Natura e biosfera soggiogano l'uomo?Gaia, l'idolo ecologista si sgretola Galleni: "La Rete e la Grande Mente sono come il vitello d'oro" Grianti: "Ma la fisica ha rimesso al centro l'umanità" Schmitz: "Oggi l'ambiente è divinizzato, sembra venire prima di tutto" |
| "La natura va salvata - è questione vitale - ma non è il caso di metterla sull'altare. È
sbagliato farne un idolo, davanti al quale l'uomo dovrebbe inginocchiarsi, tantopiù se
a questo corrispondono, per altro verso, le teorie dei "nuovi gnostici" che
divinizzano la Rete telematica come tempio di una nuova religione, accostando
magari Gaia alla noosfera di Teilhard de Chardin. L'uomo non può essere così
stupido da distruggere, con i suoi comportamenti, Gaia, la Terra (sarebbe un
suicidio). Però non deve dimenticare che è lui l'attore principale del creato". A
Francesco Grianti, titolare della cattedra di fisica all'Università di Urbino, la teoria
di James Lovelock appare "affascinante", ma soprattutto per quegli ambientalisti
che, trasportati dall'entusiasmo, collocano al centro Gaia emarginando l'uomo.
"L'antropocentrismo è confermato dalla fisica moderna" aggiunge Grianti. Il ruolo
dell'uomo va chiaramente riaffermato, proprio mentre si intensifica la più che
legittima pressione in difesa dell'ecosistema, sostengono anche Lodovico Galleni,
professore di zoologia all'Università di Pisa e
Philipp Schmitz, docente di teologia
morale alla Pontificia Università Gregoriana.
La domanda numero uno è: fino a che punto l'uomo fa parte di Gaia, cioè della
Terra? "È indubbio che l'uomo vada inserito in un contesto vivente. Altrimenti non
potrebbe neanche capire le leggi della vita" risponde Grianti.
"Perciò Gaia è il terreno fertile, il substrato necessario alla conoscenza umana, lo
straordinario laboratorio nel quale l'uomo può riuscire a comprendere il Verbo. Ma
l'uomo non fa parte di Gaia come un qualsiasi essere animato, l'uomo è il massimo
risultato dell'organizzazione della materia". Lodovico Galleni qui parla di Gaia in
quanto Terra e non della teoria di Lovelock che porta lo stesso nome. Ma quella
teoria non gli dispiace, purchè si affermi il principio della "specialità" dell'uomo. "La
teoria di Lovelock può considerarsi, per molti aspetti, complementare all'idea della
Noosfera di Theilhard de Chardin. Tuttavia uno degli aspetti più originali e moderni
del pensiero del gesuita francese è proprio l'intuizione che l'uomo, pur nascendo
dalla Biosfera, cioè dall'evoluzione, è "altro" rispetto alla natura, non si può perdere
tra le altre specie animali, come una specie fra le tante. Proprio per rimarcare
l'importanza dell'uomo, Teilhard concepisce la Noosfera". Da questa premessa, per
il professor Galleni, scaturiscono i comportamenti da tenere. "Da una parte, l'uomo
non può illudersi di salvare la Biosfera ignorando i meccanismi e i parametri
fondamentali che, come dice Lovelock, hanno agito per miliardi di anni
garantendone la stabilità. Dall'altra, l'umanità ha bisogno di una casa comune, che
non può essere semplicemente la natura selvaggia incontaminata". Ma che errore,
aggiunge Galleni, identificare la Noosfera, cioè l'entità pensante di Gaia, con una
rete di calcolatori! "Chi sostiene che la Rete è la Grande Intelligenza mi ricorda gli
adoratori del vitello d'oro e di quegli idoli che Abramo e Mosè distrussero". (Il
pericolo vero è che la "grande mente", che non è Internet, sia invece la cultura
egemone che della Rete si serve per schiacciare le altre culture, osserva il
professore).
È dai teologi e filosofi protestanti che viene, nel corso di questo secolo, la proposta
di attenuare - e anche di annullare - il ruolo preminente dell'uomo rispetto alla
natura. Parla il gesuita tedesco Philipp Schmitz, docente alla "Gregoriana" e autore
di numerosi saggi su questa materia. "Secondo alcuni autori, Dio si preoccupa allo
stesso modo di piante, animali e uomini, cioè di tutto ciò che vive. Insomma - si
afferma - c'è una relazione diretta non solo tra Dio e l'uomo ma anche tra Dio e gli
animali e le piante. Perciò, se scoppia un conflitto tra uomo e animali, non si sa da
quale parte stia Dio".
L'antropocentrismo è sostituito da un biocentrismo. "Qualcuno di questi autori -
prosegue Schmitz - arriva a chiedersi: e se Dio si fosse incarnato anche in una
pianta? Prende corpo una "deep ecology" per la quale l'ambiente viene prima di
tutto, anche prima dell'uomo. In genere, non ci si spinge fino al panteismo dichiarato,
però...".
E quali autori sono all'origine del biocentrismo? Il filosofo americano
Alfred North Whitehead e il teologo calvinista Jurgen Moltmann, soprattutto. "In questo filone
culturale si parla di "centri di consapevolezza", "centri di libertà" e anche "centri di
colpa", fuori dell'uomo". All'ecologismo più radicale, condiviso da pochi, fa da
contrappeso un approccio ambientalistico più soft che non mette in discussione il
ruolo dell'uomo, dice padre Schmitz. "Nella Genesi, Dio ordina all'uomo di
"dominare" e "soggiogare" la natura. In realtà, se si fa un'indagine filologica del testo
sacro, l'espressione è probabilmente meno forte. Ma questo passo turba certi
ecologisti. Allora a chi solleva obiezioni, io rispondo usando l'espressione
anglosassone "take care", che vuol dire "prendersi cura di qualcosa". Ecco: Dio ha
affidato la Terra all'uomo perché "se ne prenda cura". Gli ha dato l'Eden perché sia
un "buon giardiniere". Ma non posso immaginare un sistema in cui l'uomo non abbia
una sua responsabilità speciale. Dio ha parlato all'uomo, il dialogo principale è con
l'uomo, è lui il co-creatore". Posizione analoga quella di fra Gianmaria Polidoro,
custode della Porziuncola di Assisi: "Dio offre il creato all'uomo perché lo conservi,
lo protegga e lo coltivi, e Cristo s'incarna per ripristinare l'antico rapporto dell'uomo
con il paradiso terrestre".
Perché torna ora in voga il modello Gaia di Lovelock? "L'ultima generazione dei
computer - spiega padre Schmitz - ci mostra uno sviluppo che sembra procedere
secondo la stessa legge naturale della vita. E allora la biologia, per reazione al
meccanicismo, sta diventando il paradigma della teoria per la comprensione
dell'universo". |