RASSEGNA STAMPA

29 APRILE 2000
ALESSANDRO ARMATI
"In Italia era il massimo esperto di Schelling e Pascal"
La testimonianza di Reale e Ghisalberti
La grande passione di Bausola per la filosofia è ciò che più è rimasto impresso a Giovanni Reale, docente di Storia della filosofia antica alla Cattolica e amico del filosofo fin dai tempi in cui seguiva con lui le lezioni di Olgiati nell'ateneo milanese.
Riandando con la mente a quegli anni dice: "Come studente era straordinario. Al termine delle sue lezioni, monsignor Olgiati chiedeva sempre che la volta dopo si facesse un sunto: i più brillanti e più belli erano quelli di Bausola. Ricordo anche che dopo la laurea, che conseguimmo nello stesso giorno, progettavamo di andare assieme in Germania per imparare bene il tedesco. Alla fine ci andai solo io, ma Bausola si faceva portare in Italia tutti i libri di e su Schelling che trovavo, perché in quel tempo era la sua passione. E quando un giorno sono andato nella sua camera sono rimasto impressionato nel vedere la maniera in cui li leggeva: erano più le sottolineature delle parole rimaste libere. Dunque come studioso era straordinario". Laureatosi con Bontadini e Sofia Vanni Rovighi, Bausola è stato uno degli eredi migliori della grande tradizione di studi neoscolastici della Cattolica. Si confrontò soprattutto con il pensiero moderno: Dewey, Brentano, Croce e il già ricordato Schelling, di cui era un esperto a livello internazionale e su cui pubblicò due importanti volumi: Saggi sulla filosofia di Schelling del 1961, e Lo svolgimento del pensiero di Schelling del 1969. In veste di teoreta (Bausola è stato ordinario di Filosofia teoretica) si occupò poi soprattutto del rapporto tra responsabilità e libertà, dedicando a questo problema nel 1980 il volume Libertà e responsabilità. Tra gli altri suoi lavori vanno ricordati anche Natura e progetto dell'uomo e Conoscenza e moralità. Tra chi rimpiange il Bausola filosofo c'è anche Alessandro Ghisalberti, di rettore del Dipartimento di filosofia dell'Università cattolica, che lo conobbe da studente frequentando il primo corso universitario di Storia della filosofia contemporanea che egli tenne in Cattolica. Per Ghisalberti, "Bausola era ed è tuttora un nome di primo piano a livello nazionale per quanto riguarda gli studi di Storia della filosofia moderna e contemporanea; e a livello internazionale per l'interpretazione in chiave teoretica dei problemi su ci si era formato da studioso specialista. In Italia era il massimo conoscitore di Schelling, di cui fu tra i primi traduttori in italiano, ma studiò anche Fichte, la filosofia contemporanea anglo-americana e italiana, e Pascal, a cui ha dedicato il suo ultimo lavoro: l' Invito alla lettura di Blaise Pascal per la collana "Gli scrittori di Dio" della San Paolo. Ma una funzione di non minore importanza Bausola l'ha poi svolta anche come teoreta-rettore, nel mediare i valori universali di cui era portatore con i problemi storici del momento: in questo senso fu un vero umanista. E in rapporto a ciò va ricordato uno dei suoi ultimi volumi, Le ragioni della libertà, le ragioni della solidarietà , che raccoglie le sue prolusioni ai corsi annuali di aggiornamento dell'Università cattolica, in cui coniuga problemi teoretici con altri più storico-politici ed altri ancora più strettamente religiosi".
Ghisalberti conclude con un ricordo personale: "Nel complesso, come rettore e come filosofo, il tratto più caratteristico di Bausola è stato quello di essere una persona molto rispettosa di tutti e molto attenta alle esigenze di tutti. Non diceva mai di no subito, ma con grande signorilità cercava sempre di risolvere i problemi senza arrivare allo scontro frontale".
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