BOBBIO "L'Italia di cui sono fiero"| L'amore
della patria, l'orgoglio nazionale, il repubblicanes |
| NORBERTO Bobbio ha incontrato, a Torino, il
giovane amico Maurizio Viroli, professore di Teoria della politica
all'Università di Princeton, autore di diverse opere, fra cui una
biografia di Machiavelli, e sostenitore di una tradizione di pensiero
politico ispirata al repubblicanesimo, sviluppatasi soprattutto nel
mondo anglosassone, che si distingue sia dal filone liberale sia da
quello democratico. Nominato, di recente, nuovo presidente della
Società Mazziniana, l'allievo ha voluto discutere con il maestro
proprio i contenuti fondamentali del repubblicanesimo: l'idea di
repubblica come espressione del patrimonio di virtù civili dei
cittadini, l'amor di patria come un ideale che accomuni tutti gli
uomini liberi. In realtà Bobbio non ha mai considerato nei suoi studi
il pensiero repubblicano e l'ideale della repubblica. Nel
dettagliatissimo indice analitico della Teoria generale della politica
la voce "repubblicanesimo" neppure compare. "La tua repubblica per
me è uno Stato ideale che non esiste in nessuna parte - ha detto a
Viroli -. E' un ideale retorico, quindi per me è difficile capire il suo
significato". Per cui l'incontro è sfociato in un serrato confronto a
tutto campo. Il testo del dialogo, lungo oltre venti pagine, sarà
pubblicato su Pensiero mazziniano . Qui ne anticipiamo un estratto,
dove si discute della patria. Scettico su concetti di natura retorica,
convinto che la politica sia essenzialmente lotta per il potere, il
novantunenne filosofo discute i valori della tradizione italiana e
rievoca il rapporto con Giuseppe Verdi. Nelle altre parti del dialogo
si entra nel merito di questioni di teoria della politica, con riferimenti
ad alcuni grandi autori studiati da Bobbio come Hobbes e Kelsen. Ma
ci sono anche stimolanti riferimenti all'attualità politica.
Affermando l'intransigenza come uno dei caratteri dei repubblicani,
Viroli manifesta la sua convinzione che i Savoia non debbano
rientrare in Italia. Bobbio dissente: "Io non sono del tutto favorevole
- dice - agli interventi del mio amico Alessandro Galante Garrone, il
quale si è pronunciato in modo netto contro il rientro dei Savoia. E'
vero che i Savoia sono una dinastia, ma la responsabilità è sempre
personale. Le colpe non si possono trasmettere di generazione in
generazione. Vittorio Emanuele III è morto in esilio, suo figlio
Umberto anche. Il figlio del figlio che cosa c'entra?". |