nostro futuro.
Ora come ora la comprensione pubblica del
potenziale rivoluzionario della
biotecnologia non è molto diffusa. La
mappa del genoma umano ha mostrato un
futuro rivoluzionario nella medicina
genetica che può trasformare le prospettive
della nostra salute.
Con l'aumento della popolazione e con il
crescere delle aspettative delle persone
riguardo alla propria salute, il mondo avrà
sempre più bisogno del tipo di soluzioni
che la biotecnologia può offrire. La
biotecnologia può fornire medicine
migliori e più efficaci. Può migliorare la
produzione di cibo, inclusa quella nel
mondo in via di sviluppo. Può aiutarci a
ripulire l'ambiente.
La biotecnologia offre la possibilità di un
cambiamento decisivo della medicina. Di
spostarci dalla diagnosi e dalla terapia alla
scoperta e alla prevenzione. Anche se le
malattie non scompariranno, nel futuro
saremo in grado di bloccare molte malattie
persino prima che possano manifestarsi.
Grazie alla biotecnologia, stiamo
chiudendo il cerchio sul vaccino contro
l'Aids. Nei prossimi dieci, vent'anni, la
biotecnologia ci permetterà di stroncare i
principali killer in società come la Gran
Bretagna. Il cancro. Le malattie del cuore.
Il diabete. Cause di morte tanto familiari
alla nostra generazione quanto la
tubercolosi, la difterite e il morbillo lo
sono state per i nostri predecessori. La
biotecnologia è anche un arma molto
potente contro malattie degenerative come
l'Alzheimer e il Parkinson. Malattie che
rendono disabili come la fibrosi cistica.
Così che la gente non solo può sperare di
vivere più a lungo, ma di vivere in modo
più appagante.
La biotecnologia è una industria il cui
mercato soltanto in Europa si stima che
supererà nel 2005 i 100 miliardi di dollari.
Il numero di persone impiegate nella
biotecnologia e in attività correlate,
assieme a coloro il cui lavoro dipenderà
dalle applicazioni della biotecnologia,
potrebbe raggiungere i tre milioni, nella
sfida per raggiungere l'industria
statunitense - ora 8 volte più grande di
quella europea.
La biotecnologia sarebbe impossibile senza
ricerca. Può essere alcune volte
controversa, come nel caso dei prodotti
agricoli Ogm e delle sperimentazioni
animali. È una attività regolata
rigidamente. Ma questo Governo non
tollererà il ricatto, né l'assalto fisico di
coloro che vi si oppongono.
Accettarlo vorrebbe dire cedere alle
intimidazioni. Assistere ancora una volta ai
risultati della scienza britannica che
vengono realizzati altrove. Raccogliere i
benefici commerciali della ricerca
scientifica britannica vuole dire anche
appoggiare gli imprenditori che usano
nuove tecnologie per stare sul mercato.
Il Dipartimento per il Commercio e
l'Industria ha anche sviluppato misure per
promuovere specificamente le
biotecnologie, in termini di filiera,
finanziamenti e consulenza, e per meglio
gestire la pianificazione industriale. Anche
la task-force per la Competitività
dell'Industria Farmaceutica sta dando il suo
contributo per stabilire relazioni migliori
tra le Pmi bio-farmaceutiche e le grandi
società farmaceutiche, fornendo anche
assistenza per la produzione di componenti
base per l'industria biotecnologica.
La biotecnologia, come il resto
dell'economia della conoscenza, è
inequivocabilmente globale. La
biotecnologia europea sarà in grado di
competere con gli Stati Uniti soltanto se
potrà operare in un Mercato Unico reale.
Questa è la ragione per cui stiamo
elaborando delle proposte insieme alla
Svezia per sfruttare la loro Presidenza nel
prossimo anno al fine di includere la
biotecnologia nell'agenda sulla riforma
economica concordata a Lisbona nel marzo
scorso.
Se la biotecnologia deve svilupparsi, le
persone devono avere fiducia nelle misure
prese a loro protezione. Devono essere
rassicurati del fatto che i potenziali
benefici superano di gran lunga i rischi.
È per questo che abbiamo rafforzato il
quadro legale e normativo. Abbiamo
rivisto, diciotto mesi fa, la normativa in
vigore e creato sia la Comissione per la
Genetica Umana, sia quella per la
Biotecnologia Ambientale, al fine di
consentire alla società di esprimere il
proprio giudizio. L' anno scorso abbiamo
deciso di rafforzare per legge il divieto di
clonazione riproduttiva.
Ma le implicazione per la politica pubblica
non si arrestano qui. La biotecnologia
solleva dei quesiti fondamentali su dove si
colloca la frontiera tra proprietà
intellettuale ed eredità comune
dell'umanità. Con la Direttiva sulla
Protezione Legale delle Invenzioni
approvata nel 1998, abbiamo creato un
quadro equilibrato. Il genoma umano è ora
a disposizione gratuitamente su Internet.
Ma l'incentivo all'imprenditoria basato sul
sistema dei brevetti è stato mantenuto.
Molti sostengono che il Servizio Sanitario
Nazionale non potrà permettersi la
biotecnologia. Respingo questa
affermazione. La biotecnologia offre
l'opportunità di eliminare le malattie
degenerative che costano oggi al Ssn
centinaia di milioni di sterline per le cure
di lunga-degenza. L'opportunità di tagliare
sprechi con prodotti medicinali più
efficaci. Inoltre, nel quadro di un sistema
sanitario universale si potranno affrontare
in maniera più adeguata le questioni
riguardanti la privacy e la correttezza che le
cure e i trattamenti biotecnologici
sollevano inevitabilmente.
Conclusione
La Gran Bretagna ha l'opportunità di
guidare l'Europa quali pionieri di questa
nuova tecnologia, stabilendo i protocolli
che la governano. Di essere il centro della
scienza in Europa e il ponte tra il mercato
sanitario europeo e quello statunitense.
Il prezzo del successo in questo settore non
è soltanto commerciale. Possiamo
contrastare epidemie continentali come
l'Aids. Possiamo bloccare le malattie
genetiche che tolgono speranza alla vita di
così tanti bambini. Possiamo bloccare i
killer di massa della nostra società -
cancro, malattie del cuore - e offrire alle
generazioni future la prospettiva di una
vecchiaia attiva.
Su come possiamo mantenere la Gran
Bretagna ai primi posti nel campo della
ricerca biotecnologica, c'è un dibattito in
corso tra gli scienziati. Dovremmo
valorizzare gli scienziati e il loro lavoro.
Ci descriveranno gli scenari futuri. Poi
potremo applicarli nell'interesse del
progresso del nostro popolo. Questo è il
rapporto di collaborazione corretto tra la
scienza e la società ed è quello a cui questo
Governo si è impegnato. |