Americani all'attacco di Parigi| "Francesi, intellettuali impostori" |
| Tra vivi e defunti è condannato tutto il pensiero francese più venerato all'estero, specie nei circoli postmoderni degli Stati Uniti. In un saggio spietato, al vetriolo, due esponenti della cultura scientifica, l'"americano" Alan Sokal della New York University e il belga Jean Bricmont dell'Università di Lovanio, mandano in briciole le icone di personaggi come Jacques Lacan, Gilles Deleuze, Félix Guattari, Jacques Derrida,
Jean Baudrillard e Julia Kristeva. Il titolo del libro di Sokal e Bricmont è chiaro: "Impostures intellectuelles", editore Odile Jacob. In sostanza, i "maitres-à-penser" sono falsari e spesso pasticcioni nonché "truffatori" in numerose interpretazioni del pensiero scientifico.
La prima a reagire con vigore, anche perché è viva e vegeta e intravede un inutile "crimine di lesa maestà", è Julia Kristeva, filosofa e critica letteraria. Dice: "Il sandinista Sokal e Bricmont fanno disinformazione. Oltre tutto sono dei francofobi". A suo parere, dovrebbero sottopporsi entrambi a cure psichiatriche.
Ma cosa dicono di tanto grave? Le persone citate nel pamphlet hanno tradito lo spirito delle Lumières. Hanno rinnegato Voltaire e gli enciclopedisti. Trattano le scienze fisico-matematiche come semplici "narrazioni" usando in modo abusivo di concetti e modelli. Lacan usa termini senza capirne il senso. Julia Kristeva commette errori grossolani pretendendo di fondare una teoria del linguaggio poetico su nozioni matematiche. Jean Baudrillard vede lucciole per lanterne in certi accostamenti scientifici come iperspazio a rifrazione multipla. I testi di Gilles Deleuze e Félix Guattari appaiono vuoti di attendibilità matematica.
Un massacro. Alan Sokal, docente di fisica, è guardato con odio, specie per le sue crudeli dissacrazioni sotto forma di parodia della cultura europea. Ma in Francia è ormai considerato alla stregua di un "chierico traditore" da portare sulla ghigliottina.
Gli "intellos" francesi, in nome di un presunto e mai verificato razionalismo cartesiano, si sentono come nudi di fronte all'accusa di manipolare frasi senza senso e perdersi in giochetti lessicali. Sokal è implacabile: come può Jacques Lacan procedere ad analogie arbitrarie tra superfici matematiche e strutture della malattia mentale? Come si permette un sociologo della scienza come Bruno Latour di male interpretare un vero scienziato come Einstein? "Questi falsi maestri si appropriano di teorie e termini delle scienze esatte con arroganza", scrivono Alan Sokal e Jean Bricmont. Ed ecco la loro sentenza finale: "Il discorso deliberatamente oscuro e la disonestà concettuale che lo accompagna avvelenano una parte della vita intellettuale e rafforzano l'ostilità della gente comune contro i pensatori onesti". |