| Cattolicesimo e liberalismo, una nuova via d'incontro | Nel corso degli ultimi due secoli numerosi ostacoli si sono
frapposti al riconoscimento della piena compatibilità tra la fede
cattolica, da un lato, e l'economia di mercato, dall'altro o, se si
preferisce, della piena congruenza tra la morale cristiana e
l'organizzazione liberale della società. Il liberalismo
continentale, per esempio, a differenza di quello inglese o
americano, è stato a lungo affetto da un depauperante
anticlericalismo. E, di contro, vasti settori del cattolicesimo
rileggendo in modo ingenuo il Nuovo Testamento hanno
ritenuto che esistesse, come nota Angelo Tosato, una
incompatibilità sostanziale tra cristianesimo e liberalismo.
Tutto questo però è venuto, poco a poco, finalmente meno. Il
liberalismo laico si è convinto, per dirla con Hayek, che
occorreva fare ogni sforzo "per evitare quell'atteggiamento
ostile verso la religione propria di gran parte del liberalismo
continentale" e i cattolici si sono sempre più riconosciuti nella
seguente affermazione di Wilhelm Ropke: "Un buon cristiano è
un liberale che non sa di esserlo". Recentemente poi Sergio
Cotta ha, addirittura affermato, parafrasando un celebre
asserto di Benedetto Croce, che "il cattolico non può non dirsi
liberale". Questi rinnovato rapporto tra il liberalismo e il
cattolicesimo, tra l'economia di mercato e la moderna dottrina
sociale della Chiesa è stato favorito anche dalle encicliche
sociali di Giovanni Paolo II. Mi riferisco alla "Sollecitudo rei
socialis" (1987) e alla "Centesimus annus" (1991). In
quest'ultima è contenuta una esplicita condanna degli eccessi e
degli abusi dello stato assistenziale, il riconoscimento del ruolo
positivo assolto dal mercato, una positiva valutazione del
profitto e una piena valorizzazione del ruolo assolto dagli
imprenditori. A "Cattolicesimo e liberalismo" (Rubbettino,
pagine 242, lire 22.000) è intitolato un bel volume, a cura di
Franco Cardini e Francesco Pulitini, da poco in libreria. In
esso sono raccolti alcuni pregevoli contributi opera di Roberto
Vivarelli ("Libertà politica e libertà economica") Piero Barucci
("I cattolici e il mercato") Sergio Cotta ("Cattolicesimo liberale
e dottrina sociale della Chiesa") Angelo Tosato ("Vangelo e
libertà") Dario Antiseri ("Cattolici, mercato, solidarietà"),
Ubaldo Staico ("Neotomismo e liberalismo"), Pier Luigi Porta
("Economia ed etica cattolica"). Il volume offre preziose
riflessioni storiche e teoriche, fa il punto su una questione di
grande rilevanza e attualità. In una parola mostra, per dirla
con Jacques Garello, come l'Occidente potrà ritrovare "il suo
equilibrio intellettuale, morale e spirituale" soltanto
"coniugando liberalismo e cattolicesimo". |