I politici non dovrebbero controllare la ricerca". Anche a Rita Levi
Montalcini, premio Nobel per la Medicina, non è piaciuto il "no"
dell'Europarlamento. | Come molti altri scienziati è perplessa e
preoccupata. Professoressa, chi dovrebbe allora controllare gli
scienziati? |
"La scienza è degli scienziati, non dei politici, e dev'essere
sottoposta ai controlli degli scienziati stessi, di quelli più
competenti".
| Ma, se tante paure suscitano le possibilità della clonazione umana,
non crede che voi studiosi non abbiate sbagliato qualcosa? Forse
avreste dovuto dialogare di più con l'opinione pubblica? |
"Credo che abbiamo il dovere di informare. E penso che in futuro
dovremo rendere il pubblico più consapevole delle nostre scoperte".
| Lei farà parte della commissione di studio sull'utilizzo delle cellule
staminali per finalità terapeutiche presieduta da un altro Nobel,
Renato Dulbecco. Quali saranno i suoi suggerimenti? |
"Ci incontreremo per la prima riunione il 20 settembre e valuteremo
tutti gli aspetti. Saremo in 23. Trovo valida la posizione del ministro
della Sanità, Umberto Veronesi: è corretto scegliere la strada delle
cellule staminali, ma è la via più lunga e, quindi, rischiamo un ritardo
nelle ricerche che ci metterà in secondo piano rispetto a quanti sono
già partiti o partiranno presto con gli embrioni. Il problema è se
questo ritardo sia accettabile o no".
| Quindi la soluzione ideale resta quella indicata da Tony Blair e da
Bill Clinton, cioè la sperimentazione sugli embrioni abbandonati a se
stessi nei centri di fecondazione assistita. Giusto? |
"Sì. Visto che ci sono centinaia di migliaia di embrioni in Europa e
negli Usa che dovranno essere comunque eliminati, perché non
utilizzarli per i test sui trapianti terapeutici di cellule? Mi sembra che
invece l'Europarlamento abbia adottato una posizione identica a
quella del Vaticano e che non mi trova d'accordo".
| Questo voto l'ha sorpresa? |
"Non mi ha sorpreso la volontà di bocciare la clonazione di esseri
umani. Su questo punto siamo tutti d'accordo. Non v'è dubbio che
sia inaccettabile. Dissento invece sulla proibizione di quella a fini
terapeutici, che dev'essere studiata, come si è deciso di fare sia negli
Usa che in Gran Bretagna".
| Dal suo punto di vista di scienziata, un embrione da 0 a 14 giorni
può già essere considerato un essere umano in potenza? |
"No, proprio no".
"Perché l'embrione in questo stadio è solo un cumulo di cellule.
Non si può dire che si sia in presenza di un individuo, se non c'è
differenziazione. Si dovrebbero superare queste difficoltà di
definizione su che cosa è una persona: non dimentichiamo che ogni
singola cellula può dare origine a un essere umano".
| Secondo lei, i politici hanno le idee confuse? |
"Spesso, per mancanza di informazioni adeguate, non sono giudici
competenti".
| Crede che il diktat contro la clonazione provocherà un'ennesima fuga
di cervelli dall'Europa agli Usa? |
"Aspettiamo a dirlo". |