RASSEGNA STAMPA

16 FEBBRAIO 1999
GIANCARLO BOSETTI
L'Occidente e lo spettro della teocrazia
Veca: "Ma ci sono voluti secoli di sangue perché Dio non invadesse lo Stato"
In Italia non vedo rischi. La rissa nel ceto politico non corrisponde alla realtà sociale
Salvatore Veca, filosofo della politica dì lungo corso, sapiente coltivatore degli argomenti in favore della giustizia e del pluralismo, presi sul serio attraverso una ormai vasta produzione di insegnamento e di libri (ultimo, un tascabile Laterza che fa il punto sullo stato dell'arte nella sua disciplina) rifiuta decisamente il paragone tra gli integralisti di Israele, che invocano la teocrazia e le pressioni religiose nella legislazione su temi bioetici.
"Da noi questo rischio non c'è "
Gradi diversi, ma la religione spinge anche da noi per soluzioni politiche omogenee alla fede.
"Da noi però mi sembra che ci sia il problema degli attori politici piuttosto che quello degli attori di fede. Nelle ultime discussioni di bioetica, o in quelle sulla parità scolastica la distinzione tra laici e cattolici viene più' dall'interno della politica piuttosto che dal vasto mondo della società, dove ci sono molti cattolici, molti credenti non cattolici e molti non credenti, che non mi paiono agitati da conflitti incomponibili. Ho l'impressione che quando si invoca, e magari anche quando si condanna, la frattura tra laici e cattolici, si fa molto spesso del lessico politico, non si individua un problema pertinente di divisione della società"
Tuttavia le squadre hanno in prevalenza casacche dello stesso colore
"Ma ci sono molti cattolici che non vedono il ricorso alla fecondazione eterologa in conflitto con il modo di vivere la loro fede, mentre ci sono laici che la avversano per ragioni estranee alla fede"
Che il maggiore accanimento della politica cattolica su varie questioni abbia a che fare con la scomparsa della Dc? 0 con la scomparsa di una sinistra ideologica?
"Le due cose vanno insieme. Se collassa il partito dei cattolici disseminando il suo personale e insieme la sinistra rinuncia, sapientemente, giustamente, a esercitare quel surrogato della fede che è l'ideologia, è evidente che il risultato è una maggiore sensibilità non sulle questioni dì cui stiamo parlando."
Sicuro che sia un bene che la sinistra abbandoni il terreno dell'ideologia?
"Sicuro sì, anche se il difficile sta nel fatto che c'è ancora chi continua a chiedere alla politica quello che fornivano ì produttori di ideologia e i promettitori di salvezza. C'e ancora una certa richiesta. Ma questo problema riguarda la modernizzazione italiana."
Israele sta decisamente peggio.
"Lì c'è l'uso direttamente politico e assoluto dell'elemento di fede. Lì bisogna essere capaci di mobilitare le forze laiche e della modernità contro quello che chiamiamo, per semplificare, il fondamentalismo. Il partito laburista finché è stato forte ha saputo arginare. Ma non c'è un passe-partout per la modernizzazione dei sistemi politici. La tensione è tra chi cerca di reinterpretare la Torah, altrove il Corano o la lezione del Budda, alla luce delle esigenze di società che convivono con il moderno e chi. invece usa i sacri testi come strumento politico di blocco. Nessuno si mette fuori dalle Scritture.".
Mi viene in mente una battuta del suo collega americano Michael Walzer: "Vedrete che un giorno una scuola di politologi arabi dirà che la democrazia, a ben vedere, è il prodotto della giusta interpretazione del Corano. E sarà un giorno benedetto". E vale per tutti.
"Quello che ci importa è la convergenza sui principi della democrazia e del pluralismo. Che qualcuno lo faccia per ragioni coraniche, o talmudiche, va benissimo. Io mi auguro che vincano i riformatori modernizzantì e se le ragioni che invocano sono diverse dalle nostre, dov'è il problema?"
Il cattolico Messori sostiene che nel Cristianesimo c'è dall'origine il punto di forza della distinzione tra Dio e Cesare.
"Noi però siamo i pronipoti di gente che ha sostenuto conflitti mostruosi perché fosse dato a Dio quello che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare. La soluzione del problema non era nel Dna. Non bastava il Vangelo, ci volevano molti secoli di altre cose, molte guerre che sono costate sangue. Se il germe del cattolicesimo contenesse la chiave della separazione tra fede e politica, allora perché abbiamo questa costante intersezione tra credenze religiose e scelte politiche? "
Serve una sinistra, di tipo socialista o quale che sia, capace di elaborare una omogenea visione sulle questioni che riguardanolavita?
",Credo che la sinistra non debba elaborare una sua visione della vita. Diciamo che noi, come sinistra, abbiamo bisogno di alcuni principi, non dobbiamo promuovere una particolare idea dì vita buona, ma cercare di rimuovere, di ridurre gli ostacoli che impediscono alle persone di formarsi responsabilmente una propria visione di quale vita valga la pena di vivere.".
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vedi anche
Filosofia (e) politica