Freud sul lettino dello scrittore| Un convegno sui rapporti
tra psicoanalisi e letteratura |
| Fin dalle origini letteratura e psicoanalisi si sono confrontate e contaminate, in un rapporto di reciproco rispecchiamento. Per Freud i
poeti e i filosofi hanno scoperto l'inconscio assai prima di lui, "sono i pochi cui sia concesso quasi senza sforzo di salvare dal gorgo
delle loro emozioni le più profonde verità verso cui noi altri dobbiamo dirigerci con fatica, annaspando incessantemente in mezzo a
incertezze torturanti". La letteratura (ha scritto Remo Bodei in un saggio, Letteratura e psicoanalisi, tra i primi in Italia ad affrontare
l'argomento) costituisce un archivio, ancora in gran parte inesplorato, della psiche umana e della realtà che in essa si riflette. Poeti
e artisti hanno, sia pure asistematicamente, scandagliato l'animo umano più in profondità di quanto abbiano fatto finora gli
psicoanalisti.
Domani, a Roma, presso la Facoltà di sociologia (via Salaria 110), un convegno del Centro Studi di Psicologia e Letteratura porrà al
centro "l'interscambio fruttuoso" tra i due campi non tanto nei parametri teorici e fondamentali quanto in alcune applicazioni, scelte
in gran libertà nella testualità letteraria, come è nello stile del gruppo che fa ricerche su questi temi da dieci anni. Così si parlerà di
Goethe e del suo viaggio in Italia, di Schnitzler psicologo, di Hemingway e di Pasolini con la sua "analisi mancata", di Simenon e di
Drewermann. Gli interventi si possono già leggere in un numero appena uscito della rivista "Giornale storico di psicologia dinamica"
diretta da Aldo Carotenuto che è anche l'ideatore del convegno. "Gli scrittori hanno capito meglio degli psicoanalisti la psicologia del
soggetto", dice Carotenuto che ricorda il rapporto tra Schnitzler e Freud il quale, in occasione del sessantesimo compleanno dello
scrittore, gli confessò, in una lettera di auguri del 14 maggio 1922, di averlo fino ad allora evitato "per una specie di timore del
sosia". Nello stesso testo gli riconobbe il merito di sapere tutto quello che lui stesso aveva "scoperto tramite un faticoso lavoro su
altri uomini".
Tra gli altri interventi si segnalano quelli dalla parte della creatività letteraria di Aldo Rosselli sul rapporto tra autobiografia e scrittura
e di Maria Luisa Spaziani sugli stravolgimenti messi in azione dalla parola analitica sulla parola dei poeti che, come dice Shelley,
"sono i non riconosciuti legislatori del mondo". Infine una scintillante riflessione sulla "gaffe" di Giuseppe Mafridi a partire da una
"gaffe" felicemente rappresentata nelle pagine dei Promessi Sposi. |