RASSEGNA STAMPA

4 GIUGNO 2000
MATTIOLI
"Non sappiamo se la terapia genica sia davvero priva di effetti negativi"
Alberto Oliverio ("Il Corriere", 21/5/2000) lancia, su di me, la scelta se io sia in malafede o sia un ignorante. Nel primo caso mi si attribuisce " la volontà di confondere la mente dell'opinione pubblica", mentre nel secondo mi attribuisce la "ignoranza dell'abc della genetica e della biologia". Non seguirò il mio illustre interlocutore sulla via dell'insulto e mi limiterò a due brevi considerazioni sulla base di qualche elemento essenziale di conoscenza disponibile, anche per chi come me, non è certo uno specialista in questa materia.
Nella mia intervista a Franco Foresta Martini ("Il Corriere" 16/5/2000) avevo sottolineato il grande ruolo della ricerca scientifica nell'indíviduare gli interventi possibili e quelli a rischio, al fine di mettere a punto metodologie sìcure e prattícabili. Avevo anche richiamato il rischio, presente in talune modalità di intervento, di possibili effetti sulle generazioni future. Oliverio si indigna per il fatto che si possa ipotizzare un qualche legame fra cellule somatiche e cellule germinali. Resto stupito per una posizione del genere, dopo almeno venti anni di dibattito scientifico sui sistemi complessi, particolare biologici, chi oggi sosterrebbe una posizione "riduzionista" come quella espressa da Oliverio? L'illusione di poter spiegare il sistema come un meccanismo da ridurre al funzionamento separabile delle sue parti mi sembra ormai da tempo superata: ciò ha aperto problemi, forse più difficili, ma se ne è dovuto prendere atto. Rinvio perciò Oliveiro alla divulgazione sempre limpida e chiara di Marcello Cini.
2) Ma anche assumendo la linea di pensiero di Oliveiro, mi pare che la preoccupazione da me evidenziata abbia qualche fondamento. Rinvio il lettore all'ampio articolo di Theodore Friedmann riportato ne "le Scienze" del settembre'97, nel quale l'autore passa in rassegna le varie tecnologie di terapia genica: a esempio quella che si basa su virus come "vettori" che portano alle cellule il gene da assumere. Si tratta di un processo caratterizzato da casualità: possiamo essere certi che non vi siano effetti trasmissibili? E non è forse vero ché anche se "finora - cito sempre Friedmann - la ricerca finalizzata alla terapia genica umana ha evitato manipolazioni trasmissibili alla discendenza degli individui trattati, dato che questi potrebbero avere effetti imprevedibili", la spinta per terapie geniche sulla linea germinale si è fatta, in particolare Usa, più pressante?
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