RASSEGNA STAMPA

19 MARZO 2000
GIOVANNI BIGNAMI
La Super-Bufala lunare
Perché la luna luminosa di fine millennio era un abbaglio
Vi ricordate la "Super-Luna di fine millennio", quella che avrebbe dovuto essere talmente luminosa da permetterci di girare senza pericolo a fari spenti nella notte? Quella a cui sul "Corriere della Sera" Andrea Zanzotto ha dedicato un ispirata poesia? Quella che ha spinto milioni dei persone a guardare in alto, per ammirare questo straordinario fenomeno, seguito da discussioni del tipo: "Beh, in effetti era un po' più grande e luminosa del solito". "Sarà ma io non ho visto niente", eccetera.
Ebbene, si è trattato - detto in termini tecnici - di una "bufala". Ce lo dimostra in una brillante analisi mediatico-scientifica Corrado Lamberti, sul numero della rivista "l'Astronomia" ora in edicola. Una bufala che, sia pure prendendo spunto da un fenomeno reale, è stata ingigantita a dismisura dai grandi giornali nazionali e dai Tg, la cui fonte primaria era L'almanacco del vecchio fattore (il corrispettivo americano di Frate indovino) nella sua versione in Internet.
Come stanno le cose in realtà? Keplero, come Lamberti, avrebbe descritto la situazione più o meno così. Anche se fa più freddo, in inverno la terra è nella parte di orbita più vicina al Sole. La Luna, legata alla Terra da indissolubile vincolo gravitazionale, riceve un po' più di raggi solari ed è più brillante, perché vive di luce riflessa. Una volta al mese, poi, la Luna passa al perigeo della sua orbita intorno alla Terra, e appare perciò, in quel giorno, più luminosa. Tutto ciò perché l'eccentricità, che è il sale della vita anche sulla Terra, per le orbite planetarie chiuse è la norma e la circonferenza è solo un insipido, e raro, caso particolare di ellisse.
Ahimè, invecchiando, le orbite tendono a circolarizzarsi e in quelle della Terra e della Luna, che girano da miliardi di anni, di eccentricità ne è rimasta solo un pizzico. Forse è un bene, soprattutto perché siamo abituati così da sempre, e forse la razza umana non saprebbe gestire gli sbalzi di temperatura di cento gradi o le maree di cento metri indotte da un po' più di eccentricità nelle orbite terrestri e lunari. Così come stanno le cose, anche se, come alla fine dell'anno scorso, uno dei perigei mensili della Luna avviene proprio vicino al solstizio d'inverno, e perciò le due eccentricità si sommano, l'effetto totale è solo il 12% di luminosità apparente in più (anche questo risultato è di Lamberti). Pochino pochino, non più dell'effetto di un po' di assorbimento, non dico da nuvole, ma da polvere o umidità nell'aria. Forse apprezzabile da pastori erranti dell'Asia (indotti così allo studio delle leggi di Keplero?) ma non dalla maggior parte di noi, moderni frenetici consumatori di urlanti mass-media.
Insomma la Luna dell'ultimo solstizio non richiedeva speciali occhiali protettivi (un quotidiano consigliava "un buon filtro per non rimanere abbagliati"), semplicemente perché del fenomeno nessuno si è accorto a occhio nudo. Anche l'aumento di fenomeni di licantropia, temuto soprattutto dagli astrologi consultati da Emilio Fede, sembra sia stato trascurabile. Ho dati oggettivi sul numero di ululati per centimetro quadro per secondo, calibrati e corretti per la pressione atmosferica. Sarebbe uno scoop magnifico, ma so che giornali e Tg non mi chiameranno. Non mi resta che proporre di istituire una sezione "licantropi e bufale lunari" alla Unione Astronomica Internazionale. Forse avrò più fortuna.
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