| Scienziati esplorate la coscienza |
Pubblichiamo parte dell'intervento
pronunciato lo scorso anno a
Spoletoscienze dallo scrittore Ian McEwan.
Il testo verrà pubblicato in un volume
intitolato Aree di contagio a cura di Pino
Donghi (Laterza, pagg. 171, lire 25.000) |
Avevo ricevuto un'educazione letteraria
tradizionale e convenzionale (lingua e
letteratura inglese, e qualche scampolo di
filosofia), e a un certo punto, a vent'anni,
cominciai a rammaricarmi di non essermi
preso una laurea in biologia o in fisica. E,
quando andavo oramai per i trenta, ero
quasi disposto a ricominciare tutto da capo
iscrivendomi a una di queste facoltà.
Tuttavia, durante gli ultimi 15-20 anni ho
vissuto quella che si potrebbe definire una
specie di età dell'argento, se non dell'oro,
della divulgazione scientifica. Oggi mi
sento estremamente privilegiato ad aver
potuto fare ambedue le cose: portare avanti
una carriera letteraria e, al tempo stesso,
soddisfare la mia curiosità in molte
direzioni differenti.
Mi ha attratto in modo particolare
"l'esplosione" - penso non vi sia parola più
adatta - della divulgazione nel campo delle
scienze biologiche. E questo è
particolarmente interessante per me in
quanto scrittore. Se si ritiene, come io
ritengo, che il romanzo sia una forma di
indagine, di esplorazione della natura
umana, della condizione umana, quello che
troviamo recentemente nella scienza è una
crescente sicurezza (alcuni la definirebbero
arroganza) nell'affrontare interrogativi,
che, non molto tempo fa, sarebbero stati
completamente esclusi dal suo dominio. Si
prenda la neuroscienza, in cui forme non
invasive di indagine, che si avvalgono della
risonanza magnetica e della tomografia a
emissione di positroni per monitorare
l'attività cerebrale in tempo reale, hanno
consentito agli specialisti del campo di
iniziare a contemplare la possibilità di
costruire modelli - modelli biologici -
della coscienza stessa. Ora, per come la
vedo io, la coscienza sta proprio al cuore
della cosa: la contemplazione delle sue
meraviglie si inscrive nel cuore di tutta la
letteratura, anche se soltanto come un
assunto sepolto in profondità.
Un'altra area di grande fascino e ricchezza,
anche questa appartenente alle scienze
biologiche, è stata la straordinaria sintesi
che ha avuto luogo negli anni Trenta e
Quaranta, che ha coinvolto il pensiero di
Darwin e la crescente comprensione del
funzionamento della selezione naturale.
Oggi abbiamo una chiara idea delle
strutture del Dna e del codice genetico, e
ciò ha consentito numerose speculazioni
intorno alle basi biologiche del
comportamento sociale. È straordinario
poter sfogliare le pagine di una rivista
scientifica e constatare che qualità umane
come l'egoismo, l'altruismo, la gratitudine,
l'obbligo sociale vengono discusse alla
luce di modelli biologici matematici e
computazionali. |