Ma le parole della politica appartengono alla retoricaCome parlano gli uomini pubblici? Una replica a Carlo Galli |
| E'forse una delle poche idee condivise di questa fine secolo
la convinzione che le parole fondamentali della politica sono
diventate "simili a ombre concettuali che un'eclisse più
generale del pensiero ha reso vane e patetiche", come ha
scritto Antonio Gnoli nell'intervista a Carlo Galli (la
Repubblica, 18 agosto). Ed è del tutto legittimo
sottolineare, come fa Carlo Galli, che senza chiarire le
parole della politica anche la politica è "irrimediabilmente
compromessa".
Sarebbe tuttavia saggio non confondere due esigenze fra
loro ben distinte: l'una che i politici parlino in modo chiaro,
coerente e, se non è chiedere troppo, grammaticalmente
corretto; l'altra che tutti diano alle parole della politica il
medesimo significato. Mentre la prima è un'esigenza
sacrosanta della democrazia, la seconda è una fantasia dei
filosofi, primo fra tutti Hobbes, che sognava una scienza
dell'etica e della politica fondata su definizioni delle parole
tanto certe quanto i postulati della geometria.
Per quanto i filosofi e gli scienziati politici si affatichino a
chiarire e raffinare i concetti, il linguaggio della politica
rimarrà per sua natura un linguaggio retorico che non ha per
fine cercare la verità bensì persuadere che una determinata
causa merita di essere perseguita e un'altra va combattuta.
Proprio perché retorico, il linguaggio politico è partigiano,
ed esprime una concezione della realtà considerata da un
punto di vista parziale che si oppone ad altri punti di vista
parziali. E oltre a essere parziale, è un linguaggio che non si
appella solo alla ragione di chi ascolta ma tocca ed evoca
deliberatamente le passioni, soprattutto la speranza o la
paura.
Trovo sorprendente che le riflessioni contemporanee
dimentichino questo aspetto fondamentale del linguaggio
della politica, quasi dominasse una paura della retorica. La
nostra democrazia (ma non solo la nostra), ha un gran
bisogno di politici che parlino in modo chiaro, coerente e
corretto. Ma forse ha ancora più bisogno di politici che
sappiano dar vita, forza, calore e colore alle grandi parole
della democrazia e suscitare con le parole le passioni
democratiche della libertà. |