RASSEGNA STAMPA

21 MARZO 2000
PIERGIORGIO ODIFREDDI
Anche i matematici celebrano il loro giubileo
Per una strana coincidenza, quasi a voler contrapporre fede e ragione, il 2000 è l'anno della regina delle scienze
Quasi a voler incarnare metaforicamente una storica contrapposizione fra fede e ragione, il 2000 è stato scelto sia dalla Chiesa Cattolica che dall'Unione Mondiale dei Matematici come proprio anno giubilare. La coincidenza, ovviamente fortuita, è comunque significativa, perchè sarebbe difficile immaginare espressioni di fede e ragione più sintomatiche, rispettivamente, del cattolicesimo e della matematica: una religione basata interamente su dogmi da una parte, e una scienza fondata esclusivamente su dimostrazioni dall'altra. I punti d'incontro fra le due imprese non sono molti, e lo dimostrano le statistiche che annoverano la quasi totalità degli scienziati credenti occidentali fra i protestanti e gli ebrei: fedi, queste, che non a caso educano al dubbio e alla discussione più che alla certezza e all'accettazione. Le manifestazioni dell' anno mondiale della matematica competono, in varietà culturale e geografica, con quelle del Giubileo vaticano. La cosa non sorprende, perché il cattolicesimo sarà pure la lingua di un sesto della popolazione del nostro piccolo globo, ma la matematica è il linguaggio dell' intero cosmo. E, come diceva Galileo nel Saggiatore, chi non la conosce non può leggere il grandissimo libro dell'universo. La lista degli eventi programmati dalle varie comunità nazionali e internazionali per il 2000 è impressionante, e scorrerla a grandi linee permette di ricordare le innumerevoli (e, spesso, sconosciute o dimenticate) convergenze della matematica con le aree più disparate della cultura scientifica e umanistica: sfatando così un mito che la vorrebbe difficile, noiosa, isolata, lontana dai bisogni e dagli interessi quotidiani dell' uomo comune. I legami fra matematica e arte saranno l'oggetto di un convegno all'Alhambra di Granada, il capolavoro dell'arte moresca che utilizza, per le sue decorazioni, tutte le (diciassette) possibili simmetrie planari, classificate soltanto a fine Ottocento dai cristallografi. Questo non è che un esempio del profondo connubio fra matematica e arte astratta, che ha assunto nel Novecento il ruolo di una vera e propria poetica in movimenti come il De Stijl e il Bauhaus, o artisti come Mondrian o Kandinsky. Un'intera giornata al Parlamento spagnolo di Madrid attirerà l'attenzione sui legami con la politica, più sorprendenti ma non meno profondi di quelli con l'arte. Da anni sia la Casa Bianca che gli Alti Comandi si affidano alle analisi degli specialisti di teoria dei giochi. Oggi corsi di matematica della politica vengono già regolarmente insegnati nelle università statunitensi. Domani anche nei media le analisi scientifiche soppianteranno i pettegolezzi vuoti, le cronache superficiali e le opinioni dilettantesche. A Parigi, come si addice alla città, si terrà un congresso su donne e matematica: argomento quanto mai delicato, a causa della supposta contrapposizione tra femminilità e razionalità. Il presente che vede una maggioranza di donne fra gli insegnanti di matematica è singolarmente costruito su un passato avaro sì di grandi nomi, ma non vuoto. Basterà ricordare, fra tutte, la libera pensatrice Ipazia di Alessandria, che fu scarnificata nel 415 con conchiglie affilate, dietro istigazione del Patriarca Cirillo: la ragione non ha dovuto attendere l'Inquisizione per avere i suoi martiri. Singolare e ironicamente autoreferente è il congresso che si svolgerà a Monaco sul cosiddetto metodo Montecarlo, che consiste nel calcolare la probabilità di un evento simulandolo un gran numero di volte al computer. Non è forse inutile ricordare che il metodo prende il nome dalla sua prima e storica applicazione nel Principato: l'evento in questione era la vincita al Casinò, e la probabilità dell'evento calcolata mediante la simulazione umana (un esperimento tuttora in corso) è risultata essere, ovviamente, zero. Se gli aspetti umanistici a cui abbiamo accennato possono aver stupito qualcuno, chiunque invece sa o, almeno, intuisce che dietro a ogni diavoleria tecnologica, dai forni a microonde ai telefoni cellulari, dagli armamenti atomici alle sonde interplanetarie, si cela una solenne dose della più astratta matematica. Anzi, molta ne è stata sviluppata nei secoli proprio per rispondere a esigenze pratiche, non sempre e non tutte giustificabili moralmente o socialmente.
Questi risvolti etici rendono cruciali le discussioni sulle applicazioni della matematica, in particolare alla fisica e all'informatica, che saranno oggetto di convegni a Casablanca e a Manzanillo di Cuba. Il legame con l'informatica, in particolare, è oggi una Santa Alleanza che ha già prodotto meraviglie quali le previsioni del tempo. Rimane ancora vero, in generale, ciò che diceva Niels Bohr, padre della meccanica quantistica: che fare previsioni è sempre difficile, soprattutto sul futuro. Ma i matematici stanno sviluppando strumenti sempre più sofisticati per smentirlo, e sono dunque giustificati se indagheranno quest'anno anche sul futuro della propria disciplina, al Cairo e a Yonsei. C'e' qui almeno un significativo precedente storico: già nel 1900 David Hilbert, inaugurando il congresso mondiale di Parigi, aveva steso una lista di 23 problemi aperti che poi guidò effettivamente la ricerca della prima metà del Novecento. Oggi le cose sono cambiate, perché da un lato la matematica è meno unitaria di allora, e dall'altro non c'è più un genio universale come Hilbert. Ma uno sforzo collettivo potrà forse identificare le sfide per il futuro prossimo, e indirizzare lo sviluppo della disciplina per molti anni a venire. In ogni caso, non mancheranno le occasioni di incontro per gli addetti ai lavori. Anzitutto a livello globale, nei congressi che riuniranno gli specialisti dei vari continenti: gli europei a Barcellona, gli statunitensi a Washington, i sudamericani a Rio, gli asiatici a Manila. E poi nel fiorire di incontri locali, che si terranno anche in nazioni come l'Algeria e la Jugoslavia, sconvolte nel passato recente da ben altri avvenimenti. Per attirare l'attenzione pubblica su questi e altri eventi, in tutto il mondo e per tutto l'anno saranno trasmessi programmi televisivi, emessi francobolli, proiettati film, tenute conferenze. Se vi capiterà di viaggiare e di trovarvi nei metrò delle grandi città, fate attenzione anche ai muri: da Buenos Aires a Bruxelles, da Montreal a Parigi potrete vedere, per qualche settimana, poster culturali che regalano formule e idee, invece dei soliti manifesti pubblicitari o propagandistici che vendono prodotti o slogan. Infine, in Italia, tenete d' occhio soprattutto le due giornate del 6 e 14 aprile, quando i dipartimenti di matematica delle varie università organizzeranno eventi cittadini che riprodurranno in piccolo la varietà a cui abbiamo accennato: potrete così andare anche voi alla ricerca e alla scoperta del linguaggio universale che si cela dietro la tecnologia, la scienza, la filosofia, la politica, l'arte. E, per tornare agli inizi, anche dietro la religione. Non a caso Dante, giunto di fronte a Dio, non potè far altro che raffigurarselo matematicamente con tre cerchi colorati e riflessi, e sentirsi come un geometra di fronte all'insolubile problema della quadratura. Borges si chiese più volte che cosa avrebbe potuto scrivere Dante dopo aver concluso il suo poema, ma non vide mai questa possibile alternativa: che se avesse saputo più matematica, forse non sarebbe stato costretto a concluderlo.
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vedi anche
Il pensiero matematico