| Filosofie e religioni davanti all'Assoluto |
| Nello Venturini, "La ricerca dell'Assoluto. Dio c'è? Chi è?", Nuova Coletti Editore, lire 85.000 | Che si tratti di un "impegnativo lavoro", come l'autore stesso afferma nella
Premessa, non v'è alcun dubbio; le 888 pagine che lo compongono ne sono una chiara testimonianza. Il
libro in questione si intitola "La ricerca dell'Assoluto. Dio c'è? Chi è?" (Nuova
Coletti Editore, lire 85.000) e lo ha scritto Nello Venturini, docente di filosofia
presso il Pontificio ateneo "Regina Apostolorum". Che cosa ha spinto
Venturini a intraprendere uno sforzo così grande e una fatica tanto ardua? È
stato il desiderio di addentrarsi in un argomento davvero decisivo, uno di
quelli che, per usare le sue parole, "deve interessare ogni uomo che si
interroghi sul significato della vita e della morte". Dopo aver dedicato un breve capitolo a esaminare la concezione dell'Assoluto presente nelle grandi
religioni non cristiane, l'autore prende dapprima in considerazione la filosofia
antica e poi, via via, tutte le principali correnti di pensiero che si sono
sviluppate dal Medioevo a oggi, fornendo, di volta in volta, una valutazione
critica della dottrina dell'Assoluto presente nei sistemi speculativi di ben
trecentotrentaquattro pensatori, tra i più significativi dell'intera storia della
filosofia occidentale. Venturini non fa mistero di voler collegare direttamente la questione dell'Assoluto a quella del senso della vita e di considerarle, in certo modo, le uniche autenticamente degne di collocarsi al cuore della ricerca
filosofica: "C'è tanto mistero attorno a noi. L'umanità si interroga da
millenni: perché c'è qualcosa e non il nulla? Cos'è la realtà? Donde il tutto che
ci circonda? Fra i tanti problemi che agitano l'esistenza umana, nessuno è più
importante di quello del significato della vita. È possibile che l'uomo, essere
ragionevole, debba vivere come gli animali, ignorando perché si vive ed un giorno scomparire, senza sapere perché si muore? Abbiamo bisogno di orientamento nell'oceano della vita". Venturini si colloca così nel solco più
vivo della grande tradizione della filosofia cristiana, da sempre
particolarmente attenta ai grandi interrogativi esistenziali, e ritiene che
proprio su questo terreno possa aver luogo l'incontro tra fede e ragione:
"Filosofia e religione - egli scrive -, trattando questi argomenti, sono
strettamente parenti; la filosofia, però si serve della sola ragione; la religione,
invece, utilizza anche (e soprattutto) la Rivelazione". Dinanzi a un libro di
questo genere sembra tuttavia particolarmente opportuno guardare anche
alla sua pratica utilità; e a questo riguardo è innegabile che Venturini abbia
messo a disposizione di studiosi e cultori di filosofia e di teologia uno
strumento comodamente e vantaggiosamente fruibile.
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