Studiate matematica. Leggerete la realtà. E' un enigma, ma i numeri descrivono la realtàPerchè il 2000 è stato dedicato in tutto il mondo alla scienza meno compresa e più influente Il computer sta rendendo inutili i matematici? Ma un ministro si è dimesso per averlo detto |
| Che cosa fa un matematico? A che cosa serve la matematica?
Oggi, con la grande diffusione dei computer, molti pensano che il lavoro dei matematici sia in qualche senso superato se non addirittura inutile. Qualche giorno fa il ministro Francese dell'educazione è stato costretto alle dimissioni per aver affermato che i matematici, oggi che ci sono i computer, non servono più. Vi è stata una vera rivolta dei matematici ed il ministro si è dimesso. Ma gli altri membri dell'esecutivo la pensavano diversamente? E se anche servisse a qualcosa, che cosa ce ne importa della matematica?
Uno dei grandi misteri della matematica consiste nel fatto che le strutture matematiche, costruite dall'uomo, si applicano con estrema efficacia alla descrizione della realtà fisica. E' oramai divenuta famosa la frase del matematico Wigner, scritta nel 1960, dell'irragionevole successo della matematica nelle scienze naturali. E' uno dei grandi misteri della matematica; una scienza che sembra slegata dalla realtà e invece ha strettissimi legami, quasi inaspettati con la realtà fisica. Basti pensare alla teoria dei nodi, quanto di più astratto si potesse ipotizzare, nata alla fine del secolo scorso, e utilizzata negli ultimi anni per studiare la struttura del DNA. In una conferenza tenuta il 27 gennaio 1921 Albert Einstein aveva affermato: "A questo punto si presenta un enigma che in tutte le età ha agitato le menti dei ricercatori. Come è possibile che le matematiche, le quali dopo tutto sono un prodotto del pensiero umano, dipendente dall'esperienza, siano così ammirevolmente adatte agli oggetti della realtà?"
Non vi è dubbio che il grande vantaggio della matematica stia nella astrazione. I vantaggi dell'astrazione sono nel potere dell'universalità che permette di applicare una singola regola in circostanze diverse, nel portare chiarezza in situazioni altrimenti confuse tramite definizioni e dimostrazioni certe, ed infine consente una grande libertà alla nostra immaginazione.
Oltre ai profondi legami con la fisica, la astronomia, la meteorologia, le telecomunicazioni, la biologia, la crittografia, la medicina, non bisogna tralasciare i legami profondi con la musica, la letteratura, l'arte. Questi sono i motivi alla base della decisione presa il 6 maggio 1992 a Rio de Janeiro dalla International Mathematical Union che dichiarava il 2000 Anno Mondiale della Matematica. Il giorno 11 novembre 1997 la conferenza generale dell'UNESCO approvava la risoluzione 29 C/DR126 e decideva di sponsorizzare l'Anno Mondiale della Matematica. Tra gli obiettivi c'è quello di rilanciare "l'immagine della matematica".
Nella moderna società dell'informazione, in cui un ruolo sempre più importante hanno le conoscenze scientifiche e matematiche, i matematici, la matematica, sembrano non esistere, non essere presenti. Di matematica, dei matematici non si parla quasi mai nei media.
Certo bisogna dire che una qualche uniche ragione la aveva André Weil quando ha detto che "la matematica ha questa particolarità, di non essere compresa dai non matematici ".Tuttavia non vi è dubbio che la matematica, anche se pochi lo riconoscono, è una forza culturale di primo piano nella civiltà occidentale, che "ha determinato la direzione e il contenuto di buona parte del pensiero filosofico, ha costituito il nerbo di teorie economiche e politiche, ha plasmato i principali stili pittorici, musicali, architettonici e letterari, ha creato la nostra logica e ha fornito le risposte migliori che abbiamo alle domande fondamentali sulla natura dell'uomo e del suo universo".Parole di Morris Kline un "La matematica nella cultura occidentale", parole di un matematico.
Come matematico era Ennio De Giorgi, famoso matematico italiano morto nel 1996 che amava dire che la matematica ha un grande valore "sapienziale". Un'altra cosa amava dire De Giorgi: "Io penso che all'origine della creatività in tutti i campi ci sia la capacità o la di comunicare i propri sogni; e una comunicazione non ambigua richiede la conoscenza del linguaggio, delle regole interne proprie di diverse discipline.". Da qualche anno matematici, filosofi, pittori, scrittori, registi, economisti, si incontrano a Venezia nei convegni "Matematica e cultura"; per l'anno mondiale della matematica gli incontri "Matematica e cultura" si svolgono in contemporanea oggi, 14 aprile, in 12 università. I programmi delle singole sedi si possono consultare il sito.
Inoltre Radio RAI Tre dedica tutta la giornata alla matematica con collegamenti diretti, con interviste, brani musicali, citazioni da film e da libri. Non sono solo i matematici a parlare, ovviamente. Infine oggi è pubblicato il volume "Matematica e cultura 2000", edito dalla Springer Italia. Tra gli altri vi è contenuto il saggio di Greenaway su matematica e cinema. Insomma oggi è una occasione unica e probabilmente irripetibile, un sorta di "Matematica Day".
Dice Amleto nell'Atto primo, scena terza della tragedia di Shakespeare "Vi sono molte più cose in terra di quante non ne sognino i filosofi". Senza il contributo dei matematici se ne sognerebbero molte di meno.
Diminuirà il numero di quelli che orgogliosamente affermano di non capire nulla della matematica? |