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Laicità
anche per i credenti
É dei giorni scorsi la notizia di una
sessantina di parlamentari del centrosinistra che si riconoscono, in tema di
referendum sulla fecondazione assistita, nel «Documento dei cattolici del sì»
(www.chiesa.espressonline.it/dettaglio.jsp?id=22149).
Un documento di grande saggezza e moderazione, ma assai deciso
nell'affermare, in contrasto con le indicazioni della Cei, la volontà di
recarsi alle urne e votare sì.
É la prima volta che gli italiani
sono coinvolti in un dibattito pubblico che riguarda un grande tema di
bioetica. Come questo documento dimostra, non è solo un tema
"politico" (e non necessariamente avrebbe dovuto diventarlo) ma,
insieme, etico, giuridico, scientifico, com'è tipico di ogni questione
bioetica. É dunque bene che gli italiani decidano conoscendone il retroterra
culturale e filosofico. Il domenicale del Sole-24 Ore, nel corso degli anni,
anche in vista di interventi legislativi più volte annunciati e che tardavano
a venire, ha cercato di suscitare per tempo un dibattito sui principi e i
valori della bioetica. In tema di fecondazione assistita il 1° marzo del 1998
ha pubblicato un manifesto stilato da Cinzia Caporale, Armando Massarenti,
Angelo M. Petroni e Stefano Rodotà (Cinzia Caporale è, da qualche giorno,
Presidente del Comitato intergovernativo di Bioetica dell'Unesco che sta
preparando la bozza di una Dichiarazione universale di Bioetica). Era il seguito
di un ampio dibattito iniziato nel 1996 con la pubblicazione del «Manifesto
di bioetica laica» nel quale si enunciavano i principi laici sui quali,
secondo gli estensori, il mondo cattolico avrebbe potuto convergere. Il
filosofo cattolico Evandro Agazzi scrisse anche una anticipazione dei
contenuti del documento del Comitato nazionale per la bioetica sullo «Statuto
ontologico dell'embrione» (1996), dai toni assai più ponderati e aperti
rispetto a quelli poi adottati dal Cnb (per l'intero dibattito: http://xoomer.virgilio.it/flamusa/manifest.htm).
Ora, proprio con Agazzi, riprendiamo le fila del discorso, con una
riflessione sui rapporti tra etica e diritto relativa ai contenuti della legge
40.
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