RASSEGNA STAMPA

30 OTTOBRE 2000
ELIE WIESEL
il progresso scientifico e la morale perduta
le parole del premio nobel
Pubblichiamo parte del discorso tenuto da Elie Wiesel, in occasione della laurea ad honorem che gli ha conferito l?Università di Bologna
Un'antica tradizione ci dice che, alla venuta del Messia, tutte le preghiere saranno abolite, escluse quelle di ringraziamento.
Perciò vi offro la mia. Gratitudine per il grande onore che avete scelto di concedermi oggi pomeriggio e per l'amicizia che ho trovato qui l'ultima volta che ci siamo incontrati per studiare insieme gli insegnamenti del Talmud per la nostra tormentata generazione, che si trova ad affrontare nuovi ostacoli e vecchie sfide. In questo momento solenne e così significativo sento il bisogno di aggiungere ai ringraziamenti alcune note introspettive.
Guardo al passato e mi vedo a scuola, nella piccola città dei Carpazi in cui sono nato, circondato dagli amici d'infanzia intento a studiare i trattati talmudici e gli eruditi commenti di anziani studiosi i cui insegnamenti arrivavano da molto lontano, alcuni da accademie italiane. Allora pensavo che l'Italia non fosse un paese ma una Yeshiva (scuola rabbinica. In Europa occidentale la prima scuola di questo tipo sorse in Italia, ndt). "Cerca di servire il signore diceva un Maestro, Antigonos di Soho nel nome di Simeone il giusto senza aspettarti premi o ricompense". Oggi, da adulto, qui davanti a voi, sto forse violando questi consigli e precetti?
L'interrogativo si aggiunge a tutti gli altri che porto dentro di me. Sono molti e spesso dolorosi, eppure non voglio liberarmene. So oggi più di quanto sapessi ieri? Potrei spiegare perché Caino uccise suo fratello? I nemici, ancestrali o recenti, si sono resi infine conto che chi uccide, uccide comunque suo fratello? Da vecchio insegnante quale sono, resto uno studente.
(?) La passione non era vista con favore nell'antichità. Era considerata cieca e accecante. Legata al fato, conduceva inesorabilmente gli eroi alla tragedia, alla sventura e alla morte per aver osato contestare e opporsi agli dei, i quali, per proprie egoistiche ragioni, non credono nella tolleranza. Qui non ci sono dei e c'è rispetto, come è giusto. Se manca il rispetto la cultura resta un'astrazione e l'istruzione un effimero esercizio di sterilità.
Il secolo scorso, definito da Hannah Arendt il più violento mai riportato dalla storia, sarà ricordato per il rispetto totalmente negato a uomini, donne e bambini in molti luoghi. Non manca di passione, ma dominata dal fanatismo la sua natura si è rivelata distruttiva. I fanatici vogliono insegnare ma non imparano mai. Parlano, ma non ascoltano. C'è una passione oscura radicata nella volontà di conquista e di dominio, ma non contiene alcun barlume di speranza.
Due guerre mondiali e quante altre ancora?
Due crudeli regimi totalitari. Tortura.
Carcere. Pulizia etnica. Fosse comuni.
Finirà mai? La sofferenza umana avrà mai fine? (?) Ecco il mistero della condizione umana: gli interrogativi restano, cambiano solo le risposte.
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