RASSEGNA STAMPA

11 APRILE 2000
CARLO AUGUSTO VIANO
FILOSOFIA, LA SCUOLA ABBANDONI ARISTOTELE E KANT
Far leggere ai ragazzi i pensatori del passato? Forse l'insegnamento va affrontato per temi
A questo punto si pone la domanda: che cosa insegnare sotto l'etichetta "filosofia"? Sotto la riforma Gentile si insegnava la storia della filosofia, e la cosa ha permesso la più ampia libertà di insegnamento, ma ha anche ridotto quella disciplina a un canovaccio semplificato, tessuto dai manuali. E così non è mancato chi ha sostenuto la necessità di far leggere i testi dei grandi filosofi direttamente agli studenti.
Senonché la maggior parte degli insegnanti non è in grado di leggere un testo di filosofia, e ormai le università non preparano più studenti capaci di una cosa del genere: figuriamoci poi spiegarli a ragazzi quindicenni! Davvero vogliamo far leggere Aristotele, Kant, Hegel o Heidegger con la guida di un insegnante che sappia spiegare la lettera e mettere in atto tutte le mediazioni culturali per far capire ai ragazzi che val la pena di passare attraverso le tante frasi difficili o insensate che quei testi contengono? Si può sempre ritornare a insegnare le discipline filosofiche, per le quali nella cultura cattolica ci sono state nostalgie. Ma tornare a insegnare metafisica, logica ed etica oggi, quando non esistono teorie standard in questi campi, non sarebbe una cosa agevole. Perché allora non insegnare la filosofia per problemi? Parlare di "problemi" è considerato meno dogmatico, e la filosofia sembra un'attività da esercitare tenendosi la testa tra le mani. Sennonché essa è anche la disciplina che meno di altre ha tecniche standardizzate per la trattazione di problemi e sarebbe difficile fare anche soltanto un elenco condiviso di problemi filosofici. Adesso si sente dire che l'insegnamento della filosofia dovrebbe aiutare i ragazzi a cogliere il "senso della vita", e anche in altri Paesi si è introdotto uno scampolo di filosofia per dare un supplemento d'anima a discipline considerate alienanti. A parte il fatto che molte persone non sentono il bisogno di dare un senso alla propria vita e che non e necessario considerare il senso della vita una cosa buona in sé, non è detto che la filosofia sia deputata a cogliere il senso della vita più di altre discipline. Certamente i filosofi hanno proposto credenze che hanno a che fare con ciò che si chiama il "senso della vita", ma esistono anche forme di filosofia che insegnano a diffidarne. Per parlare di queste e altre cose la filosofia potrebbe figurare come attività opzionale per ragazzi grandi, che abbiano già imparato tecniche intellettuali e nozioni positive. Più che una materia curriculare potrebbe essere una disciplina offerta ai docenti di altre materie, anche scientifiche, perché ne possano tener conto nel proprio insegnamento.
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