La grande passione di Bausola per la filosofia è ciò che più è
rimasto impresso a Giovanni Reale, docente di Storia della
filosofia antica alla Cattolica e amico del filosofo fin dai tempi in
cui seguiva con lui le lezioni di Olgiati nell'ateneo milanese.
Riandando con la mente a quegli anni dice: "Come studente era
straordinario. Al termine delle sue lezioni, monsignor Olgiati
chiedeva sempre che la volta dopo si facesse un sunto: i più
brillanti e più belli erano quelli di Bausola. Ricordo anche che
dopo la laurea, che conseguimmo nello stesso giorno,
progettavamo di andare assieme in Germania per imparare bene il
tedesco. Alla fine ci andai solo io, ma Bausola si faceva portare in
Italia tutti i libri di e su Schelling che trovavo, perché in quel
tempo era la sua passione. E quando un giorno sono andato nella
sua camera sono rimasto impressionato nel vedere la maniera in
cui li leggeva: erano più le sottolineature delle parole rimaste
libere. Dunque come studioso era straordinario".
Laureatosi con Bontadini e Sofia Vanni Rovighi, Bausola è stato
uno degli eredi migliori della grande tradizione di studi
neoscolastici della Cattolica. Si confrontò soprattutto con il
pensiero moderno: Dewey, Brentano, Croce e il già ricordato
Schelling, di cui era un esperto a livello internazionale e su cui
pubblicò due importanti volumi: Saggi sulla filosofia di
Schelling del 1961, e Lo svolgimento del pensiero di Schelling
del 1969. In veste di teoreta (Bausola è stato ordinario di
Filosofia teoretica) si occupò poi soprattutto del rapporto tra
responsabilità e libertà, dedicando a questo problema nel 1980 il
volume Libertà e responsabilità. Tra gli altri suoi lavori vanno
ricordati anche Natura e progetto dell'uomo e Conoscenza e
moralità.
Tra chi rimpiange il Bausola filosofo c'è anche Alessandro
Ghisalberti, di rettore del Dipartimento di filosofia dell'Università
cattolica, che lo conobbe da studente frequentando il primo corso
universitario di Storia della filosofia contemporanea che egli
tenne in Cattolica. Per Ghisalberti, "Bausola era ed è tuttora un
nome di primo piano a livello nazionale per quanto riguarda gli
studi di Storia della filosofia moderna e contemporanea; e a
livello internazionale per l'interpretazione in chiave teoretica dei
problemi su ci si era formato da studioso specialista. In Italia era il
massimo conoscitore di Schelling, di cui fu tra i primi traduttori
in italiano, ma studiò anche Fichte, la filosofia contemporanea
anglo-americana e italiana, e Pascal, a cui ha dedicato il suo
ultimo lavoro: l' Invito alla lettura di Blaise Pascal per la collana
"Gli scrittori di Dio" della San Paolo. Ma una funzione di non
minore importanza Bausola l'ha poi svolta anche come
teoreta-rettore, nel mediare i valori universali di cui era portatore
con i problemi storici del momento: in questo senso fu un vero
umanista. E in rapporto a ciò va ricordato uno dei suoi ultimi
volumi, Le ragioni della libertà, le ragioni della solidarietà ,
che raccoglie le sue prolusioni ai corsi annuali di aggiornamento
dell'Università cattolica, in cui coniuga problemi teoretici con
altri più storico-politici ed altri ancora più strettamente religiosi".
Ghisalberti conclude con un ricordo personale: "Nel complesso,
come rettore e come filosofo, il tratto più caratteristico di
Bausola è stato quello di essere una persona molto rispettosa di
tutti e molto attenta alle esigenze di tutti. Non diceva mai di no
subito, ma con grande signorilità cercava sempre di risolvere i
problemi senza arrivare allo scontro frontale". |