RASSEGNA STAMPA

15 FEBBRAIO 2000
DAVID FIESOLI
Il libero pnsiero bruciato sul rogo
Giordano Bruno a 400 anni dalla condanna a morte
Sosteneva che esistessero miliardi di sistemi solari. Per le sue idee rivoluzionarie venne scomunicato da cattolici, calvinisti, luterani e Chiesa d'Inghilterra
Era appena iniziato un altro Giubileo. A Campo de' Fiori si preparava un altro rogo, quello che avrebbe arso vivo Giordano Bruno il 17 febbraio 1600. Quattrocento anni dopo, l'ombra del grande filosofo-scienziato si allunga sul Giubileo del Duemila. Partenza però da Napoli, dove dal 24 al 27 gennaio si è svolto "Le Muse e la nuova filosofia di Giordano Bruno", un convegno internazionale di studi a cura del centro di Studi Bruniani dell'Università di Napoli e dell'Istituto Filosofico Orientale, a cui sono intervenuti, fra gli altri, Michele Ciliberto e Giorgio Barberi Squarotti. A Roma, si è aperto ieri all'Università La Sapienza un convegno su "Giordano Bruno e la Scienza Nuova: storia e prospettive". Fra i relatori, Paolo Rossi, Anna Oliverio, Eugenio Canone. A Londra, un importante convegno è in preparazione per giugno. E' prevista la partecipazione di Tullio Gregory e Giovanni Aquilecchia al fianco di studiosi americani, francesi e inglesi. E mentre convegni e celebrazioni ricordano ovunque calvinisti, la Chiesa glissa su una sua eventuale riabilitazione. Una indifferenza sostanziale, anche se non ostile come quella mostrata alle soglie del 1600, quando nel Nord e nel centro Europa Keplero e Tycho Brahe propugnavano la tesi dell'eliocentrismo, cioè del sole al centro del sistema solare con i pianeti che gli girano intorno, mentre nell'Europa del Sud e dell'Ovest la Chiesa cattolica si ostinava a ignorare la propaganda di quella teoria, fin quando non la. vide come fumo negli occhi e a sostenerla furono Galileo Galilei e Giordano Bruno. Bruno occupa un posto particolare nella storia della scienza, poiché era più un filosofo che uno scienziato. Non ha mai sviluppato una precisa metodologia scientifica, ma costruiva la propria opera più su intuizioni che su dimostrazioni. Tuttavia, questo domenicano che insegnò al College de France e ad Oxford e fu protetto dal re di Francia e da Elisabetta I, mise per primo in evidenza il cosiddetto errore di Aristotele. E, prima di Galileo, confutò la tesi secondo la quale la Terra sarebbe immobile, rifacendosi alle idee di Copernico e concludendo, dopo aver gettato un sasso da una barca in movimento e aver constatato che ricadeva sulla barca e non dietro, che la Terra gira su se stessa e intorno al Sole. Ma Bruno si spinge oltre, non è prudente e circospetto come lo era stato Copernico, e dichiara che nell'Universo esistono miliardi di stelle e miliardi di sistemi solari. Sostenendo queste tesi, smantella le credenze della Chiesa cattolica. e il suo conflitto con le autorità religiose cristiane sarà terribile. Tutti condannarono le sue tesi: i protestanti calvinisti di Ginevra, i luterani tedeschi, la Chiesa d'Inghilterra e ovviamente la Chiesa cattolica romana, che lo combatterà senza tregua. Scomunicato dalle chiese riformate non meno che dalla cattolica, in rotta con gli ambienti puritani e con la fazione allora dominante in Francia, era isolato e indesiderato a livello europeo. Eppure Giordano Bruno non evita il dibattito, è un provocatore: quando il suo concetto di Universo infinito viene rifiutato, replica: "Con quale diritto limitate le dimensioni del reame di Dio?".Se Giordano Bruno poté proseguire per un certo tempo la sua carriera filosofica e scientifica fu soltanto per la simpatia che ispirava a qualche sovrano europeo. Il suo errore fu quello di fidarsi dell'indipendenza della Repubblica di Veneta, dove si rifugiò presso un patrizio veneziano che, deluso dal fatto che Bruni non praticava magie e indispettito dal carattere forte del suo ospite, lo denunciò alla locale Inquisizione. Che non aspettava altro. Il 20 gennaio 1600 Clemente VIII, considerando ormai provate le accuse e rifiutando la richiesta di ulteriore tortura avanzata dai cardinali, ordinò che l'imputato, "eretico impenitente", "pertinace", "ostinato" fosse consegnato al braccio secolare.
Ciò significava, nonostante la presenza nella sentenza della solita formula che invocava la clemenza del Governatore, la morte per rogo. Il successivo giovedì 17 febbraio 1600 venne condotto a Campo de' Fiori "con la bocca in giova", cioè con una mordacchia che gli impediva di parlare, e qui, spogliato nudo e legato a un palo, venne bruciato vivo, dopo aver proclamato la propria fede in Dio, ma rifiutandosi di ammettere che la terra fosse il centro del mondo.
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vedi anche
Il rogo di Giordano Bruno