«Ribellatevi alla pillola del giorno
dopo»| La Chiesa invita i farmacisti all’obiezione, è
scontro |
| Il Vaticano scende in
campo contro la pillola del giorno dopo e chiama i
farmacisti all’obiezione di coscienza. Una presa di
posizione non inattesa, ma che comunque ha
scatenato polemiche. Per l’Accademia per la Vita -
il dicastero della Santa Sede - il medicinale messo
in commercio da qualche giorno non è un
contraccettivo, ma un sistema per procurare
l’aborto; e di conseguenza il «no» dell’Accademia
è particolarmente duro.
«Come è noto, da pochi giorni, nelle farmacie
italiane è in vendita la cosiddetta pillola del giorno
dopo - afferma l’Accademia per la Vita -, un ben
conosciuto ritrovato chimico (di tipo ormonale)
che di frequente - anche in questi ultimi giorni - è
stato presentato da molti addetti ai lavori e da
numerosi media come un semplice contraccettivo,
o più precisamente come un “contraccettivo
d'emergenza”, a cui si potrebbe far ricorso entro
breve tempo dopo un rapporto sessuale ritenuto
presumibilmente fecondante, qualora si volesse
impedire la prosecuzione di una gravidanza
indesiderata».
Gli esperti vaticani se la prendono con chi ha
risposto «in maniera del tutto sbrigativa che una
simile preoccupazione appare infondata, in quanto
la pillola del giorno dopo ha un'azione
“antinidatoria”, suggerendo così implicitamente
una netta separazione tra aborto e intercezione
(impedire che avvenga l'impianto dell'ovulo
fecondato, cioè dell'embrione, nella parete
uterina)». La Pontificia Accademia puntualizza
invece che «la pillola del giorno dopo è un
preparato a base di ormoni che esplica un
meccanismo prevalentemente di tipo
“antinidatorio”, cioè impedisce che l'eventuale
ovulo fecondato (che è un embrione umano) si
impianti nella parete uterina, mediante un
meccanismo di alterazione della parete stessa. Il
risultato finale sarà quindi l'espulsione e la perdita
di questo embrione».
Se invece la pillola viene assunta prima del
rapporto, si avrebbe un’azione «tipicamente
“contraccettiva"». La conseguenza, secondo gli
esperti della Santa Sede, è che «l'acclarata azione
"antinidatoria" della pillola del giorno dopo, in
realtà, nient'altro è se non un aborto realizzato con
mezzi chimici». Quindi c’è una «illecità assoluta»
di diffondere e prescrivere la pillola, come per
l’aborto. E «ne sono moralmente responsabili
anche tutti coloro che cooperassero direttamente
con una tale procedura».
Perciò la Santa Sede esorta a «mettere in atto con
fermezza un'obiezione di coscienza morale, che
testimoni coraggiosamente, nei fatti, il valore
inalienabile della vita umana». Inevitabili le
polemiche. I radicali definiscono «una guerra
santa» la presa di posizione vaticana; Maurizio
Turco, capodelegazione Pr al Parlamento Europeo
si dice convinto che «saranno pochissimi i
professionisti che risponderanno a questo appello
che risponde ad una concezione integralista della
Chiesa».
Emma Bonino ha aggiunto: «È l'ora di dire che il
potere e il prepotere clericale e fondamentalista
della Chiesa cattolica romana contro la laicità
dello Stato, la libertà della scienza e della ricerca,
la libertà dei comportamenti individuali si sono
ormai aggravati oltre il tollerabile». Giancarlo Di Renzo, dell’Università di Perugia, si chiede
«perchè porsi solo ora il problema etico della
prescrizione della cosiddetta pillola del giorno
dopo, quando i medici già usano farmaci simili
con queste finalità? Il problema etico esisteva
anche prima, perchè i ginecologi già usavano la
pillola contraccettiva in concentrazioni diverse con
diverse finalità».
Secondo Alleanza Nazionale, «l'invito della
Pontifica Accademia delle scienze, assolutamente
fondato in quanto quel farmaco è un abortivo,
rischia di non poter essere accolto perché il
ministero della Sanità qualifica la pillola del
giorno dopo come un semplice contraccettivo. In
questo modo - conclude An - la 194 viene violata
due volte: in quanto consente l'aborto al di fuori
delle procedure previste dalla legge stessa e in
quanto impedisce al personale sanitario l'esercizio
del diritto di obiezione». |