RASSEGNA STAMPA

5 SETTEMBRE 2000
ALBERTO PAPUZZI
BOBBIO "L'Italia di cui sono fiero"
L'amore della patria, l'orgoglio nazionale, il repubblicanes
NORBERTO Bobbio ha incontrato, a Torino, il giovane amico Maurizio Viroli, professore di Teoria della politica all'Università di Princeton, autore di diverse opere, fra cui una biografia di Machiavelli, e sostenitore di una tradizione di pensiero politico ispirata al repubblicanesimo, sviluppatasi soprattutto nel mondo anglosassone, che si distingue sia dal filone liberale sia da quello democratico. Nominato, di recente, nuovo presidente della Società Mazziniana, l'allievo ha voluto discutere con il maestro proprio i contenuti fondamentali del repubblicanesimo: l'idea di repubblica come espressione del patrimonio di virtù civili dei cittadini, l'amor di patria come un ideale che accomuni tutti gli uomini liberi. In realtà Bobbio non ha mai considerato nei suoi studi il pensiero repubblicano e l'ideale della repubblica. Nel dettagliatissimo indice analitico della Teoria generale della politica la voce "repubblicanesimo" neppure compare. "La tua repubblica per me è uno Stato ideale che non esiste in nessuna parte - ha detto a Viroli -. E' un ideale retorico, quindi per me è difficile capire il suo significato". Per cui l'incontro è sfociato in un serrato confronto a tutto campo. Il testo del dialogo, lungo oltre venti pagine, sarà pubblicato su Pensiero mazziniano . Qui ne anticipiamo un estratto, dove si discute della patria. Scettico su concetti di natura retorica, convinto che la politica sia essenzialmente lotta per il potere, il novantunenne filosofo discute i valori della tradizione italiana e rievoca il rapporto con Giuseppe Verdi. Nelle altre parti del dialogo si entra nel merito di questioni di teoria della politica, con riferimenti ad alcuni grandi autori studiati da Bobbio come Hobbes e Kelsen. Ma ci sono anche stimolanti riferimenti all'attualità politica.
Affermando l'intransigenza come uno dei caratteri dei repubblicani, Viroli manifesta la sua convinzione che i Savoia non debbano rientrare in Italia. Bobbio dissente: "Io non sono del tutto favorevole - dice - agli interventi del mio amico Alessandro Galante Garrone, il quale si è pronunciato in modo netto contro il rientro dei Savoia. E' vero che i Savoia sono una dinastia, ma la responsabilità è sempre personale. Le colpe non si possono trasmettere di generazione in generazione. Vittorio Emanuele III è morto in esilio, suo figlio Umberto anche. Il figlio del figlio che cosa c'entra?".
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