RASSEGNA STAMPA

20 DICEMBRE 1999
editoriale
L'Universo di Margherita Hack, scoperte e nuove idee
Viaggio tra pianeti, stelle e galassie puntando il dito contro l'astrologia
Margherita Hack, “Sette variazioni sul cielo”, Raffaello Cortina Editore, pagg. 248, lire 35.000
Margherita Hack forse ha scritto il libro più in sintonia con l'immagine pubblica che ha conquistato negli ultimi anni. Un'immagine che coincide perfettamente con quella privata che è quella di una scienziata aperta e rigorosa, smitizzante e ricca di buon senso, capace di sorridere quando occorre per far crollare da sole idee strane. Non a caso il nuovo libro dal titolo “Sette variazioni sul cielo” (Raffaello Cortina Editore, pagg. 248, lire 35.000) inizia con un capitolo dedicato ad “astrologia e astronomia”, come per dire: intanto mettiamo le cose in chiaro, poi vi racconto il resto e non facciamo confusione. Così dopo aver battezzato le stelle "democratiche" perché appaiono a tutti, ci tiene a sottolineare la disonestà dell'astrologia per la sua pretesa scientificità “invocata come una sorta di sigillo ufficiale a ciò che io considero - dice - uno sfruttamento organizzato della credulità altrui”. Da qui parte Margherita Hack, astronoma, per raccontare come ormai sa fare benissimo, gli intriganti enigmi dell'Universo, certamente più affascinanti e stimolanti per la mente umana delle invenzioni degli astrologi. E i temi affrontati sono quelli che più appassionano: dalla vita nello spazio, all'esplorazione del sistema solare, dalla controversa origine del cosmo alle apocalissi vecchie e nuove portate da meteoriti sterminatori o da asteroidi. Ma in questo caso allarga il discorso e considera anche effetto serra e buco dell'ozono; in fondo è il problema del pianeta che più ci interessa perché, per il momento, è l'unico che abitiamo. Non poteva mancare però nella conclusione del libro un pensiero al difficile, discusso e importante rapporto tra scienza e fede, soprattutto parlando di origini e di futuro. E con la tradizionale chiarezza dice: “Non ritengo legittimo cercare nel Big Bang il dito di Dio. Bisogna mantenere ben distinti i campi della rivelazione religiosa e della ragione scientifica. La scienza non può dimostrare né l'esistenza né la non esistenza di Dio; nemmeno può individuare la Creazione o prospettare lo scenario del Giudizio finale”. C'è molta scienza e curiosità in questo libro che ha anche il merito di offrire un leggibilissimo e aggiornato panorama delle conoscenze accumulate sull'universo vicino e lontano. Ma ciò che forse più affascina nelle pagine è la presenza costante dell'uomo che osserva, ragiona, ipotizza il mondo intorno. E quindi il libro si finisce per leggerlo come il racconto di un'avventura tra stelle, galassie e spazi immensi nei quali un giorno gli esseri umani viaggeranno mantenendo sempre i loro pensieri, le loro inquietudini, i loro sogni capaci, se si vuole, di non finire mai.
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