Genoma, a un passo dalla mappaLa compagnia statunitense "Celera" annuncia di avere individuato le
componenti chimiche del Dna La ricerca consentirà di sviluppare nuove terapie per curare gravi malattie La sequenza dei geni umani potrà essere ordinata non prima di due-tre anni. Continua la gara con il
consorzio pubblico |
| Ancora non siamo arrivati alla mappatura completa dei geni umani, ma la
notizia annunciata ieri dalla compagnia americana Celera Genomics ci ha portati ad un
passo da questo risultato.
In sostanza, l'azienda con sede a Rockville, nel Maryland, ha dichiarato di aver finito la
sequenza dell'intero genoma di un uomo. I suoi studiosi hanno individuato le componenti
chimiche del Dna, che costituiscono i nostri geni. Ora devono metterle in ordine, capire le
loro funzioni, e definire la mappa vera e propria del genoma. Questo lavoro potrebbe
prendere ancora un paio di anni, e avviene in concorrenza con lo Human Genome Project,
ossia il progetto di ricerca pubblico condotto dai laboratori di sei paesi, compresa l'Italia.
L'iniziativa per fare la mappatura era partita 13 anni fa, e ha lo scopo di individuare tutti i
geni dell'essere umano, per capire come fanno funzionare il corpo, e come possono essere
trattati per curare gravi malattie. Il Dna ha circa 3,5 miliardi di paia di componenti chimiche,
che creano un numero tra 80.000 e 100.000 geni, detentori delle informazioni per tutti i
processi del nostro corpo, compreso il colore della pelle o degli occhi. Il consorzio
pubblico dello Human Genome Project, che ha avviato l'impresa, ha l'obiettivo di mettere i
dati a disposizione degli scienziati di tutto il mondo, e pochi giorni fa il presidente americano
Clinton e il premier britannico Blair hanno ribadito l'impegno a seguire questa linea. La
Celera Genomics, invece, è un'azienda privata, che ha lo scopo di ricavare profitti da questa
operazione. L'anno scorso, infatti, i suoi dirigenti avevano offerto al consorzio pubblico di
collaborare per accelerare il progetto, in cambio del diritto esclusivo ad utilizzare alcuni
risultati, che potrebbero tornare utili sul piano commerciale a sviluppare terapie per le
malattie. Ma Francis Collins, direttore del National Human Genome Research Institute,
rifiutò l'offerta, e da allora è cominciata una specie di competizione. Quindi è probabile che
l'annuncio della Celera abbia anche l'obiettivo di aumentare la pressione sul consorzio
pubblico, mentre di sicuro ha già raggiunto lo scopo di far salire il valore delle azioni della
compagnia, che ieri a Wall Street è cresciuto subito del 23%. Dopo la presa di posizione di
Clinton e Blair, infatti, tutto il mercato delle aziende biotecnologiche aveva sofferto una crisi.
Ma mercoledì il capo della Casa Bianca ha chiarito che impegnandosi alla pubblicità dei
dati, non voleva ostacolare il lavoro delle aziende private impegnate nello stesso progetto, e
subito ieri è arrivato l'annuncio della Celera.
Francis Collins ha detto di essere contento per il risultato raggiunto dai concorrenti, ma i
responsabili dello Human Genome Project sostengono che la tecnica usata da loro per
raggiungere lo stesso obiettivo è più precisa e affidabile. Il presidente della Celera, Craig
Venter, ha detto che la sua compagnia potrà completare una "brutta copia" del progetto nel
giro di poche settimane, e anche il consorzio pubblico prevede di raggiungere lo stesso
risultato entro l'anno. La mappatura vera e propria, però, non dovrebbe essere completata
prima di due o tre anni.
L'annuncio della Celera, comunque, rende ancora più attuali due problemi chiave: primo, chi
ha il diritto di possedere i dati del genoma; secondo, come bisogna usarli per il bene degli
esseri umani. Sul primo tema, la posizione presa da Clinton e Blair dovrebbe garantire la
pubblicità della mappatura, che ogni scienziato troverà su internet per utilizzarla liberamente
nei suoi studi. Le terapie che verranno scoperte, però, sono un discorso diverso, e qui
entreranno in ballo gli enormi interessi economici delle grandi aziende biotecnologiche e
farmaceutiche. |