RASSEGNA STAMPA

5 OTTOBRE 2000
ANTONIO POLITO
Il nuovo Adamo in provetta
Polemiche sul bimbo nato per salvare la sorella. La madre: "Ho fatto solo il mio dovere"
Dove lo metteremo questo Adamo, questo minuscolo esserino che prima ancora di succhiare la vita dal seno della mamma l'ha infusa nel corpo malato della sorellina? Diremo blasfemo quel nome biblico, e lo relegheremo nel catalogo dei "mostri" prodotti dalla scienza Frankenstein? O scriveremo la sua data di nascita nei libri di storia: "Un nuovo Adamo, nato nel Duemila dopo Cristo, fu il capostipite di una nuova razza umana, selezionata geneticamente, e dalla sua costola diede vita a chi era destinato a morire"?
La nostra etica, laica o religiosa che sia, rabbrividisce. Adamo è stato creato in un laboratorio del Minnesota, il suo embrione è stato preferito ad altri quattordici embrioni-fratelli prodotti in provetta perchè il più sano e il più forte, ma soprattutto perchè dotato dei geni giusti per curare la sorellina di sei anni, ammalata di "anemia Fanconi" e prossima alla morte.
La nostra etica rabbrividisce perchè per la prima volta si è varcata coscientemente la soglia dell'eugenetica. Rabbrividiamo perché è stata violata la legge secondo la quale l'essere umano è un fine, e non un mezzo usato per un altro scopo, per quanto nobile esso possa essere.
La sua nascita offende la coscienza religiosa, che vuol mantenere riservato al volere di Dio il destino degli uomini. Ma offende anche la coscienza laica: l'articolo 3 della Carta dei diritti fondamentali del cittadino europeo, fresca fresca di stampa, sancisce il "divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone".
Se fosse nato in Europa, Adamo sarebbe dunque un reato. Prima di un essere umano, è un donatore. E' stato generato per produrre un pezzo di ricambio, le cellule sane e compatibili di cui la sorellina aveva disperato bisogno. E' il primo bambino su ordinazione: oggi i medici hanno selezionato i geni che cureranno la sorella, domani potrebbero sceglierli per dargli occhi chiari, un metro e ottanta di altezza, o per eliminare una predisposizione genetica all'omosessualità. Adamo è un prodotto di allevamento, forse il primo della specie, figlio delle stesse tecniche di selezione con cui l'umanità ha usato per secoli gli animali come mezzi, per restare essa stessa il fine del Creato. Dopo di lui, la vita umana non è più sacra.
Tutto questo dice l'etica e ha molte ragioni.
Ma poi uno guarda la foto di quel neonato in braccio alla sorellina Molly pallida pallida, subito dopo la trasfusione dal cordone ombelicale di lui al sistema circolatorio di lei che forse la salverà.
Ascolta le parole della mamma: "Nessuno può giudicarmi se non è stato nei miei panni. Se qualcuno ha guardato un bambino morire di una malattia incurabile e non ha giurato a se stesso di fare tutto ciò che poteva pur di salvarlo, allora si faccia avanti, sono pronta ad essere giudicata da lui. Ma se voi che parlate non avete avuto questa esperienza, per favore, tacete".
Apprende che quei due genitori desideravano disperatamente un altro figlio, ma avevano tre possibilità su quattro di dar vita a un bambino malato della stessa orribile malattia, se avessero scelto una via naturale. O che avrebbero dovuto sopprimerlo dopo 18 settimane di gestazione, se non volevano far venire al mondo un altro predestinato alla sofferenza e alla morte precoce. E allora la nascita di Adamo, che un attimo prima ci sembrava orribile, ci appare d'un tratto meravigliosa.
Un immenso atto d'amore, seppure aiutato dalla scienza, che ha reso doppiamente felici due genitori, ha dato la vita a un essere sano e capace di donare salute, e ha forse salvato la vita di un altro essere destinato a un'esistenza breve e infelice. Perchè questo corto circuito tra la nostra cultura e i nostri sentimenti? Perchè la stessa storia ci fa allo stesso tempo temere per il destino collettivo della specie umana e gioire per la felicità di un paio di esseri umani?
Fateci caso: questo conflitto si ripropone ormai ogni giorno. Quando bisogna sopprimere un gemellino siamese per salvarne un altro. Quando nella fecondazione in vitro, già oggi, i medici scelgono tra numerosi embrioni quello più sano, anche se non con la raffinata tecnica genetica usata per Adamo. Perfino quando una donna quarantenne si sottopone all'amniocentesi di routine per decidere se lasciar vivere o sopprimere un feto affetto dalla sindrome di Down. Stiamo forse già selezionando la specie? Il vaso di Pandora è già aperto. La scienza è andata più avanti dell'etica. E ci costringe a chiederci se l'etica ha ragione, se l'etica capisce, se l'etica è ancora in grado di distinguere il bene dal male in un mondo che non è piu' lo stesso di quello in cui le Tavole della sua legge, figlie della cultura giudaico-cristiana, sono state scritte.
Due esempi della indecidibilità morale di questa storia. Il giorno che l'uomo sapesse e potesse clonare un embrione, Molly avrebbe potuto essere curata senza dar vita ad Adamo, neonato-donatore. Le cellule staminali sane, giovani e compatibili, sarebbero venute da un suo clone, soppresso dopo la donazione. Sarebbe stato più etico che dar vita ad Adamo? Oppure: se invece che di "anemia Fanconi" Molly fosse stata malata di "sindrome Fanconi", analogo e contiguo errore genetico della natura, allora Adamo avrebbe dovuto donare un rene alla sorella per salvarla, invece che un po' di cellule, prelevate in modo indolore dal suo cordone ombelicale. Sarebbe stato accettabile eticamente anche quell'intervento? Diciamoci la verità: navighiamo a vista. E siamo solo agli inizi. Si è aperto un secolo in cui la genetica non sconvolgerà solo l'etica, ma anche la filosofia e la politica.
Che succederà quando scopriremo che l'ineguaglianza sociale degli uomini ha anche basi genetiche? Sarà etico curare l'ineguaglianza, obiettivo storico della sinistra? O all'improvviso diventerà nazista l'ambizione all'uguaglianza? La morale è pessimista sulla natura umana, ed è sicura che, se gli uomini potessero, sceglierebbero tutti figli biondi, belli, atletici, intelligenti e disumani. La natura è ottimista, come la mamma di Molly e Adamo, convinta che due figli sani sono meglio di uno moribondo, che quei due bambini si ameranno anche più di due "normali" fratelli, perchè uniti da un cordone ombelicale. Che entrambi saranno amatissimi, perchè così arditamente desiderati. Ci vorranno decenni perchè la coscienza che l'uomo ha di sè e della sua specie si adeguino alla realtà di ciò che la scienza ha imparato a fare. Ci vorrà "virtute e conoscenza" per scrivere questa nuova morale. Nel frattempo, non ci resta che fidarci dell'istinto di una madre. In genere, le mamme hanno sempre ragione.
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Bioetica