RASSEGNA STAMPA

13 GENNAIO 2005
ANGELO PANZERI
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«Lasciate morire Eluana. E’ un suo diritto»

Il papà della ragazza in coma da 13 anni ricorre alla Cassazione: è lecito farla vivere in queste condizioni?

«Si garantisce la dignità umana mantenendo in stato vegetativo Eluana Englaro?». È il quesito posto alla Suprema Corte dall’avvocato Vittorio Angiolini per conto di Beppino Englaro, papà e tutore della giovane lecchese in coma dal 18 gennaio 1992. Il caso di Eluana approderà a primavera in Cassazione, dopo quattro ricorsi, due al tribunale di Lecco e altrettanti alla corte d’Appello di Milano, respinti. «Il ricorso presentato alla Suprema Corte - spiega l’avvocato - è nettamente diverso dai precedenti: qui si parla di dignità di una persona e ai giudici della Cassazione si chiede se è lecito proseguire in queste condizioni». L’avvocato Angiolini ha dalla sua anche le conclusioni del gruppo di studio Oleari, che era stato costituito dall’ex ministro della Salute Umberto Veronesi, e quelle della commissione bioetica europea. In passato i ricorsi partivano dalla richiesta d’interruzione delle cure, questa volta, sottolinea l’avvocato, «si fa riferimento alla dignità umana, e quindi si parte dai diritti fondamentali della persona».
«L’istanza alla Cassazione - osserva Beppino Englaro - non si configura come una richiesta di eutanasia, ma come la sospensione di accanimento terapeutico». Le sentenze precedenti, del giudice del tribunale di Lecco, poi della Corte d’Appello di Milano hanno rappresentato altrettante sconfitte per Beppe Englaro e Saturna Minuti, i genitori di Eluana. L’ultimo pronunciamento risale al 19 dicembre 2003 quando i giudici della Corte d’Appello di Milano, Ruggero Pesce, Augusta Tognoni e Gloria Servetti rigettarono il ricorso chiedendo lumi al legislatore: «Questa Corte è perplessa - scrissero i giudici -. Considerata l’importanza e la delicatezza della questione auspica che il legislatore individui e predisponga gli strumenti adeguati per l’efficace protezione della persona e il rispetto del suo diritto di autodeterminazione».
L’incidente di Eluana risale al 18 gennaio 1992: la ragazza tornava a casa in auto dopo una serata con gli amici, ma finì contro un palo della luce. Entrò in coma per un gravissimo trauma cranico: sono 13 anni che si trova in uno stato vegetativo. Un’angoscia infinita per i genitori che hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ai presidenti di Camera e Senato, a quello del Consiglio oltre che al ministro alla Salute. «Nostra figlia è costretta a una non-vita dalle istituzioni e dai medici - scrivono Beppino Englaro e Saturna Minuti -, faremo di tutto per sbloccare questa vicenda».

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