RASSEGNA STAMPA

9 SETTEMBRE 2000
editoriale
Politici impreparati
Levi Montalcini: sì agli embrioni
I politici non dovrebbero controllare la ricerca". Anche a Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina, non è piaciuto il "no" dell'Europarlamento.
Come molti altri scienziati è perplessa e preoccupata. Professoressa, chi dovrebbe allora controllare gli scienziati?
"La scienza è degli scienziati, non dei politici, e dev'essere sottoposta ai controlli degli scienziati stessi, di quelli più competenti".
Ma, se tante paure suscitano le possibilità della clonazione umana, non crede che voi studiosi non abbiate sbagliato qualcosa? Forse avreste dovuto dialogare di più con l'opinione pubblica?
"Credo che abbiamo il dovere di informare. E penso che in futuro dovremo rendere il pubblico più consapevole delle nostre scoperte".
Lei farà parte della commissione di studio sull'utilizzo delle cellule staminali per finalità terapeutiche presieduta da un altro Nobel, Renato Dulbecco. Quali saranno i suoi suggerimenti?
"Ci incontreremo per la prima riunione il 20 settembre e valuteremo tutti gli aspetti. Saremo in 23. Trovo valida la posizione del ministro della Sanità, Umberto Veronesi: è corretto scegliere la strada delle cellule staminali, ma è la via più lunga e, quindi, rischiamo un ritardo nelle ricerche che ci metterà in secondo piano rispetto a quanti sono già partiti o partiranno presto con gli embrioni. Il problema è se questo ritardo sia accettabile o no".
Quindi la soluzione ideale resta quella indicata da Tony Blair e da Bill Clinton, cioè la sperimentazione sugli embrioni abbandonati a se stessi nei centri di fecondazione assistita. Giusto?
"Sì. Visto che ci sono centinaia di migliaia di embrioni in Europa e negli Usa che dovranno essere comunque eliminati, perché non utilizzarli per i test sui trapianti terapeutici di cellule? Mi sembra che invece l'Europarlamento abbia adottato una posizione identica a quella del Vaticano e che non mi trova d'accordo".
Questo voto l'ha sorpresa?
"Non mi ha sorpreso la volontà di bocciare la clonazione di esseri umani. Su questo punto siamo tutti d'accordo. Non v'è dubbio che sia inaccettabile. Dissento invece sulla proibizione di quella a fini terapeutici, che dev'essere studiata, come si è deciso di fare sia negli Usa che in Gran Bretagna".
Dal suo punto di vista di scienziata, un embrione da 0 a 14 giorni può già essere considerato un essere umano in potenza?
"No, proprio no".
Perché?
"Perché l'embrione in questo stadio è solo un cumulo di cellule.
Non si può dire che si sia in presenza di un individuo, se non c'è differenziazione. Si dovrebbero superare queste difficoltà di definizione su che cosa è una persona: non dimentichiamo che ogni singola cellula può dare origine a un essere umano".
Secondo lei, i politici hanno le idee confuse?
"Spesso, per mancanza di informazioni adeguate, non sono giudici competenti".
Crede che il diktat contro la clonazione provocherà un'ennesima fuga di cervelli dall'Europa agli Usa?
"Aspettiamo a dirlo".
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