RASSEGNA STAMPA

2 OTTOBRE 1999
GIOVANNI MARIA PACE
Un vitello finito agli arresti
Le disavventure di un clonato
Il Simposio intitolato a Lazzaro Spallanzani, pioniere degli studi sulla riproduzione, è coinciso con un momento di tensione tra bioingegneri e ministero della Sanità, culminato nel sequestro di "Galileo". La clonazione del vitello è avvenuta, è vero, quando vigeva il divieto, ma non si può non sorridere all'idea dei carabinieri che mettono agli arresti domiciliari, cioè chiuso nella sua stalla, l'animale illecitamente prodotto. Tanto più che l'editto di divieto (ora rimosso) autorizzava, non senza incongruenza, la clonazione di animali transgenizzati produttori di farmaci e di animali in via di estinzione (che come tali hanno per unica destinazione lo zoo e che comunque non conviene riprodurre per clonazione, che riesce in un numero modestissimo di casi).
Due applicazioni marginali, quelle ammesse, a fronte delle quali c'era e c'è il grande potenziale della tecnica di clonazione, che consente lo studio del differenziamento cellulare, dei meccanismi dello sviluppo, della crescita neoplastica. Prima che alla fiera di Cremona per "Galileo", i carabinieri dei Nas erano comparsi nei laboratori del professor Redi a Pavia per interrogare i ricercatori rei di aver partecipato alla clonazione di "Cumulina". Essendo però l'illecito avvenuto alle Hawaii, la topina ha evitato la detenzione. Ora nei guai, oltre a "Galileo", c'è il "padre" del bovino clonato, cioè il dottor Galli, autore di un esperimento che, se i dati verranno confermati, rappresenta un brillante risultato. "Questo è il modo", commenta amaro il professor Redi, "in cui in Italia si incentivano le biotecnologie"
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