RASSEGNA STAMPA

7 LUGLIO 2000
IAN MCEWAN
Scienziati esplorate la coscienza
Pubblichiamo parte dell'intervento pronunciato lo scorso anno a Spoletoscienze dallo scrittore Ian McEwan.
Il testo verrà pubblicato in un volume intitolato Aree di contagio a cura di Pino Donghi (Laterza, pagg. 171, lire 25.000)
 Avevo ricevuto un'educazione letteraria tradizionale e convenzionale (lingua e letteratura inglese, e qualche scampolo di filosofia), e a un certo punto, a vent'anni, cominciai a rammaricarmi di non essermi preso una laurea in biologia o in fisica. E, quando andavo oramai per i trenta, ero quasi disposto a ricominciare tutto da capo iscrivendomi a una di queste facoltà.
Tuttavia, durante gli ultimi 15-20 anni ho vissuto quella che si potrebbe definire una specie di età dell'argento, se non dell'oro, della divulgazione scientifica. Oggi mi sento estremamente privilegiato ad aver potuto fare ambedue le cose: portare avanti una carriera letteraria e, al tempo stesso, soddisfare la mia curiosità in molte direzioni differenti.
Mi ha attratto in modo particolare "l'esplosione" - penso non vi sia parola più adatta - della divulgazione nel campo delle scienze biologiche. E questo è particolarmente interessante per me in quanto scrittore. Se si ritiene, come io ritengo, che il romanzo sia una forma di indagine, di esplorazione della natura umana, della condizione umana, quello che troviamo recentemente nella scienza è una crescente sicurezza (alcuni la definirebbero arroganza) nell'affrontare interrogativi, che, non molto tempo fa, sarebbero stati completamente esclusi dal suo dominio. Si prenda la neuroscienza, in cui forme non invasive di indagine, che si avvalgono della risonanza magnetica e della tomografia a emissione di positroni per monitorare l'attività cerebrale in tempo reale, hanno consentito agli specialisti del campo di iniziare a contemplare la possibilità di costruire modelli - modelli biologici - della coscienza stessa. Ora, per come la vedo io, la coscienza sta proprio al cuore della cosa: la contemplazione delle sue meraviglie si inscrive nel cuore di tutta la letteratura, anche se soltanto come un assunto sepolto in profondità.
Un'altra area di grande fascino e ricchezza, anche questa appartenente alle scienze biologiche, è stata la straordinaria sintesi che ha avuto luogo negli anni Trenta e Quaranta, che ha coinvolto il pensiero di Darwin e la crescente comprensione del funzionamento della selezione naturale.
Oggi abbiamo una chiara idea delle strutture del Dna e del codice genetico, e ciò ha consentito numerose speculazioni intorno alle basi biologiche del comportamento sociale. È straordinario poter sfogliare le pagine di una rivista scientifica e constatare che qualità umane come l'egoismo, l'altruismo, la gratitudine, l'obbligo sociale vengono discusse alla luce di modelli biologici matematici e computazionali.
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