Pitagora senza i pantaloni:
anche i numeri parlano rosa| Uno studio di Gabriele Lolli sulle donne matematiche
nella storia |
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| Gabriele Lolli, "La crisalide e la farfalla", Bollati Boringhieri, Pagine 122. Lire 18.000 | Tra i tanti mestieri e professioni che apparentano i sessi, la
matematica sembra proprio non esserci. Di uomini che hanno dati
i numeri ce ne sono anche troppi, ma dov'è la traccia lasciata dalle
discepole di Euclide? E invece c'è, eccome, una traccia, e ce la
indica Gabriele Lolli in questo suo agile e istruttivo La crisalide e
la farfalla. Docente di Logica matematica all'Università di
Torino, autore noto anche a un pubblico non specialista, Lolli per
prima cosa passa in rassegna gli indici di libri di storia delle
matematiche dove di donne se ne trovano tre qui, sei là, nove nella
lista più generosa. Due signore, peraltro, sono sempre presenti: la
russa Sof'ja Kovalevaskaja (1850-1891) e la tedesca Emmy
Noether (1882-1935). Due fuoriclasse, ma un loro illustre
collega, il matematico tedesco Hermann Weyl (1885-1955) si è
espresso nei loro confronti così: "Solo due donne matematiche
nella storia: Sofja Kovalevskaja ed Emmy Noether: la prima non
era una matematica, la seconda non era una donna". Lolli però,
molto meno severo, tratta le due suddette dame con il rispetto che
meritano, della Kovalevskaja pubblicando anche, in appendice al
libro, un suggestivo estratto ricavato dai suoi Souvenirs
d'enfance, opera in cui irrompe la figura potente di Dostoevskij,
amico nonché corteggiatore della sorella di Sofja, Aniuta, e come
tale frequentatore assiduo, per un certo periodo, della loro casa.
Innamoratasi della matematica perché nella sua camera, al posto
della tappezzeria, erano stati incollati dei fogli litografati che
riproducevano il calcolo differenziale, Sofja Kovalevskaja è
figura dalla vita romanzesca. Di famiglia aristocratica, sfruttando
un matrimonio fittizio, a 18 anni è a Heidelberg e di lì a Göttingen
dove ottiene il dottorato senza bisogno degli orali per il grande
valore degli scritti. Prima donna laureata in matematica dopo il
Rinascimento, insegnerà a Stoccolma e sarà scrittrice,
rivoluzionaria, femminista. Finirà in miseria, morirà giovane, di
polmonite. Una donna certamente non conformista, un
personaggio moderno, "molto amato e studiato dalle donne".
Ma il secolo di Sofja non è il primo a esprimere talenti
matematici al femminile. Anche andando molto indietro si trovano
autorevoli signore dei numeri, dalla greca Pandrosia, maestra di
geometria, alla mitica Ipazia, figlia del matematico Teone, autrice
di molto opere, uccisa nel 414 d.C. dai fondamentalisti di allora
seguaci del vescovo Cirillo di Alessandria. Venendo a tempi più
vicini, ecco la nostra Maria Gaetana Agnesi, gentildonna milanese
del Settecento, autrice di un testo di Analisi tradotto e lodato in
tutta Europa. Con lei, nella stessa epoca, la marchesa di Chatelet,
traduttrice di Newton e amica di Voltaire. E poi Caroline
Herschel, sorella del grande astronomo William e scopritrice, per
conto suo, di otto comete. Anche Sophie Germain, matematica e
filosofa, e Augusta Ada King Byron, contessa di Lovelace, al
fianco di Charles Babbage nella costruzione della macchina
analitica. Quindi lei, la Noether dal genio ampiamente
riconosciuto: la Noether che, dimostrando come ogni legge di
conservazione sia equivalente a una simmetria, ha addirittura
aperto una nuova era in fisica; la Noether sempre trascurata,
vestita male, in sovrappeso, ma genuina, disinteressata, affettuosa.
Queste le donne, alcune donne matematiche di una storia che,
lontana e vicina, non le ha mai viste in primo piano perché sempre
offuscate da uomini che molto spesso valevano meno di loro.
Nella seconda metà del Novecento le cose, certo, sono cambiate,
ma neanche tanto. La matematica continua a essere vista come
pratica maschile così come, del resto, l'ingegneria, e c'è chi, come
la scrittrice Margaret Wertheim, in un suo libro dal titolo bizzarro,
I pantaloni di Pitagora, sostiene che l'uomo matematico si è
degradato a "prete decadente" proprio per aver lavorato senza
avere a fianco le donne. |