CIBI TRANSGENICI| LE IDEOLOGIE SOTTO UNA PATATA |
| Le ideologie, seppellite sotto un Muro a Berlino, risorgono sotto una Patata, a Cartagena, Colombia. La Conferenza mondiale, indetta per decidere il destino dei cibi e delle sostanze manipolate geneticamente, è fallita. Niente accordo, rinvio al 2000. La Guerra Fredda della soia oppone il "Gruppo di Miami", Argentina, Uruguay, Cile, Canada e Australia, guidati dagli Stati Uniti, a 132 nazioni, molte in via di sviluppo, guidate dall'Unione Europea, nome di battaglia, "Gruppo dell'accordo".
Secondo quelli di "Miami", allenatore gli Usa, il libero commercio mondiale dei cibi alterati geneticamente (prodotti naturali il cui Dna è stato modificato in laboratorio, così come un innesto o un ibrido nell'agricoltura tradizionale) deve essere difeso e garantito. Secondo i Paesi di "Accordo", allenatore l'Ue, occorrono invece regole severe, per difendere colture e culture, proteggendo l'ambiente dai cibi manipolati.
Pensate: gringos del Nord America e latino americani, nemici ai tempi del Che Guevara, si battono insieme per sei anni, sei assemblee internazionali fino ai dieci giorni di corpo a corpo feroce, a Cartagena, contro gli europei, alleati delle ex colonie. Chi ha ragione? Consigliare prudenza, e chiedere rispettosi controlli della ricerca, è giusto. Ma sgolarsi contro "il cibo di Frankenstein" può essere propaganda efficace, al prezzo però di frenare la ricerca biotecnologica, promessa di sviluppi in alimentazione e medicina.
Il summit di Cartagena ha ricordato i vecchi vertici di una volta, quando americani e russi parlavano senza ascoltarsi. Oggi non ci sono missili Icbm puntati tra i due schieramenti e i vecchi alleati si sono divisi: le armi sono tuberi, piante, latte. Nell'interesse di un pianeta che nel prossimo ottobre ospiterà 6.000.000.000 di esseri umani, sarebbe bene che Usa ed Europa deponessero le armi vegetali e ricominciassero, subito, a ragionare. |