RASSEGNA STAMPA

25 SETTEMBRE 2000
PAUL DAVIES
2001 Odissea alla ricerca del tempo
E' possibile viaggiare nel futuro e nel passato? Uno dei maggiori fisici viventi risponde partendo dalla teoria della relatività di Einstein e dal romanzo di Wells
Viaggiare nel tempo fa certamente parte della grande narrativa, ma è veramente realizzabile? È stato il grande maestro della fantascienza, H. G. Wells, a tracciare una nuova strada con "La macchina del tempo", libro pubblicato nel 1895. Il classico di Wells è stato scritto un decennio prima che Albert Einstein pubblicasse la sua famosa teoria della relatività, che a tutt'oggi rappresenta la linea di confine tra gli scienziati professionisti su questioni legate al tempo. Prima di Einstein, il punto di vista ufficiale era che il tempo fosse uguale per tutti ovunque. Ma Einstein ha demolito questo mito del senso comune con il suo bizzarro concetto di tempo flessibile.
Secondo la teoria della relatività, il vostro tempo e il mio tempo potrebbero non essere lo stesso. I nostri tempi possono scorrere lentamente andando fuori sincronia, per esempio, ci muoviamo diversamente. Se volate da Londra a Roma e ritorno, vi accorgerete che tornate leggermente spiazzati, parlando dal punto di vista temporale, rispetto ai vostri vicini che sono rimasti a casa. Questo effetto è conosciuto come dilatazione del tempo e non si tratta semplicemente di una teoria. Negli anni Settanta fisici americani fecero viaggiare orologi atomici (o molecolari) intorno al mondo per verificare la predizione e confermarono che quegli orologi avevano perso svariati bilionesimi di un secondo rispetto agli orologi restati a terra. Questo naturalmente non è il tipo di discrepanza che porta ad appuntamenti mancati, ma la dimensione della distorsione del tempo ha confermato esattamente la formula di Einstein del 1905. La formula in questione dice che con l'aumento della velocità aumenta anche la distorsione.
Sfiorando la velocità della luce - vertiginosi 300.000 km al secondo - il tempo riduce la sua velocità fino a quasi fermarsi.
Tradotto in esperienza umana, ampie distorsioni del tempo portano ad alcuni scenari alquanto bizzarri. Immaginiamo che Alice e Bob siano gemelli. Nel 2001 Alice viene lanciata con missile verso una stella vicina al 99,9% della velocità della luce, mentre Bob resta a casa. Quando Alice torna sulla terra nell'anno 2011, sembra decisamente più giovane rispetto a Bob. In effetti è invecchiata di sole 23 settimane. Alice e Bob non sono più gemelli, ma hanno più di 9,5 anni di differenza.
Anche se viaggiare nel futuro è un dato di fatto - quelli del jet set lo fanno sempre in una somma di nanosecondi che non dà nell'occhio - viaggiare nel passato è molto più problematico.
Alice non può tornare nel 2001 invertendo la sua traiettoria; l'alta velocità può solo spingerla ancora più nel futuro. Ma il moto è solo un modo per distorcere il tempo; l'altro modo è la gravità. Nel 1915 Einstein ha generalizzato la sua teoria della relatività per includere la gravitazione e con fiducia ha preannunciato che la gravità rallenta il tempo. Ancora una volta, gli esperimenti gli hanno dato ragione. Nel caso della gravità della terra, gli effetti sono veramente minimi per gli essere umani, ma ci sono alcuni oggetti nell'universo la cui gravità è così immensa che il tempo viene seriamente distorto. Sulla superficie di una stella di neutroni, per esempio, gli orologi potrebbero ticchettare a un ritmo ridotto della metà rispetto al loro ticchettio sulla terra. Sulla superficie di un buco nero, le cose sono ancora più estreme, in quanto il tempo è quasi completamente fermo se paragonato al tempo sulla terra. Se si cade in uno di questi buchi neri, si entra in una sfera spaziotemporale che si trova oltre l'eternità per quanto concerne il resto dell'universo. Ed è per questo che entrare in un buco nero significa fare un viaggio di sola andata verso il nulla. È impossibile scappare dal suo interno, perché per riuscirci bisognerebbe uscire dal buco prima di caderci dentro, una cosa a dir poco assurda. Ma proprio qui si trova la chiave per il viaggio nel passato. Se un buco nero può essere modificato in modo tale da fornire un'uscita, allora viaggiare indietro nel tempo potrebbe essere fattibile. Un buco nello spazio con due parti terminali viene chiamato "cunicolo" spaziotemporale, un'idea originariamente suggerita 40 anni fa dal fisico americano John Archibald Wheeler, che ha successivamente coniato anche il termine "buco nero".
Wheeler ha suggerito che in determinate circostanze due punti nello spazio possono essere collegati in due modi distinti: attraverso lo spazio ordinario e attraverso uno stretto tubo o tunnel. La situazione è simile a quando si fa un buco attraverso la terra da Londra a Sydney per creare una scorciatoia, ma nel caso del cunicolo spaziotemporale il tunnel non passa attraverso niente; è fatto solo di spazio. I cunicoli spaziotemporali restano una pura congettura, ma l'idea è stata messa in evidenza dal film "Contact", tratto dal romanzo di Carl Sagan. In questa storia, l'eroina, interpretata da Jodie Foster, cade in una specie di enorme mixer da cucina in Giappone e pochi minuti dopo ricompare vicino al centro della galassia, essendo passata attraverso un cunicolo, di una struttura non meglio specificata. Si tratta di una splendida idea, dato che racchiude quella che è forse la più conosciuta conseguenza della teoria della relatività, vale a dire che nulla può viaggiare più veloce della luce. Anche se i cunicoli spaziotemporali potessero esistere, potrebbero comunque non rappresentare l'accesso al passato tanto sperato. Come i fan del Dr. Who ben sanno, viaggiare nel tempo è pieno di paradossi. Per esempio, cosa succede a un cronoviaggiatore che cerca sua madre, quando era ancora una giovane ragazzina e la uccide? In questo caso il viaggiatore non sarebbe mai essere venuto al mondo. Altri hanno scelto un'attitudine più ottimista verso il viaggio nel tempo. David Deutsch, fisico di Oxford, ad esempio, ha proposto un modo per risolvere i paradossi in un attimo, appellandosi al concetto alla moda degli universi paralleli. Supponiamo, ipotizza Deutsch, che non esista una sola realtà, ma che vi sia una moltitudine di mondi simili. Ogni mondo parallelo ha il suo spazio, il suo tempo, il suo contenuto e i suoi essere umani. Se un cronoviaggiatore va nel passato e uccide sua madre, modifica uno dei mondi paralleli, ma non il suo. Un'altra obiezione al viaggiare indietro nel tempo è l'apparente assenza di cronoviaggiatori provenienti dal nostro stesso futuro. Se le macchine del tempo sono realizzabili, perché nessuno dei nostri discendenti ne ha costruita una ed è tornato per venirci a trovare? Nel caso di una macchina del tempo per il cunicolo, c'è già la risposta pronta. Risulta che non è possibile utilizzarne una per viaggiare nel tempo, prima che il cunicolo stesso sia stato creato. Naturalmente, se una vecchia civiltà aliena avesse creato una macchina del tempo per il cunicolo molto tempo fa e l'avesse data ai nostri discendenti, allora questa confutazione non sarebbe valida. Perciò viaggiare indietro nel tempo resta una possibilità aperta, anche se nessuno lascia intendere che sarà una cosa facile. Fare un cunicolo spaziotemporale richiederebbe un progetto di ingegneria di proporzioni letteralmente astronomiche. Ma una cosa certamente non rappresenterebbe alcun ostacolo, il costo.
Conoscendo lo stato del mercato azionario nella propria era, il primo cronoviaggiatore potrebbe tornare indietro di più o meno 100 anni, fare alcuni investimenti certi, poi tornare nel futuro e raccogliere i profitti per ripagarsi il viaggio.
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