RASSEGNA STAMPA

10 GIUGNO 2000
editoriale
Bodei, l'illuminismo di un romantico
Oggi, a Bologna, la Società Psicoanalitica Italiana (SPI) consegnerà il premio "Cesare Musatti" a Remo Bodei, filosofo di fama internazionale, ordinario di Storia della Filosofia all'Università di Pisa. Remo Bodei è indubbiamente un filosofo razionalista, in quanto non solo fa del ragionamento coerente e chiaro un metodo di vita e di lavoro, ma gran parte della sua opera è volta ad affermare la ragione e i suoi valori. Di lui si potrebbe affermare ciò che Thomas Mann diceva di Freud, che appartiene tanto alla tradizione illuministica quanto a quella romantica. Dalla prima eredita la capacità di estendere la ragione oltre i suoi confini, avventurandosi in ambiti che la filosofia aveva posto fuori dal proprio perimetro; dalla seconda media invece la convinzione che la ragione trova nelle passioni il suo motore e il suo senso. Critico della modernità, Bodei vede immeschinirsi le grandi passioni in sentimenti banali e interessi opportunistici. La ragione calcolante finisce così per accontentarsi di poco: di una sopportabile infelicità o di una banale felicità. Non si limita tuttavia a descrivere e stigmatizzare i comportamenti dell'uomo-massa, cerca invece di dipanare le complesse circonvoluzioni dei desideri, di coglierne le mutazioni, di trovare, se possibile, il bandolo di una nuova, più proficua alleanza tra il singolo e la collettività, una nuova più autentica forma di felicità. La sua ricerca, storica, teorica ed etica, trova il punto focale nella filosofia di Spinoza. In Geometria delle passioni , 1991, Bodei fa propria la necessità di comprendere le passioni nel senso di conoscerle e di considerarle una irrinunciabile parte di sé. La felicità si configura allora come un'uscita dalla morsa tra la repressione delle passioni, indotta dalla paura, e la sublimazione delle stesse in nome della speranza in un irraggiungibile al di là. Si tratta piuttosto di perseguire la realizzazione di sé in un contesto più vasto che trascende l'individuo. Finalità che Bodei traduce in un'etica del limite tanto dello sviluppo sociale quanto della realizzazione personale ( Scomposizioni. Forme dell'individuo moderno , 1987). Consapevole che quella che stiamo vivendo è un'epoca di esaurimento delle passioni, ne ricostruisce gli ultimi brandelli nelle vicende politiche dell'Europa degli anni '30-'4O dove si combattono, in nome del passato e del futuro, le passioni nere e rosse dei totalitarismi che finiranno per approdare alle passioni grigie della democrazia borghese. Per quanto riguarda l'individuo, Remo Bodei scorge nell'eclisse dell'anima personale la causa della frammentazione dell'Io e della problematizzazione dell'identità ( Lezioni pavesi , 1999). Una prospettiva che lo avvicina alla concezione freudiana dell'apparato psichico e della sua intrinseca conflittualità. Nel suo ultimo libro, Bodei si confronta, infine, con l'arduo tema del delirio, che già Freud aveva sovvertito riconoscendogli una funzione di mediazione e di autocura. Sin dal titolo ( Logica del delirio , 2000), Bodei conferma la sua attenzione alla tensione degli opposti. La sua analisi procede però, come quella freudiana, senza mai precipitare in una sintesi pacificante. Il delirio è un errore ma, poiché nasce dal tentativo di rendere vivibile la realtà ed esprimere una verità perduta, ha comunque uno scopo e un metodo. Mentre la scienza procede per definizioni esclusive, il delirio connette e include, perciò la sua "realtà" è quanto mai ricca e variegata. La prospettiva non consiste pertanto nel colonizzare il delirio, quanto di lasciarlo parlare la propria lingua, accogliendo le sue parole in una razionalità più larga e ospitale, rivendicando comunque le ragioni che lo hanno spinto in collisione con un mondo che non è come avrebbe potuto essere, un mondo carico di violenza reale e simbolica di cui tutti portiamo le ferite. Per tutte queste ragioni e passioni Remo Bodei merita, come pochi altri, di ricevere il premio "Cesare Musatti", soprattutto nel momento in cui la psicoanalisi rischia di essere sostituita dal farmaco o, peggio ancora, consegnata all'oblio. Tra i libri di Bodei si segnalano: Scomposizioni. Forme dell'individuo moderno (Einaudi); Geometria delle passioni (Feltrinelli); Logica del delirio (Laterza).
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vedi anche
Il mondo dell'uomo