RASSEGNA STAMPA

6 OTTOBRE 2000
MASSIMO BALDINI
Cattolicesimo e liberalismo, una nuova via d'incontro
Nel corso degli ultimi due secoli numerosi ostacoli si sono frapposti al riconoscimento della piena compatibilità tra la fede cattolica, da un lato, e l'economia di mercato, dall'altro o, se si preferisce, della piena congruenza tra la morale cristiana e l'organizzazione liberale della società. Il liberalismo continentale, per esempio, a differenza di quello inglese o americano, è stato a lungo affetto da un depauperante anticlericalismo. E, di contro, vasti settori del cattolicesimo rileggendo in modo ingenuo il Nuovo Testamento hanno ritenuto che esistesse, come nota Angelo Tosato, una incompatibilità sostanziale tra cristianesimo e liberalismo.
Tutto questo però è venuto, poco a poco, finalmente meno. Il liberalismo laico si è convinto, per dirla con Hayek, che occorreva fare ogni sforzo "per evitare quell'atteggiamento ostile verso la religione propria di gran parte del liberalismo continentale" e i cattolici si sono sempre più riconosciuti nella seguente affermazione di Wilhelm Ropke: "Un buon cristiano è un liberale che non sa di esserlo". Recentemente poi Sergio Cotta ha, addirittura affermato, parafrasando un celebre asserto di Benedetto Croce, che "il cattolico non può non dirsi liberale". Questi rinnovato rapporto tra il liberalismo e il cattolicesimo, tra l'economia di mercato e la moderna dottrina sociale della Chiesa è stato favorito anche dalle encicliche sociali di Giovanni Paolo II. Mi riferisco alla "Sollecitudo rei socialis" (1987) e alla "Centesimus annus" (1991). In quest'ultima è contenuta una esplicita condanna degli eccessi e degli abusi dello stato assistenziale, il riconoscimento del ruolo positivo assolto dal mercato, una positiva valutazione del profitto e una piena valorizzazione del ruolo assolto dagli imprenditori. A "Cattolicesimo e liberalismo" (Rubbettino, pagine 242, lire 22.000) è intitolato un bel volume, a cura di Franco Cardini e Francesco Pulitini, da poco in libreria. In esso sono raccolti alcuni pregevoli contributi opera di Roberto Vivarelli ("Libertà politica e libertà economica") Piero Barucci ("I cattolici e il mercato") Sergio Cotta ("Cattolicesimo liberale e dottrina sociale della Chiesa") Angelo Tosato ("Vangelo e libertà") Dario Antiseri ("Cattolici, mercato, solidarietà"), Ubaldo Staico ("Neotomismo e liberalismo"), Pier Luigi Porta ("Economia ed etica cattolica"). Il volume offre preziose riflessioni storiche e teoriche, fa il punto su una questione di grande rilevanza e attualità. In una parola mostra, per dirla con Jacques Garello, come l'Occidente potrà ritrovare "il suo equilibrio intellettuale, morale e spirituale" soltanto "coniugando liberalismo e cattolicesimo".
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