| La libertà: tra leggi della fisica e Genesi | La storia dell'uomo è scandita dal continuo pedaggio pagato
per riscattare la libertà di un popolo o di una terra; un bene, quello della libertà, sul cui altare molte madri
hanno versato il sangue dei propri figli, un bene che ogni uomo
sente suo fin dalla nascita in qualunque parte del mondo egli si
trovi. Ma cosa sta alla radice di questo bene immenso di cui i
tiranni di sempre vogliono appropriarsi per possedere il
mondo? La radice sta sicuramente alle origini di questo
universo configurato nello spazio e nel tempo e forse è la stessa
radice dell'albero biblico della scienza del bene e del male.
Ma la libertà è una entità astratta posseduta solo dall'uomo o
la libertà è insita anche nella materia? E se la materia non è
libera come potrebbe, alla luce della teoria evoluzionistica,
esserlo l'uomo? Certamente Dio non è così banale da fare
pupazzetti di creta per soffiargli la vita, Dio è vita e intelligenza
infinita, creatore di ogni cosa, delle leggi, della radiazione e
della materia e le conosce così bene da sapere già prima cosa
produrrà l'evoluzione stessa e perché l'uomo verrà a sua
immagine e somiglianza. La sapienza di Dio sta nella
conoscenza dell'infinitamente piccolo dove tutto si è sprigionato
nel grande Big Bang. Il pensiero che la materia non sia libera si
ingenera in noi dalla esperienza quotidiana dove tutto sembra
essere organizzato dalle leggi fisiche in un rapporto rigido di
causa ed effetto. Se lascio cadere un bicchiere certamente questo
va a rompersi a terra, e posso sapere anche dopo quanto tempo
giunge a terra e dove va a rompersi. Ma questo sapere è un
sapere superficiale, perché la precisione con cui determiniamo
tempo e spazio è una precisione di millesimi di secondo e di
millimetri, che a noi sembrano elevatissime, quando invece sono
grossolane di fronte ai miliardesimi di miliardesimi di secondo
o ai miliardesimi di miliardesimi di millimetri.
Ebbene oggi la scienza ci dice che quelle precisioni, per quanto
progredirà il sapere umano e la sua tecnologia, sono
intrinsecamente impossibili da ottenere a meno che non
conosciamo tutte le condizioni iniziali del processo quali il
peso, la velocità iniziale e la posizione iniziale del bicchiere con
infinite cifre decimali. Questo non sarà mai possibile e quando
si va nell'infinitamente piccolo vige il principio di
indeterminazione di Heisenberg per cui la materia si riveste di
libertà e sfugge alle nostre misure e previsioni. In alcuni suoi
saggi Max Born vedeva riflessa nella libertà dei quanti il
mistero della vita, il più grande mistero che la scienza non
riuscirà mai a svelare. In conclusione possiamo dire che siamo
impastati di quark, elettroni, protoni ed atomi prodotti dallo
scoppio di qualche enorme Supernova ma l'ingrediente
principale che Dio ha messo nella materia, da qualunque parte
ci giunga dall'universo, è quella libertà che Adamo rubò nel
giardino dell'Eden e che a così caro prezzo ancora
paghiamo tuttora quando
male la adoperiamo. |