RASSEGNA STAMPA

18 MARZO 2000
MAURIZIO SCHOEPFLIN
Mercato, la terza via del liberalismo cristiano
La riscoperta italiana di Wilhelm Röpke
Wilhelm Röpke, "Umanesimo liberale", Rubbettino, Pagine 204, Lire 22.000
"Mentre la letteratura internazionale su Wilhelm Röpke è realmente molto ampia, quella italiana è estremamente limitata": con queste parole Massimo Baldini, conclude la sua articolata e intelligente introduzione a Umanesimo liberale e indica con chiarezza il fatto che nel nostro Paese la figura e l'opera di questo protagonista degli studi economici e sociali dell'Europa del Novecento non sono state sino a ora adeguatamente conosciute e studiate, cosa che rappresenta un motivo in più per apprezzare la pubblicazione di questo bel libro. Röpke nacque nel 1899 nei pressi di Hannover, "figlio di un villaggio della brughiera di Lüneburg", come amava presentarsi. La tragedia della prima guerra mondiale lasciò un'impronta dolorosamente profonda sul suo animo e, come egli stesso ci informa, lo spinse a "dedicarsi allo studio dell'economia politica e della sociologia per essere in grado di comprendere le cause di quella crisi e di contribuire ad eliminarle". Dopo un'iniziale adesione agli ideali socialisti, divenne un convinto liberale e si laureò in scienze politiche a Marburgo. Poco dopo, iniziò per lui un periodo di insegnamento in varie università europee, finché nel 1933, all'avvento del nazismo, lasciò la Germania e per quattro anni insegnò a Istanbul. Nel 1937 viene chiamato a dirigere l'Institut des Hautes Etudes Internationales di Ginevra, ove incontra studiosi del calibro di Ludwig von Mises, Hans Kelsen e Guglielmo Ferrero. Col passare degli anni i suoi scritti si diffondono e conoscono un notevole quanto inaspettato successo: in essi egli elabora il progetto di una "terza via" alternativa sia a una degenerata economia di mercato, sia al collettivismo di qualunque genere e specie, la via di un umanesimo economico, di un neoliberalismo secondo il quale "le cose morali e quelle istituzionali non sono tra loro in rapporto di subordinazione, ma di coordinazione e di azione reciproca, come dovrebbe sapere ogni cristiano che pensi alla similitudine evangelica del seme e del campo". Nel 1947 Röpke, insieme a von Mises e von Hayek, fonda la Mont Pélerin Society, una associazione internazionale di intellettuali liberali e nel 1950 è nominato consulente economico del governo tedesco e diviene uno dei principali ispiratori della cosiddetta "economia sociale di mercato" che ha caratterizzato, all'indomani della seconda guerra mondiale, il rilancio economico della Germania. Autore assai prolifico, Röpke scrisse quasi ottocento tra saggi, articoli e libri. Si spense a Ginevra il 12 febbraio del 1966, lasciando ad amici e discepoli una grande lezione di cultura e di vita, come ebbe a sottolineare von Hayek, che ne esaltò il coraggio e la coerenza ricordandone la serena capacità di mettere a nudo "le illusioni degli anni Sessanta del secolo ventesimo con la stessa onestà con cui aveva lottato contro le illusioni degli anni Venti". Röpke - e Baldini opportunamente lo sottolinea - non si accontentò del liberalismo classico, ma si impegnò per un autentico rinnovamento della tradizione liberale, rinnovamento che egli vide strettamente collegato alla riscoperta delle sue radici cristiane: "Io stesso - egli scrive - ho spesso affermato che non occorre alcuno sforzo per trovare il parallelismo tra il neoliberalismo e l'attuale dottrina sociale della Chiesa cattolica come è espressa nell'enciclica "Mater et Magistra": nell'uno come nell'altro campo ci si domanda: come salvaguardare nella società industriale moderna il valore e la dignità dell'uomo, l'inviolabilità della sua persona e i vincoli di famiglia da essa non scindibili, la libertà, la giustizia e i legami della comunità, pur senza mettere in pericolo il progresso materiale, apprezzato anche dall'enciclica?
Una vera risposta a questa domanda - conclude Röpke - deve contenere il rifiuto del socialismo e una mentalità aperta per accogliere tutte le possibilità di un'innovazione dell'economia di mercato che protegga dignità e valore dell'uomo, libertà e giustizia, comunità, individuo e famiglia contro i pericoli insiti nell'odierna civiltà industriale".
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