Esistenza e libertà, primo dei quattro volumi dell'opera
"Agostino nella filosofia del Novecento", pubblicato da Città nuova, comprende undici saggi di studiosi e
filosofi di chiara fama, particolarmente esperti in filosofia
contemporanea e in storia dell'agostinismo: Alici, Chapel de la
Pachevie, Ferretti, Ales Bello, Esposito, Boella, Peroli,
Borghesi, Tosetto, Pieretti, Sciuto, Pagliacci. Essi studiano la
presenza di Agostino nel pensiero del XX secolo. Tale presenza è
particolarmente viva in Husserl, in Scheler, in Stein, in
Heidegger, in Harendt, in Guardini, in Przywara, in Camus, in
Jaspers, autori che trattano e soffrono il problema del rapporto
tra esistenza e libertà. Merita una sottolineatura, da
considerare premessa alla lettura del libro, la posizione di Erich
Przywara, che vede Agostino, "sintesi fra antichità e
cristianesimo", il luogo dove trovano "equilibrio tutte le
questioni che percorrono la storia del pensiero europeo".
Angela Ales Bello approfondisce l'"Intima scientia" di Edith
Stein. Dal "Conosci te stesso" al "Noli foras ire", da Agostino a
Husserl: un cammino faticoso, ma sempre aperto alla speranza,
attraverso la meditazione sulla coscienza del tempo. Qui si
muove Edith Stein, discepola di Husserl. Con la tesi di laurea
(1916) sull'empatia riprende temi husserliani presenti in tutta la
speculazione del filosofo e approfondisce l'indagine col saggio
"Psicologia e scienze dello spirito. Contributi per una
fondazione filosofica", che è del 1922. Ma la Stein legge
l'"Autobiografia "di Teresa d'Avila. "La giovane
fenomenologa, scopre una straordinaria affinità con le indagini
che stava conducendo, anzi un'ulteriore chiarificazione, ed
espliciterà tutto ciò negli anni Trenta quando, commentando il
"Castello interiore" di Teresa d'Avila, procederà a un confronto
con la psicologia naturalistica del XIX secolo che
programmaticamente aveva ignorato l'anima". La presenza di
Agostino in Hannah Arendt è evidente sin dalla prima opera, la
dissertazione di dottorato (1929) sul "Concetto d'amore in
Agostino", e la si coglie nell'ultima opera, rimasta incompiuta,
"La vita della mente". Agostino è il primo filosofo cristiano,
l'unico vero filosofo romano. Agostino permette all'inquieta
filosofa di spostare l'attenzione dall'orizzonte dell'analitica
esistenziale che soffoca la metafisica a quello di "una salvezza
del finito che corrisponde al radicamento nella storia comune
degli uomini". Sintesi degli interventi è l'Introduzione di Luigi
Alici, agostinista e promotore di ricerche agostiniane. "La
libertà che "apre" l'esistenza e rivela il dinamismo più profondo
della comprensione è una conquista raggiunta in qualche modo
nonostante la fede cristiana o, al contrario, proprio grazie ad
essa?". |