L'Universo di Margherita Hack, scoperte e nuove idee | Viaggio tra pianeti, stelle e galassie puntando il dito contro l'astrologia |
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| Margherita Hack, “Sette variazioni sul cielo”, Raffaello Cortina Editore, pagg. 248, lire 35.000 | Margherita Hack forse ha scritto il libro più in sintonia con l'immagine pubblica che ha conquistato negli ultimi anni. Un'immagine che coincide perfettamente con quella privata che è quella di una scienziata aperta e rigorosa, smitizzante e ricca di buon senso, capace di sorridere quando occorre per far crollare da sole idee strane.
Non a caso il nuovo libro dal titolo “Sette variazioni sul cielo” (Raffaello Cortina Editore, pagg. 248, lire 35.000) inizia con un capitolo dedicato ad “astrologia e astronomia”, come per dire: intanto mettiamo le cose in chiaro, poi vi racconto il resto e non facciamo confusione. Così dopo aver battezzato le stelle "democratiche" perché appaiono a tutti, ci tiene a sottolineare la disonestà dell'astrologia per la sua pretesa scientificità “invocata come una sorta di sigillo ufficiale a ciò che io considero - dice - uno sfruttamento organizzato della credulità altrui”.
Da qui parte Margherita Hack, astronoma, per raccontare come ormai sa fare benissimo, gli intriganti enigmi dell'Universo, certamente più affascinanti e stimolanti per la mente umana delle invenzioni degli astrologi.
E i temi affrontati sono quelli che più appassionano: dalla vita nello spazio, all'esplorazione del sistema solare, dalla controversa origine del cosmo alle apocalissi vecchie e nuove portate da meteoriti sterminatori o da asteroidi. Ma in questo caso allarga il discorso e considera anche effetto serra e buco dell'ozono; in fondo è il problema del pianeta che più ci interessa perché, per il momento, è l'unico che abitiamo.
Non poteva mancare però nella conclusione del libro un pensiero al difficile, discusso e importante rapporto tra scienza e fede, soprattutto parlando di origini e di futuro. E con la tradizionale chiarezza dice: “Non ritengo legittimo cercare nel Big Bang il dito di Dio. Bisogna mantenere ben distinti i campi della rivelazione religiosa e della ragione scientifica. La scienza non può dimostrare né l'esistenza né la non esistenza di Dio; nemmeno può individuare la Creazione o prospettare lo scenario del Giudizio finale”.
C'è molta scienza e curiosità in questo libro che ha anche il merito di offrire un leggibilissimo e aggiornato panorama delle conoscenze accumulate sull'universo vicino e lontano. Ma ciò che forse più affascina nelle pagine è la presenza costante dell'uomo che osserva, ragiona, ipotizza il mondo intorno. E quindi il libro si finisce per leggerlo come il racconto di un'avventura tra stelle, galassie e spazi immensi nei quali un giorno gli esseri umani viaggeranno mantenendo sempre i loro pensieri, le loro inquietudini, i loro sogni capaci, se si vuole, di non finire mai. |