Matematica Un tesoro da scoprire| La congettura
di Goldbach sulla teoria dei numeri e i testi che ha ispirato |
| I matematici, negli ultimi tempi, si stanno preoccupando dell'immagine loro e della loro disciplina. Non è un caso che il 6 maggio 1992 a Rio de Janeiro la International Mathematical Union abbia dichiarato il 2000 Anno Mondiale della Matematica, con tre obiettivi principali. Se il più importante era "le grandi sfide del ventunesimo secolo" sulle tracce di David Hilbert, che alla conferenza mondiale di Parigi del 1900 aveva elencato una serie di grandi problemi che i matematici avrebbero dovuto affrontare nel corso del secolo ventesimo, gli altri due erano non meno interessanti: uno, la matematica chiave per lo sviluppo. La matematica pura e quella applicata sono le chiavi più importanti per lo sviluppo. Il che significa un grande sforzo per l'educazione scientifica, soprattutto in quel paesi dove l'accesso alle conoscenze scientifiche è più difficile. Ultimo obiettivo: rilanciare "l'immagine della matematica e dei matematici". Nella moderna società dell'informazione, i matematici, la matematica, sembrano non esistere, non essere presenti. Di matematica, dei matematici non si parla quasi mai nei media. Il giorno 11 novembre 1997 la conferenza generale dell'UNESCO approvava la risoluzione 29 C/DR126 e decideva di sponsorizzare l'anno Mondiale della Matematica. Ma è poi così vero che la matematica è assente nel panorama della cultura? In realtà le cose stanno cambiando. In questi ultimi anni sui giornali sempre più spesso si scrive di matematica. Anche alla radio, soprattutto a RAI Radio Tre, si sente parlare di matematica. Un vero e proprio boom c'è stato poi nella pubblicazione di libri. Dopo il grande successo un paio di anni fa di due volumi dedicati alla matematica che sono diventati successi internazionali. Si tratta del libro "Il mago della matematica" di Hans M. Enzensberger (Einaudi) e de "L'Ultimo teorema di Fermat" di Simon Singh (Rizzoli). Si capisce come gli editori, in tutto il mondo, siano alla caccia di libri di matematica che possano ripetere il successo dei due libri citati. L'Italia non fa eccezione, anche se sono ben pochi gli scrittori di matematica italiani. Ovviamente sto parlando di quelli che scrivono per il "grande pubblico", perché di libri di matematica di ricerca e per l'insegnamento ne vengono pubblicati tanti anche nel nostro paese.
Un libro ha avuto molto successo in questi ultimi due anni in Francia: "Il teorema del Pappagallo", di Denis Guedj, matematico nato in Algeria e trasferitosi a Parigi negli anni cinquanta. Guedj, oltre che di storia della matematica, si occupa di cinema, di teatro, di letteratura: ha scritto altri romanzi. "Il teorema del pappagallo" ha una trama da romanzo poliziesco. Vi è un mistero da svelare, ed il mistero è la supposta dimostrazione di due famose congetture di matematica: è questo il tesoro da scoprire. Si tratta della dimostrazione de "L'ultimo teorema di Fermat" (dimostrato davvero nel 1995), e della congettura di Goldbach; entrambi riguardano la teoria dei numeri. Se il racconto dei progressi della matematica, racconto che ha, una parte importante nella storia, è in alcune parti interessante e divertente, è la trama romanzesca che diventa in alcuni tratti involontariamente comica. Ed il finale si comprende sin dalla prima pagina. E' stato da poco pubblicato in italiano un altro racconto che riguarda di nuovo la congettura di Goldbach. La congettura di Goldbach afferma che ogni numero pari più grande di due può essere scritto come somma di due numeri primi; dove numero primo è un numero che è divisibile solo per se stesso e per uno. Per esempio 7 = 5 | 2; e così via. Goldbach scriveva di ritenere la congettura vera anche se non era in grado di dimostrarla. Da allora in tanti ci si sono provati ma una dimostrazione sinora non c'è. Il libro che narra della congettura è un romanzo ìntitolato "Lo zio Pietro e la congettura di Goldbach" dello scrittore greco, con dottorato in matematica, Apostolos Doxiadis (Bompiani editore).E' la storia di un vecchio matematico che da molti anni ha abbandonato l'attività scientifica. Il motivo è che ad un certo punto della sua vita si imbatte nella congettura di Goldbach e decide di dedicare la sua vita a dimostrarla, rinunciando a qualsiasi pubblicazione scientifica. Lavorando in segreto per non far sapere à nessuno che cosa sta facendo. Non riuscirà nel suo intento e cercherà di dare un senso alla sua vita isolandosi dal mondo, come aveva fatto il matematico che vive isolato nella foresta amazzonica e da lì invia gli indizi per scoprire "Il teorema del pappagallo". Non poteva mancare il viaggio in Italia del matematico tedesco. Sta per essere pubblicato il volume di Albrect Beutelspacher "Pasta all'infinito, il mio viaggio matematico in Italia" (Ponte alle Grazie). Il titolo non è dell'editore ma compare (in italiano) nell'edizione tedesca del libro. A questo si aggiunge il libro, uscito nella collana della Piccola Biblioteca Einaudi, che tratta di argomenti della storia della matematica contemporanea scritto da Piergiorgio Odifreddi "La matematica del Novecento". Un libro che forse avrebbe richiesto qualche approfondimento in più ma che riempie una lacuna della nostra cultura. Inoltre è stato appena pubblicato il volume "Matematica e cultura 2000" (Springer Italia) che contiene le riflessioni di matematici, artisti, registi di cinema, scrittori, musicisti sui rapporti tra matematica e cultura. Se a tutto questo si aggiunge che in Francia in questi giorni si sono ascoltare alla radio (e su Internet) le conferenze che ogni giorno tra il 15 e il 29 giugno tengono famosi matematici francesi (tra gli altri due medaglie Fields, che equivale al premio Nobel, Pierre-Louis Lions e Alain Connes), sembra proprio che questo anno mondiale raggiungerà grandi obiettivi. Chi volesse sentire le conferenze francesi, deve collegarsi al sito http://www.telerama.fr/cultura/ ma/ftp/etc/savoirs/ ovvero per il calendario al sito: htttp://www.2000enfrance.com/ sites/utls/calendrie/juin.htm ,le conferenze fanno parte di un ciclo che dura tutto l'anno organizzato dalla "Universitè de tous les savoirs" (università di tutti i saperi) che non riguarda solo la matematica ma tutto il sapere, dall'economia alla politica allo sport. Resta un problema: l'insegnamento della matematica si deve cambiare e al più presto. Altrimenti finirà per diffondersi uno slogan che già circola tra gli universitari: matematica sì, matematici no. |
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