RASSEGNA STAMPA

14 GIUGNO 2000
MAURIZIO SCHOEPFLIN
Libertà e responsabilità dopo il postmoderno
Poco meno di sei anni fa, in occasione di un Consiglio permanente della Cei, il cardinale Ruini lanciò per la prima volta la proposta del "progetto culturale". Da allora molte sono state le inziative con le quali ci si è impegnati per dare concretezza a tale proposta: tra queste, spicca la pubblicazione di numerosi scritti, che hanno costituito un ottimo sussidio per singoli, gruppi, comunità, associazioni e movimenti attivamente interessati a recepire, approfondire e testimoniare le idee-guida del "progetto". Su questa linea si pone pure il recente stimolante volumetto di Luigi Alici, Francesco Botturi e Roberto Mancini, Per una libertà responsabile (Edizioni Messaggero Padova, pp. 124, L. 16.000), curato da Roberto Presilia e Gian Luigi Brena, frutto di una collaborazione tra il Centro studi filosofici di Gallarate e il Servizio nazionale della CEI per il progetto culturale. Il primo e più evidente pregio di questo lavoro consiste proprio nell'essere centrato su due temi cruciali della cultura contemporanea, quello della libertà e quello della responsabilità, colti nel loro costante e complesso intrecciarsi e interagire: a partire di qui, gli Autori offrono una valida conferma della convizione secondo cui intorno alla libertà responsabile si giocheranno una parte cospicua del futuro dell'uomo e della società e pure la possibilità di istituire quella feconda mediazione tra fede e cultura che rappresenta l'obiettivo primario del progetto culturale della Chiesa italiana.
Certo, il percorso si presenta tutt'altro che facile: "La libertà - ricorda Brena nell'introduzione - è indubbiamente una conquista sempre sfuggente e mai del tutto acquisita", una conquista - aggiungiamo sulla scorta del bell'intervento di Alici intitolato Metamorfosi della libertà tra moderno e postmoderno - in continua e non sempre chiara evoluzione e, pertanto, costantemente minacciata da equivoci e distorsioni. E sono proprio le numerose minacce che gravano sulla libertà a richiedere scelte coraggiose finalizzate alla difesa di questo valore tanto prezioso quanto fragile: in tale direzione, il compito oggi più importante sembra quello di riuscire a formare la coscienza morale, nella consapevolezza, messa opportunamente in rilievo da Botturi, che "il destino morale della libertà è contenuto nella sua stessa costituzione"; destino morale che implica, tra l'altro, l'"uscita dal narcisismo" e dall'"auto-innamoramento" della libertà, attualmente assai diffusi, per approdare alla dimensione relazionale di essa, che trova un decisivo bando di prova nella prospettiva politica, a cui dedica utili riflessioni Mancini. In ultima analisi, superando alcune aporie del pensiero moderno che si è cimentato con il tema della libertà, gli autori fanno riferimento alla centralità della persona e alla sua costitutiva apertura all'altro, mettendosi così in sintonia con il progetto culturale orientato in senso cristiano.
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