| Per favore, ricordatevi di Althusser | La Francia intellettuale ha la smania delle ricorrenze. Di
solito si accende tra i giornali una lotta tra chi arriva per primo
a esaltare il ricordo del "Lume" scomparso. Ebbene, il filosofo
Louis Althusser, per ora, sembra dimenticato. Fu il Maestro di
tutti i giovani marxisti del Quartiere Latino, oggi per lo più
sistemati sul palcoscenico del successo. Morì il 22 ottobre 1990,
un lunedì, nel triste scenario di un ospizio della periferia
parigina. Aveva 72 anni. Il suo cuore, raccontò Jean Guitton,
cessò di battere mentre il "Principe della Rivoluzione" parlava
con Yann Moulier Boutang che ancora pubblica o ripubblica le
opere del pensatore. Althusser cercava l'assoluto e quel
pomeriggio lo raggiunse. La scuola althusseriana della rue
d'Ulm è scomparsa, forse qualcuno ricorda opere come Lire le
Capital o Pour Marx , rammenta i furiosi dibattiti con Roger
Garaudy, allora filosofo del marxismo dal volto umano. Nel Pcf
Althusser aveva un compito influente, il partito parlava agli
intellettuali del mondo con la sua voce. Poi, dal '74, s'insinuò in
lui il dubbio e scrisse Elements d'autocritique. Nel '78 rifiutò la
tessera del partito e, come se quel gesto contenesse una sorta di
contrappasso, il filosofo precipitò nella follia e fu chiuso in un
ospedale psichiatrico. Nel novembre 1980 strangolò la moglie,
Hélène Rytmann, alla quale parlava con toni delicati come quelli
di un'arpa. La macchina della giustizia fu incerta, ma ancora di più
lo furono i suoi allievi che tra quelle mura si erano abbeverati al
marxismo per poi rinnegarlo sotto forma di "Nouveaux
Philosophes". Il che dette loro, anche grazie ad Althusser,
cospicue fortune editoriali. |