RASSEGNA STAMPA

12 FEBBRAIO 2000
MAASIMO L.SALVADORI
Cosa minaccia la democrazia
Si può davvero dire che Robert A. Dahl sia lo studioso di un solo argomento: la democrazia. Ad illustrarne i significati ha dedicato un'attività senza tregua, documentata da opere notissime. Dahl è altresì colui che a partire dagli Anni 50, insieme con Charles E. Lindblom, ha reso familiare nella scienza politica il concetto di "poliarchia", col quale si intende spiegare le caratteristiche che la democrazia pluralistica ha assunto nel corso del Novecento. Ora Dahl la sua ultima riflessione l'ha esposta nel saggio Sulla democrazia tradotto da Laterza. Dahl è un appassionato sostenitore e "propagandista" della democrazia. Ma al tempo stesso è uno studioso che, proprio perché ritiene la democrazia un bene tanto prezioso, si sente impegnato a rendere palesi i pericoli che la minacciano. In questo senso vi è nel suo atteggiamento una parentela stretta con quello di Bobbio. Nel libro la definizione della democrazia in quanto concetto e l'analisi delle sue componenti si intrecciano con la ricostruzione per grandi linee della sua evoluzione storica dalle origini greche fino al mondo odierno, che è l'oggetto principale del discorso. Insomma, un vademecum sull'argomento. Le virtù principali della democrazia sono di combattere i dispotismi, di favorire lo sviluppo di diritti e libertà, dell'eguaglianza, degli interessi e della personalità degli individui, il progresso civile, la prosperità sociale, la pace e di tutelare questi beni essenziali. Sennonché la democrazia non è un qualcosa che, solo che la si desideri, è dato mettere tranquillamente in atto. Essa, come spiega bene l'autore, per funzionare, nelle sue varie forme possibili, ha bisogno da un lato di presupposti sociali, culturali ed etici, dall'altro di regole adeguate e sufficientemente condivise. Perché possa esservi partecipazione democratica, occorre che i cittadini siano abbastanza istruiti, che la loro voce sia determinante nelle decisioni fondamentali , che il sistema economico e istituzionale non la riducano ai margini, che il controllo su chi esercita il potere risulti efficace. I pericoli che minacciano la democrazia sono molteplici.
Tra questi Dahl, affrontando questioni molto attuali, mette in luce l'eccesso di delega alle élites politiche e burocratiche che porta ad un'incontrollata autorità discrezionale, il carattere non democratico non soltanto del governo delle aziende e dei grandi centri di potere finanziario, ma anche delle istituzioni che presiedono ai sistemi internazionali.
Molta attenzione poi l'autore dedica al rapporto tra democrazia e capitalismo. In nessun Paese - sottolinea - si è mai avuta democrazia senza capitalismo, poiché è il secondo che ha creato le basi economico-sociali del pluralismo senza le quali la prima non può esistere; ma il capitalismo può ostacolare la democrazia quando l'economia di mercato non è soggetta a regole adeguate e quando lo Stato accentua diseguaglianze che contraddicono la necessaria "distribuzione delle risorse politiche". La conclusione è che "la vittoria finale della democrazia non è ancora giunta e neppure vicina" dal momento che troppi Paesi restano non democratici; e che i Paesi in cui vige la democrazia, per salvaguardarla e darle vigore, devono sostenere sfide il cui esito non è affatto scontato.
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vedi anche
Filosofia (e) politica