RASSEGNA STAMPA

8 AGOSTO 2000
PIERANGELA ROSSI
L'utopia culturale che unì il Mediterraneo
La comune tradizione europea ripercorsa in una serie di "mappe": parla il curatore Gian Mario Anselmi
"In Agostino e nel Corano le basi dell'ermeneutica"
Un'opera che vorrebbe essere una "mappa" della letteratura europea e mediterranea, dalle origini al Novecento, cercando di contribuire ad una utopia di pace, ma senza nascondere i momenti più tragici che dalla storia si sono riflessi nella cultura. Con un'idea di Europa "non solo statutaria" ma anche culturale.
Costruita per saggi di diversi specialisti, l'opera lega dunque la letteratura alla storia dei Paesi, e ha come critici di riferimento, spiega Gian Mario Anselmi (che è il curatore, docente di letteratura italiana a Bologna) "Curtius e Dionisotti. Curtius che ha visto l'eredità latina nella letteratura medievale, e così noi abbiamo cercato la "lunga durata" dal Medioevo ai giorni nostri, e Dionisotti, maestro di geografia della letteratura: due maestri di metodo, dunque". Il primo volume, Mappe della letteratura europea e mediterranea. Dalle origini al Don Chisciotte (Bruno Mondadori, pagine 378, lire 42.000) è uscito ora, il secondo (Dal barocco al Novecento) uscirà a settembre. L'inizio è con Agostino, con il "De doctrina christiana" e la letteratura sapienzale (studiati da Umberto Di Raimo), e, in parallelo, con il Corano (studiato da Idia Zilio-Grandi), che è la prima opera scritta in arabo: "Per me sono quelli i due pilastri dell'ermeneutica - dice Anselmi -: le culture europea e mediterranea non si possono capire se non in riferimento all'ermeneutica sapienzale, anche per la tradizione letteraria". "I punti di contatto tra queste ermeneutiche, oltre a Dante, che si pensa conoscesse i testi mistici arabi, sono nell'interpretazione di questo mondo "attraverso" un altro mondo. E questo è più rigido nella cultura islamica. Dalla visione di questo mondo con un altro mondo, vengono metafora e allegoria". Tra i punti d'arrivo, invece, nel Novecento, la letteratura dell'Olocausto (un saggio di Alberto Bertoni): "È stato solo con la letteratura - dice Anselmi - che si è potuto cominciare a parlare di quel che era accaduto nei lager, di cui sembrava non si potesse dire nulla". Tra i testi che danno forma a una "utopia di pace" , secondo Anselmi, "vi sono già la "Monarchia" e la "Commedia" di Dante.
E la tradizione romantica. Shelley, Byron, i poeti inglesi che erano per le patrie comuni non in conflitto. Nel Novecento il discorso si complica. Molti autori predicano il superamento dei conflitti. E a questo riguardo, nei paesi di lingua tedesca, nella fascia danubiana, si è determinato un paradosso. Per molto tempo il tedesco è stato la lingua franca di Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria: di Canetti, Rilke, Celan, Kafka. Questo è poi scomparso. Il nazismo ha distrutto le comunità ebraica. Ma questa lingua è stata un grande veicolo di cultura. Come testimonia "La lingua salvata" di Canetti. Il paradosso è stato che Hitler con il suo esasperato nazionalismo ha distrutto la cultura di lingua tedesca.
La mia speranza è che la letteratura ci salvi ancora, ci aiuti ancora a conoscere le cose". Il saggio che si è riservato Anselmi da scrivere in prima persona, è su Firenze e "le frontiere dell'Umanesimo". "Ho scelto l'Umanesimo - dice Anselmi - per le innovazioni per la cultura laica e nel pensiero politico. L'Umanesimo sarà Machiavelli e Guicciardini, e un'interpretazione della sapienza e della saggezza, e ancora ritorneranno Agostino e il razionalismo averroista, mediato da San Tommaso. Petrarca ha avviato il confronto tra tradizione laica e testi patristici. Nel Seicento ritornerà Agostino, e Pascal. Nasce la saggezza laica politica diversa dalla sapienza religiosa tradizionale". Com'è ovvio, nell'opera si ritrovano i più diversi percorsi culturali . Come quello sui generi che "trasmigrano" da una cultura all'altra: "Per esempio il racconto breve, la novella, che riemerge nel teatro e attraversa tutte le tradizioni, la lirica amorosa, che è nella cultura islamica come nel nostro Medioevo. E l'epica, che arriva fino a Tasso".
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