Chi lamenta gli effetti perversi della
secolarizzazione, della perdita dei valori religiosi e del rispetto
scrupoloso degli insegnamenti della Chiesa dovrebbe trovare ampia
materia di riflessione nelle discussioni che fervono oggi in Israele
sulla reincarnazione delle anime dei peccatori, e sulla possibilità che
la Shoah sia stata un atto della giustizia divina che, sia pure per mano
dei barbari nazisti, avrebbe compiuto la sua legittima vendetta contro
le anime reincarnate di una massa (6 milioni?) di pec catori. Così
sostiene infatti un eminente rabbino, riconosciuta autorità teologica,
e anche (un caso?) capo di uno dei più forti partiti della destra
fondamentalista israeliana. Di fronte ad eccessi (si potrà dire così?)
dottrinali come questi, noi non possiamo che rivolgere un pensiero
riconoscente ai tanti che, nel mondo cristiano, lottando duramente
contro le resistenze delle Chiese, anche e soprattutto di quella
cattolica, ci hanno liberato dalla credenza letterale nelle parole delle
Sacre Scritture. Per merito loro non siamo più moralmente obbligati
a strapparci l'occhio che ci scandalizza o a tagliarci la mano che
pecca, o a gettarci in mare con una macina al collo se abbiamo
scandalizzato qualcuno; né dobbiamo più pensare che gli omosessuali
vadano gettati nel fuoco, giusta condanna per la loro irrimediabile
perversione, come testimonierebbero le pagine sulla distruzione di
Sodoma; e nemmeno, molto più banalmente, che se ci rechiamo in
pellegrinaggio a Roma nel Giubileo e attraversiamo nelle dovute
forme la Porta Santa, ci saranno rimesse le pene del Purgatorio - un
luogo, del resto, come il Limbo, le cui tracce tendono a sbiadire
alquanto nelle edizioni recenti del Catechismo. Secolarizzazione non
vuol dire necessariamente abbandono della fede nelle parole di Gesù.
Lo stesso Voltaire, probabilmente, capiva queste parole più
fedelmente che i preti della sua epoca. Come accade anche oggi in
Israele, è dall'interno stesso della Scrittura che provengono le
ragioni per interpretarla in maniera meno barbarica di quanto
vorrebbero i fanatici. Quanto a noi cristiani moderni e,
fortunatamente, secolarizzati, non possiamo certo vantarci troppo nei
confronti del rabbino fondamentalista di Gerusalemme. Uno dei
dogmi della nostra religione cattolica continua ad essere quello del
peccato originale, che fa di noi dei colpevoli ancor prima della
nascita, dunque meritevoli delle pene eterne dell'Inferno - anche
senza bisogno di pensare alla reincarnazione. |