La matematica in Paradiso| La Divina Commedia contiene numerosi
riferimenti ai numeri e due teoremi sono
addirittura raccontati in versi |
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Si chiude oggi a Crotone l'annuale Festival
dell'Aurora, che culmina con un concerto
al sorger del sole a Capocolonna, fra i resti
dell'antico tempio dedicato a Hera Lacinia.
Il festival (che si è aperto il 6 maggio
scorso) ha dedicato due eventi a Dante: un
concerto sulla musica sacra della Divina
Commedia, e una conferenza di
Piergiorgio Odifreddi sui suoi aspetti
matematici, di cui riportiamo un estratto. |
In principio Dio creò il cielo e la terra, e
nel mezzo del cammin di nostra vita Dante
si ritrovò per una selva oscura. Lo
smarrimento della diritta via avviene la
notte del Venerdì Santo del 1300, primo
anno giubilare della storia, quando il poeta
ha 35 anni: dunque, a metà esatta del ciclo
di 10 metamorfosi settennali in cui si
pensava si articolassero i 70 anni di una
vita perfetta. Ma anche a 6500 anni
dall'istante della creazione, secondo la
testimonianza di Adamo nel Paradiso
(XXVI, 118-123): il "padre antico"
dichiara infatti di aver vissuto 930 anni, e
di averne attesi altri 4302 nel limbo prima
della liberazione, avvenuta il Sabato di
passione.
Poiché nel Convivio Dante ritiene che
Cristo sia morto a 33 anni esatti
dall'incarnazione, dunque nel 32 d.C., il
1300 diventa anche la metà esatta del ciclo
di 13.000 anni in cui si pensava si
articolasse la vita dell'universo. Una data
doppiamente simbolica, dunque, che divide
in parti uguali la vita personale dell'uomo e
la storia interpersonale dell'umanità.
La teoria del ciclo cosmico che Dante
mutua da Empedocle (Inferno, XII, 41-43)
acquista un fascino particolare se vista con
occhi moderni. Il filosofo di Agrigento
riteneva infatti che in principio ci fosse il
caos, nel quale le quattro "radici di tutte le
cose" erano unite in armonia. Fu la forza
dell'Odio a separarle, determinando la
formazione delle cose del mondo, e sarà la
forza dell'Amore a riunificarle, ritornando
al regno del caos. Platone chiamò le
quattro radici "elementi", ma basta
chiamarle "forze" per ottenere una
prefigurazione della cosiddetta Teoria
Standard, in cui agli inizi le quattro forze
fondamentali della natura erano appunto
unificate. In seguito all'esplosione del Big
Bang si determinarono successive rotture
di simmetria che separarono via via le
forze gravitazionale, nucleare forte e
debole, ed elettromagnetica. La fisica
moderna non è però ancora in grado di
dirci se la storia dell'universo rimarrà per
sempre sotto il segno dell'Odio, o se invece
l'Amore avrà alla fine il sopravvento: in
altre parole, se l'espansione dell'universo
continuerà indefinitamente, o invece si
invertirà in una contrazione che terminerà
in un Big Crunch.
Dante pone Empedocle nel limbo insieme
ai matematici Talete ed Euclide (Inferno,
IV, 137 e 142), dei quali trova il modo di
citare un teorema ciascuno. In versi: "del
mezzo cerchio far [non |