Ma la tecnica non può
sostituirsi a Dio| Padre Mucci su "Civiltà Cattolica" ribatte con Del
Noce alle tesi anticristiane di Galimberti |
| "La religione morirà" uccisa dal dominio della tecnica scriveva
Umberto Galimberti in un articolo su MicroMega (numero 2 di
quest'anno). E ora Giandomenico Mucci sull'ultimo numero di
"Civiltà Cattolica", in un articolo intitolato "La tecnica prenderà
il posto del Dio biblico?", contesta puntualmente le tesi del
filosofo della storia, opponendogli soprattutto il pensiero di
Augusto Del Noce ma anche dei filosofi Francesco Barone, Ervin
Laszlo, Alejandro Llano, Gianfranco Morra, ed altri ancora, senza
dimenticare di accennare a documenti della Chiesa, in particolare
del Concilio.
"Il rapido declino dell'orizzonte umanistico determinato dalla
tecnica che, non proponendosi alcun fine, estingue ogni possibile
reperimento di senso, - ha scritto Galimberti - sembra acutizzare e
rendere più drammatica la domanda inevasa di senso e la ricerca
affannosa di una speranza religiosa". E ancora: "La tecnica appare
come quell'evento che, sotterraneamente e a nostra insaputa, sta
già formando l'uomo nuovo che più non domanda il senso della
sua esistenza".
Heideggeriano, ma senza, di Heidegger, perplessità e timori,
secondo Mucci, Galimberti scrive dunque della tecnica, del suo
trionfo e delle sue presunte tragiche conseguenze "come se si
trattasse di un dogma o di una legge del determinismo fisico o
biologico".
Così, se Galimberti tiene per certo che le nostre sarebbero le
ultime generazioni a porsi il problema dell'assoluto, del senso, la
domanda su Dio, obietta Mucci, da Del Noce veniva già
"l'ammonimento a non giurare ciecamente" su un esito faustiano
e "da lui viene soprattutto l'invito, rivolto innanzitutto ai credenti,
ad essere fermi nel postulare il ritorno dell'uomo alla verità
teonoma del suo essere e alla fede come fattore decisivo per il
superamento dell'insignificanza del soggetto nel tempo del
nichilismo". Lo scritto di Augusto Del Noce s'intitola "Civiltà
tecnologica e cristianesimo" in L'epoca della secolarizzazione
(Giuffré, 1970). Del Noce è fiducioso sulla possibilità che i
cattolici animino questa civiltà irreligiosa, dice Mucci, quando
scrive che "la civiltà tecnologica è spiritualizzabile dall'interno" e
che "il cattolico trova nella sua fede la forza contro la
disperazione, per forti che siano le tentazioni disperate".
Ma di quale "Dio" si tratta? Secondo Mucci, in realtà, spesso
scrittori laici o laicisti scrivono non del Dio della fede cristiana,
ma di un Dio "depotenziato"; un Dio che "si esprime pienamente
nel mondo, svuotato della propria trascendenza". E dunque: "La
tecnica non prenderà mai il posto del vero Dio della rivelazione
biblica. Può darsi invece che non abbiano torto gli scrittori come
il Galimberti quando sostengono che la tecnica prenderà presto il
posto del loro Dio depotenziato".
Scrive anzi Mucci: "Le folle che riempiono le piazze o perché
incantate da un ritrovato cristianesimo o perché commosse da un
sia pur generico risveglio religioso non ci sembrano i resti di un
esercito in disfacimento, come afferma il Galimberti, ma piuttosto
i testimoni, forse inconsapevoli,della necessità umana, che rifugge
spontaneamente dalle false certezze della frammentazione e
richiede, come diceva Guardini, una Beheimatung, una casa, un
pensiero, una roccia, per tentare di vivere". Inoltre, ricorda Mucci,
la Chiesa guarda alla tecnica "come a ogni altra realtà e la
considera uno strumento del quale l'uomo si può servire per fare
molto bene o molto male".
Già Gianni Baget Bozzo in una recensione sul "Giornale" al libro
di Galimberti Psiche e techne. L'uomo nell'età della tecnica
(Feltrinelli, 1999), scriveva che il libro sembrava un "adversus
christianos". Baget Bozzo spiegava che Galimberti legge il
cristianesimo come introduzione al nichilismo: "Il libro di
Galimberti ci porta fuori dal "pensiero debole" proprio perché
nella sua dimensione anticristiana è un libro "sulle cose ultime".
Galimberti ci ha dato un'esposizione in termini di scienze umane
della critica di Severino alla metafisica". |