RASSEGNA STAMPA

1 NOVEMBRE 2000
FRANCESCO GRIANTI
La libertà: tra leggi della fisica e Genesi
La storia dell'uomo è scandita dal continuo pedaggio pagato per riscattare la libertà di un popolo o di una terra; un bene, quello della libertà, sul cui altare molte madri hanno versato il sangue dei propri figli, un bene che ogni uomo sente suo fin dalla nascita in qualunque parte del mondo egli si trovi. Ma cosa sta alla radice di questo bene immenso di cui i tiranni di sempre vogliono appropriarsi per possedere il mondo? La radice sta sicuramente alle origini di questo universo configurato nello spazio e nel tempo e forse è la stessa radice dell'albero biblico della scienza del bene e del male. Ma la libertà è una entità astratta posseduta solo dall'uomo o la libertà è insita anche nella materia? E se la materia non è libera come potrebbe, alla luce della teoria evoluzionistica, esserlo l'uomo? Certamente Dio non è così banale da fare pupazzetti di creta per soffiargli la vita, Dio è vita e intelligenza infinita, creatore di ogni cosa, delle leggi, della radiazione e della materia e le conosce così bene da sapere già prima cosa produrrà l'evoluzione stessa e perché l'uomo verrà a sua immagine e somiglianza. La sapienza di Dio sta nella conoscenza dell'infinitamente piccolo dove tutto si è sprigionato nel grande Big Bang. Il pensiero che la materia non sia libera si ingenera in noi dalla esperienza quotidiana dove tutto sembra essere organizzato dalle leggi fisiche in un rapporto rigido di causa ed effetto. Se lascio cadere un bicchiere certamente questo va a rompersi a terra, e posso sapere anche dopo quanto tempo giunge a terra e dove va a rompersi. Ma questo sapere è un sapere superficiale, perché la precisione con cui determiniamo tempo e spazio è una precisione di millesimi di secondo e di millimetri, che a noi sembrano elevatissime, quando invece sono grossolane di fronte ai miliardesimi di miliardesimi di secondo o ai miliardesimi di miliardesimi di millimetri. Ebbene oggi la scienza ci dice che quelle precisioni, per quanto progredirà il sapere umano e la sua tecnologia, sono intrinsecamente impossibili da ottenere a meno che non conosciamo tutte le condizioni iniziali del processo quali il peso, la velocità iniziale e la posizione iniziale del bicchiere con infinite cifre decimali. Questo non sarà mai possibile e quando si va nell'infinitamente piccolo vige il principio di indeterminazione di Heisenberg per cui la materia si riveste di libertà e sfugge alle nostre misure e previsioni. In alcuni suoi saggi Max Born vedeva riflessa nella libertà dei quanti il mistero della vita, il più grande mistero che la scienza non riuscirà mai a svelare. In conclusione possiamo dire che siamo impastati di quark, elettroni, protoni ed atomi prodotti dallo scoppio di qualche enorme Supernova ma l'ingrediente principale che Dio ha messo nella materia, da qualunque parte ci giunga dall'universo, è quella libertà che Adamo rubò nel giardino dell'Eden e che a così caro prezzo ancora paghiamo tuttora quando male la adoperiamo.
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