RASSEGNA STAMPA

21 SETTEMBRE 2000
editoriale
Clonazione, esperti di Veronesi subito spaccati tra etica e scienza
Esplorare le nuove possibili tà di cura che potrebbero derivare dalla ricerca sulle cellule staminali secondo una prospettiva puramente scientifica. E' questo il compito principale della commissione sulle cellule staminali istituita al ministero della Sanità e che ha cominciato ieri i suoi lavori.
Tre mesi, ha detto il ministro Umberto Veronesi, è il tempo che i 24 esperti, coordinati dal Nobel Renato Dulbecco con la vicepresidenza di Claudio Bordignon, hanno a disposizione per esaminare le potenzialità offerte dalle staminali, prendendo in esame le cinque fonti da cui cellule "neonate" possono essere prelevate (ovocita fecondato, feto abortito, cordone ombelicale, midollo, tessuti adulti). "Come ministro della Sanità ho il dovere di esplorare nuove vie terapeutiche" e "ritengo ciò molto importante per definire le strategie della sanità del futuro", ha detto Veronesi. In quest'ottica ha ritenuto opportuno separare il dibattito scientifico e quello etico, ha detto riferendosi alle polemiche sull'esclusione dalla commissione del Comitato nazionale di bioetica. Ma nella commissione sulle cellule staminali, si delineano già gli schieramenti: da un lato c 'è chi vorrebbe accelerare i tempi del dibattito etico, dall'altro chi vorrebbe rispettare il calendario proposto oggi dal ministro della Sanità. Si distingue la posizione dell'arcivescovo di Ravenna, Ersilio Tonini, che considera l'attuale momento storico "uno dei più esaltanti della conoscenza umana" e che ritiene importante "far capire quali speranze e quali rischi" possono derivare dalla ricerca. "Si tratta di costruire", ha detto, e le tappe del cammino partono dalla scienza per arrivare all'etica e quindi al diritto. Spinge sul dibattito etico Adriano Bompiani, del Comitato nazionale di bioetica, che ritiene "il problema non risolvibile senza la prospettiva bioetica".
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