Il nuovo Adamo in provetta| Polemiche sul bimbo nato per salvare la
sorella. La madre: "Ho fatto solo il mio
dovere" |
| Dove lo metteremo questo Adamo,
questo minuscolo esserino che prima
ancora di succhiare la vita dal seno della
mamma l'ha infusa nel corpo malato della
sorellina? Diremo blasfemo quel nome
biblico, e lo relegheremo nel catalogo dei
"mostri" prodotti dalla scienza
Frankenstein? O scriveremo la sua data di
nascita nei libri di storia: "Un nuovo
Adamo, nato nel Duemila dopo Cristo, fu
il capostipite di una nuova razza umana,
selezionata geneticamente, e dalla sua
costola diede vita a chi era destinato a
morire"?
La nostra etica, laica o religiosa che sia,
rabbrividisce. Adamo è stato creato in un
laboratorio del Minnesota, il suo embrione
è stato preferito ad altri quattordici
embrioni-fratelli prodotti in provetta
perchè il più sano e il più forte, ma
soprattutto perchè dotato dei geni giusti
per curare la sorellina di sei anni, ammalata
di "anemia Fanconi" e prossima alla morte.
La nostra etica rabbrividisce perchè per la
prima volta si è varcata coscientemente la
soglia dell'eugenetica.
Rabbrividiamo perché è stata violata
la legge secondo la quale l'essere umano è
un fine, e non un mezzo usato per un altro
scopo, per quanto nobile esso possa essere.
La sua nascita offende la coscienza
religiosa, che vuol mantenere riservato al
volere di Dio il destino degli uomini. Ma
offende anche la coscienza laica: l'articolo
3 della Carta dei diritti fondamentali del
cittadino europeo, fresca fresca di stampa,
sancisce il "divieto delle pratiche
eugenetiche, in particolare di quelle aventi
come scopo la selezione delle persone".
Se fosse nato in Europa, Adamo sarebbe
dunque un reato. Prima di un essere
umano, è un donatore. E' stato generato per
produrre un pezzo di ricambio, le cellule
sane e compatibili di cui la sorellina aveva
disperato bisogno. E' il primo bambino su
ordinazione: oggi i medici hanno
selezionato i geni che cureranno la sorella,
domani potrebbero sceglierli per dargli
occhi chiari, un metro e ottanta di altezza,
o per eliminare una predisposizione
genetica all'omosessualità. Adamo è un
prodotto di allevamento, forse il primo
della specie, figlio delle stesse tecniche di
selezione con cui l'umanità ha usato per
secoli gli animali come mezzi, per restare
essa stessa il fine del Creato. Dopo di lui,
la vita umana non è più sacra.
Tutto questo dice l'etica e ha molte ragioni.
Ma poi uno guarda la foto di quel neonato
in braccio alla sorellina Molly pallida
pallida, subito dopo la trasfusione dal
cordone ombelicale di lui al sistema
circolatorio di lei che forse la salverà.
Ascolta le parole della mamma: "Nessuno
può giudicarmi se non è stato nei miei
panni. Se qualcuno ha guardato un
bambino morire di una malattia incurabile
e non ha giurato a se stesso di fare tutto ciò
che poteva pur di salvarlo, allora si faccia
avanti, sono pronta ad essere giudicata da
lui. Ma se voi che parlate non avete avuto
questa esperienza, per favore, tacete".
Apprende che quei due genitori
desideravano disperatamente un altro
figlio, ma avevano tre possibilità su
quattro di dar vita a un bambino malato
della stessa orribile malattia, se avessero
scelto una via naturale. O che avrebbero
dovuto sopprimerlo dopo 18 settimane di
gestazione, se non volevano far venire al
mondo un altro predestinato alla sofferenza
e alla morte precoce. E allora la nascita di
Adamo, che un attimo prima ci sembrava
orribile, ci appare d'un tratto meravigliosa.
Un immenso atto d'amore, seppure aiutato
dalla scienza, che ha reso doppiamente
felici due genitori, ha dato la vita a un
essere sano e capace di donare salute, e ha
forse salvato la vita di un altro essere
destinato a un'esistenza breve e infelice.
Perchè questo corto circuito tra la nostra
cultura e i nostri sentimenti? Perchè la
stessa storia ci fa allo stesso tempo temere
per il destino collettivo della specie umana
e gioire per la felicità di un paio di esseri
umani?
Fateci caso: questo conflitto si ripropone
ormai ogni giorno. Quando bisogna
sopprimere un gemellino siamese per
salvarne un altro. Quando nella
fecondazione in vitro, già oggi, i medici
scelgono tra numerosi embrioni quello più
sano, anche se non con la raffinata tecnica
genetica usata per Adamo. Perfino quando
una donna quarantenne si sottopone
all'amniocentesi di routine per decidere se
lasciar vivere o sopprimere un feto affetto
dalla sindrome di Down. Stiamo forse già
selezionando la specie? Il vaso di Pandora
è già aperto. La scienza è andata più avanti
dell'etica. E ci costringe a chiederci se
l'etica ha ragione, se l'etica capisce, se
l'etica è ancora in grado di distinguere il
bene dal male in un mondo che non è piu'
lo stesso di quello in cui le Tavole della
sua legge, figlie della cultura
giudaico-cristiana, sono state scritte.
Due esempi della indecidibilità morale di
questa storia. Il giorno che l'uomo sapesse
e potesse clonare un embrione, Molly
avrebbe potuto essere curata senza dar vita
ad Adamo, neonato-donatore. Le cellule
staminali sane, giovani e compatibili,
sarebbero venute da un suo clone,
soppresso dopo la donazione. Sarebbe stato
più etico che dar vita ad Adamo? Oppure:
se invece che di "anemia Fanconi" Molly
fosse stata malata di "sindrome Fanconi",
analogo e contiguo errore genetico della
natura, allora Adamo avrebbe dovuto
donare un rene alla sorella per salvarla,
invece che un po' di cellule, prelevate in
modo indolore dal suo cordone
ombelicale. Sarebbe stato accettabile
eticamente anche quell'intervento?
Diciamoci la verità: navighiamo a vista. E
siamo solo agli inizi. Si è aperto un secolo
in cui la genetica non sconvolgerà solo
l'etica, ma anche la filosofia e la politica.
Che succederà quando scopriremo che
l'ineguaglianza sociale degli uomini ha
anche basi genetiche? Sarà etico curare
l'ineguaglianza, obiettivo storico della
sinistra? O all'improvviso diventerà nazista
l'ambizione all'uguaglianza?
La morale è pessimista sulla natura umana,
ed è sicura che, se gli uomini potessero,
sceglierebbero tutti figli biondi, belli,
atletici, intelligenti e disumani. La natura è
ottimista, come la mamma di Molly e
Adamo, convinta che due figli sani sono
meglio di uno moribondo, che quei due
bambini si ameranno anche più di due
"normali" fratelli, perchè uniti da un
cordone ombelicale. Che entrambi saranno
amatissimi, perchè così arditamente
desiderati. Ci vorranno decenni perchè la
coscienza che l'uomo ha di sè e della sua
specie si adeguino alla realtà di ciò che la
scienza ha imparato a fare. Ci vorrà
"virtute e conoscenza" per scrivere questa
nuova morale. Nel frattempo, non ci resta
che fidarci dell'istinto di una madre. In
genere, le mamme hanno sempre ragione. |