RASSEGNA STAMPA

14 MAGGIO 2000
UMBERTO BOTTAZZINI
Una palestra per le giovani menti
Che cos'è la matematica? Titolava un classico volume di Courant e Robbins. La scienza dei numeri e delle figure, la più antica delle scienze, e tuttavia vitale al punto che i suoi cultori parlano di una nuova "età dell'oro" che rinnova i fasti della Grecia classica. Una scienza che non sembra risentire del peso dei secoli. Tanto attuale da convincere l'Unesco a consacrare il Duemila come "l'anno della matematica". Al contrario delle altre scienze, le sue verità sono eterne, stabilite una volta per tutte, come il teorema di Pitagora, quello sui cinque solidi regolari o il teorema secondo cui esistono infiniti numeri primi, tutte dimostrate da Euclide. Certo, oggi il linguaggio della matematica, i metodi e gli oggetti di cui parla, sono molto più astratti delle figure della geometria euclidea che ci sono familiari dai banchi di scuola. Per quanto possa apparire sorprendente, negli ultimi cinquant'anni la matematica ha conosciuto uno sviluppo neppure confrontabile con l'intera sua storia precedente. E non è esagerato affermare che la matematica, con le sue applicazioni, domina la nostra vita quotidiana. Se è una verità lapalissiana affermare che senza la matematica non ci sarebbero i computer, è altrettanto vero che il computer sta influenzando profondamente lo sviluppo della matematica.
Formulare congetture, trovare dimostrazioni è parte essenziale del lavoro del matematico. E tuttavia anche in questa attività l'interazione col computer è oggi sempre più frequente. La dimostrazione di Andrew Wiles dell'ultimo teorema di Fermat, che tanto ha fatto parlare di sé, è forse uno "splendido anacronismo", un geniale esempio fantasia creativa del matematico che abbisogna solo di carta e matita per esprimersi. Al computer si creano modelli, si verificano ipotesi e congetture di carattere geometrico e numerico. Se ancora cent'anni fa i matematici erano una esigua minoranza, concentrata soprattutto nei paesi dell'Occidente, oggi sono diecine di migliaia i ricercatori sparsi nel mondo.
Quali sono le "scuole" di matematica più avanzate? Anzitutto le università americane, da Princeton a Harvard, da Standford a Yale, dal Courant Institute di New York al MIT di Cambridge. Ma anche l'Europa vanta centri di eccellenza. A Parigi, dove l'Ecole Normale Supérieure è stata culla della scuola bourbakista che ha dominato la matematica mondiale per decenni e, vicino alla capitale, l'Institut des Hautes Etudes Scientifiques di Bar-sur-Yvette. A Oxford e Cambridge, a Bonn, a Mosca e Leningrado prima che la caduta dell'Unione Sovietica portasse alla diaspora gli esponenti di una delle più grandi scuole di matematica. E paesi come l'India, la Cina e il Giappone. In Italia, la tradizione politica policentrica del nostro paese si riflette anche matematica. Alla Scuola Normale Superiore di Pisa, nelle università di Torino, Bologna e Pavia, alla Sapienza di Roma tra la fine dell'Ottocento e la seconda guerra mondiale si è sviluppata la "scuola" italiana che oggi trova esponenti di prestigio nelle sedi più diverse. Rappresentata dall'Unione Matematica ha tenuto ieri a Bologna la sua annuale assemblea dei soci, l'Italia appartiene al gruppo di eccellenza dell'Unione Matematica Internazionale.
"La matematica è, è sempre stata e sempre sarà la vetta della nostra civiltà" ha affermato recentemente Gian Carlo Rota nella prefazione scritta per il libro di Piergiorgio Odifreddi La matematica del Novecento. Eppure, avverte Rota "allo scadere del secondo millennio la matematica corre seri pericoli di vita". Cosa attenta alla sopravvivenza di quella che Gauss chiamava la "regina delle scienze"? Due, secondo Rota, sono le minacce incombenti, "la crassa ignoranza dei suoi risultati, e la diffusa ostilità verso i suoi esponenti".L'allarme riguarda tutti se, come dice Rota, ("potrei dimostrarlo rigorosamente") è vero che "la civiltà occidentale di cui siamo tanto fieri sopravviverà o morirà insieme alla sua matematica". Serve a poco confortarsi con le parole di Gauss, né dire che la matematica è bella e divertente. Lo è solo per chi la ama, cioè "una trascurabile minoranza" delle persone colte, sensibili al fascino dei numeri e delle forme astratte del pensiero matematico.
Forse è il caso di ricordare, con Platone, che non può dirsi colto chi ignora la matematica. Più di ogni altra scienza, la matematica è una scienza per giovani. Come sanno i ragazzi che hanno la fortuna di avere insegnanti competenti e appassionati. Come le migliaia di ragazzi di ogni parte del mondo che ogni anno partecipano alle Olimpiadi di matematica. I partecipanti sono selezionati a livello nazionale. Le Olimpiadi italiane si sono concluse la settimana scorsa a Cesenatico. Tra coloro che in luglio saranno chiamati a Seul a difendere i nostri colori ci saranno Dario Saccavino (Desio), Andrea Ferretti (Lucca) e Peter Raskov (Torino) classificati ai primi tre posti. Ecco, nell'entusiasmo dei giovani che scoprono il piacere della matematica sta il segreto della vitalità di questa scienza, e la migliore strategia per combattere ignoranza e ostilità.
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vedi anche
Il pensiero matematico