RASSEGNA STAMPA

6 OTTOBRE 2000
NINO MATERI
Creato l'uomo maiale
Greenpeace: "Realizzato embrione misto con cellule umane e di suino"
"Embrioni risultanti dall'incrocio delle specie umana e suina". Se fosse vero, vorrebbe dire che un certo tipo di manipolazione genetica ha ormai superato il confine della più cupa, mostruosità. Se fosse falso, significherebbe che l'autore della denuncia (nella fattispecie l'associazione Greenpeace) pur di farsi pubblicità è davvero disposta a tutto.
Certo è che i rappresentanti italiani dell'ambientalismo più oltranzista del mondo ieri hanno innescato una bomba dal potenziale esplosivo devastante. Secondo la denuncia dell'associazione, due aziende - l'australiana Stem Cell Sciences e l'americana Biotransplant (che però hanno subito smentito qualsiasi responsabilità) - avrebbero chiesto all'Ufficio europeo per i brevetti (Epo) il diritto esclusivo per la clonazione di embrioni, inclusi quelli umani, e per gli embrioni risultanti dall'incrocio della specie umana e suina. La richiesta riguarda la brevettazione non solo della tecnica ma anche alla manipolazione genetica di qualsiasi embrione derivato.
Secondo l'austriaco Thomas Fertl, specialista di genetica per Greenpeace, la "scandalosa" scoperta è stata fatta tramite ricerche nell'ufficio di Monaco. "La richiesta - spiega - indica che le società hanno già trasferito nuclei dì cellule provenienti da feti umani negli ovuli di una scrofa. L'organismo che ne è derivato è sopravvissuto per una settimana.
La richiesta di registrazione per la "chimera", come si chiamano questo tipo di organismi, è la numero "Wo 99/21415". La denuncia di Greenpeace cade all'indomani delle polemiche internazionali scatenate dal sì inglese ai trapianti animali. L'unico limite imposto dal governo britannico è che i pazienti non possano avere figli: si temono infatti terribili mutazioni genetiche. Sta di fatto comunque che sarà proprio l'Inghilterra a inaugurare l'era del primi xenotrapianti sull'uomo utilizzando organi di animali (soprattutto maiali) resi geneticamente "umanizzati" per impedire il fenomeno del rigetto. Ma lo scenario paventato ora da Greenpeace fa un ulteriore passo verso il baratro dell'impazzimento genetico.
"A livello normativo. - ha aggiunto Fabbri - la manipolazione degli embrioni umani è espressamente vietata dalla direttiva europea sui brevetti, ma di fatto viene resa possibile: nello stesso articolo della direttiva, alla lettera successiva, si afferma infatti che ciò è possibile se le cellule vengono isolate".
"Non ci sono neanche le basi legali per vietare questi esperimenti - sostiene Greenpeace -, per questo chiediamo un provvedimento legislativo che neghi espressamente la possibilità di presentare brevetti sul genoma di qualunque essere vivente".
Greenpeace ha dubbi e perplessità sulla manipolazione degli embrioni umani anche se - formalmente - dice di non voler ostacolare la ricerca scientifica: "La scienza ha fatto tanti passi in avanti ma il sistema normativo è rimasto molto indietro: ora si tratta di aggiornarlo perché la ricerca scientifica abbia dei limiti etici e biologici".
Basterà ad allontanare per sempre l'incubo dell'uomo-animale?
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