REAZIONI isteriche", taglia corto lo studioso che malgrado i suoi 78
anni si divide fra Milano e l'Università di Stanford, in California.
Luigi Luca Cavalli-Sforza, il padre della genetica delle popolazioni,
parla con l'autorevolezza di chi ha deciso di dedicare la sua vita alla
ricerca, e definisce il frutto di "pura isteria" il rifiuto dell'opinione
pubblica verso la clonazione umana: "Viviamo in una condizione
molto triste, anche se sono convinto che con il tempo questo
atteggiamento cambierà". | Ma questa volta, professore, a dire no a
quel tipo di ricerca è l'Unione Europea. Quali conseguenze potrà
avere questa decisione? |
"Può darsi che la risoluzione del Parlamento europeo possa frenare
l'attività di ricerca in buona parte del Vecchio Continente, ma sono
anche convinto che alla fine le ragioni della scienza avranno la
meglio: è impossibile mettere un freno all'evoluzione scientifica".
| Intanto il no della Ue rischia di avvantaggiare i Paesi dove lo studio
sulla clonazione va avanti, come Usa e Gran Bretagna. Non è così? |
"Può darsi. Ma è comunque un fatto positivo che la ricerca continui
e che il lavoro venga svolto da comunità scientifiche qualificate: non
importa dove, né se i finanziamenti siano pubblici o privati. E'
essenziale che gli studi proseguano in attesa che questa campagna
contro la clonazione finisca. E' il frutto di una psicosi che parte da
lontano: cominciata con il cibo transgenico, si è allargata a macchia
d'olio. Non dobbiamo arrenderci, occorre convincere l'opinione
pubblica che la clonazione non è quella pratica mostruosa la cui
immagine è purtroppo radicata nella fantasia popolare. La gente deve
sapere che grazie alla ricerca in questo campo possono essere
debellate malattie gravissime e incurabili".
| Vuole dire che è stata l'ignoranza ad aver indotto la maggioranza dei
parlamentari europei a votare no? |
"Credo che quella risoluzione sia stata dettata da motivi di carattere
filosofico e religioso. E politico. Prenda i Verdi. Si sono attestati su
una posizione che ritengo assurda. Si battono per un ambiente che
hanno trasformato in una sorta di icona, un qualcosa di immutabile
nel tempo. Rimangono immobili, non si rendono conto che la vita
scorre, che la conoscenza non può che avanzare verso nuove
frontiere, che la natura stessa è un continuo divenire. Nulla rimane
inalterato, a cominciare dall'ambiente. Ma loro, i Verdi, non l'hanno
ancora capito, e così finiscono per condurre battaglie di
retroguardia".
| Ritiene che il voto dell'Ue possa provocare una fuga di cervelli verso
i Paesi in cui gli studi sulla clonazione vengono incoraggiati? |
"Purtroppo sì, anche se l'esodo delle intelligenze più vive nel campo
della ricerca scientifica esiste da molto tempo. Il motivo è la
mancanza di finanziamenti, è l'insensibilità di molte banche che
dovrebbero sostenere la ricerca che invece ignorano. I finanziamenti
privati sono dispersi in mille rivoli, mentre dovrebbero nascere delle
fondazioni in grado di impegnare buona parte dei loro fondi nelle
iniziative scientifiche. E poi non dimentichiamo che anche in Italia,
come negli Stati Uniti, abbiamo alcuni tra gli uomini più ricchi del
mondo: dovrebbero fare qualcosa di più per la ricerca". |