RASSEGNA STAMPA

23 APRILE 2000
PIETRO M. TRIVELLI
Il pappagallo? Meglio di un matematico
Denis Guedj, storico della scienza, parla del nuovo romanzo
Denis Guedj, "Il Teorema del Pappagallo", Longanesi, 448 pagine, 32.000 lire
"CHE cosa si conosce in matematica? Precisamente niente. Non conosciamo i numeri più di quanto conosciamo la vita".
Così Raymond Queneau prendeva in giro se stesso, scrittore matematico cubista (come lo definiva Calvino), il quale si divertiva a catalogare i "pazzi letterari" e progettava un'enciclopedia delle scienze inesatte. Ma la matematica si presta pure a combinazioni e cabale da romanzo giallo.
Lo conferma l'ultimo libro di Denis Guedj, cattedra di Storia delle scienze all'università di Parigi VIII: s'intitola Il Teorema del Pappagallo (Longanesi, 448 pagine, 32.000 lire). C'è un vecchio libraio di Montmartre che, dopo essersi dedicato a studi filosofici odiando i numeri, riceve in eredità un'intera biblioteca di preziosi testi matematici, da un ex compagno di scuola emigrato in Amazzonia, il quale prima di morire (in un incendio misterioso) aveva confidato a un pappagallo la dimostrazione di un teorema irrisolvibile. Esattamente l'ultimo teorema di Pierre de Fermat, giudice francese fra i più geniali matematici del '600.
Ma più del pappagallo, chiamato Nofutur, e del libraio che a 84 anni scopre le gioie dei calcoli, è la matematica stessa la vera protagonista del romanzo, con la sua storia millenaria: da Talete ed Euclide, a Cartesio e Newton, a Pascal e Fermat (che insieme fondarono la teoria della probabilità). Precisione di matematico e fantasia di narratore, dunque? "In fondo non c'è gran differenza, perché ogni teorema è una storia", risponde Denis Guedj, 60 anni, oriundo algerino, un passato da sessantottino, al suo quinto romanzo (in Francia ha già venduto 120.000 copie), e anche autore di teatro e di cinema. "Per un matematico - aggiunge Guedj - è come se l'universo dei numeri fosse abitato da esseri vivi". Perciò gli piace parlare (oltre che scrivere) di "matematica vivente", convinto che il mestiere dello scrittore non è molto diverso da quello di chi combina numeri anziché parole.
Lo diceva anche Gadda (da bravo ingegnere) che "le discipline matematiche e la disciplina dello scrivere hanno feudi in giurisdizione comune". Ma c'è una differenza. "Che la matematica circoscrive e definisce concetti e situazioni - spiega Guedj - mentre la letteratura, per quanto si sforzi, non riesce a fare altrettanto. Per esempio: posso definire che cos'è un triangolo rettangolo, come oggetto matematico e non solo geometrico. Ma come potrei definire un personaggio da romanzo, un Jean Valjean, molto più complicato di qualsiasi teorema? Ogni teoria è coerente per definizione. Anche un romanzo può esserlo. Ma non sarà mai logico, nutrendosi di situazioni incompatibili tra loro".
Se non altro per le regole metriche, la matematica vola pure sulla poesia? "Qui è un po' diverso - risponde ancora Denis Guedj - perché i matematici possono dire la stessa cosa in maniera diversa, l'importante è il risultato. Mentre in poesia la parola giusta è solo quella e non un'altra. Per questo la matematica è il linguaggio più traducibile, la poesia il meno traducibile". A proposito: ripetute a pappagallo, le poesie perdono tutta la loro arcana verità. Non c'è lo stesso rischio per il teorema del pappagallo Nofutur? "Lui non ripete, ma racconta. Si è dimostrato che certi pappagalli possono articolare espressioni mai udite prima. Il mio romanzo vuole anche provare che nemmeno la matematica si studia a pappagallo", conclude Denis Guedj. Dopo aver sfidato persino la tortura, pur di mantenere il segreto, alla fine il pappagallo Nofutur urla agli altri uccelli della foresta la dimostrazione del teorema che nemmeno Fermat aveva perfezionato, né tanti altri matematici dopo di lui: il cubo di un numero non è mai la somma di altri due cubi. Degno omaggio all'Anno della Matematica, proclamato dall'Unesco per il 2000. Mentre non si è ancora capito bene se - scherzi della matematica - quest'anno sia il primo del nuovo o l'ultimo del vecchio millennio.
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vedi anche
Il pensiero matematico