| Tonini: ma quella donna ha sbagliato tutto | Difende, comprende e compatisce quel giudice, il cardinale Ersilio Tonini. "È sorprendente che un caso così delicato sia finito nelle mani di uno che non se ne intende".
"Si è trovato di fronte a un dilemma gravissimo. Ha dovuto scegliere tra due possibilità. Non avviare l'embrione alla vita o avviare alla vita un bambino che nascerà danneggiato in partenza perché orfano. Lo giustifico quell'uomo. Cos'altro poteva fare? Se avesse deciso il contrario sarebbe comunque stata una soluzione criticabile. Dal suo punto di vista ha ritenuto di scegliere il male minore".
| E la madre, giustifica anche lei? |
"No, lei no".
| E perché? Il diritto alla maternità non è sacrosanto? |
"Il desiderio della maternità è sacrosanto, ma i mezzi usati per ottenerla non lo sono. Il nascituro deve avere i suoi diritti. Quando il piccolo chiederà che fine ha fatto il padre, chi si attribuirà la responsabilità per non averglielo dato? La madre? O il giudice? Inoltre, chiedendo di essere fecondata, quella donna si è dichiarata pronta a sacrificare altre vite per ottenerne una. Per la fecondazione, infatti, servono più embrioni. Alcuni muoiono, alcuni germogliano".
| In futuro ci saranno altri casi come questo. La Chiesa non accetterà mai un compromesso? |
"L'aspetto più drammatico è che ci sia la possibilità di scegliere. Mi spiego meglio. Il problema si risolverebbe vietando la creazione di più di un embrione. Ci sono paesi con leggi molto severe. La più rigida è quella approvata dal parlamento tedesco. Dice che ogni embrione deve essere avviato alla vita".
| E la proposta di legge italiana prossima alla discussione? |
"Ritengo che la maggioranza sarà contraria alla fecondazione eterologa. Si troverà un accordo solo su quella omologa". |