RASSEGNA STAMPA

27 MARZO 2000
ARTURO COLOMBO
Quando Bobbio scriveva al suo maestro
a cura di Angelo d'Orsi, "LA VITA DEGLI STUDI. CARTEGGIO SOLARI-BOBBIO", Franco Angeli, pagine 233, L. 40.000
Tommaso Greco, "Norberto Bobbio. Un itinerario intellettuale tra filosofia e politica", Donzelli, pagg. 272, L. 25.000.
Norberto Bobbio interverrà oggi pomeriggio, all'Università di Torino, a una cerimonia che lo vedrà direttamente coinvolto. Sarà presentato un volume dal titolo "La vita degli studi", che raccoglie, splendidamente curato e annotato da Angelo d'Orsi, il carteggio fra lo stesso Bobbio e Gioele Solari, che fu suo insegnante e maestro nell'ateneo. Le lettere, che coprono il ventennio dal 1931 (quando Bobbio è uno studente di ventidue anni) al 1952 (quando Solari muore ottantenne), offrono un'originale "bussola", non solo per conoscere meglio il processo formativo della personalità di Bobbio, e il maturare dei suoi molteplici interessi culturali e civili, su cui si sofferma anche Tommaso Greco nel saggio appena uscito, "Norberto Bobbio. Un itinerario intellettuale tra filosofia e politica" (Donzelli, pagg. 272, L. 25.000). Questo carteggio è tanto più suggestivo, e intrigante, perché ci offre "dall'interno" l'immagine di un'università ormai pressoché scomparsa, dove il rapporto fra docente e allievo aveva una continuità, una "profondità", quasi una simbiosi, oggi inconcepibili: anche perché telefono e computer ormai hanno fatto piazza pulita del "dialogo epistolare", da conservare nel tempo. Qui, invece, traspaiono tutti gli intrecci e le "liturgie" della vita accademica, tipica di una "università di élite": le letture, i compagni di studi, i colleghi, le vicende concorsuali, persino i dissensi di giudizio, chiarissimi nella lettera di Bobbio del dicembre '41, che si rammarica per la mancata "approvazione" del suo maestro su quanto lui aveva scritto a proposito di Campanella e "La Città del Sole". Semmai, restano in ombra (forse, non involontariamente) i drammi, e i silenzi, di quegli anni - basti pensare al fascismo e alla guerra -, malgrado spicchi qualche nome di chi aveva avuto il coraggio di "non mollare", come Piero Martinetti o il giovane Gobetti (cui "faceva difetto la pazienza", annoterà Solari nel 1948, ricordando che lo aveva laureato nel lontano 1922).
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vedi anche
Filosofia (e) politica