![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 20 FEBBRAIO 2004 |
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Una morte lieve per chi non ...
Una morte lieve per chi non sopporta più le
sofferenze di una malattia terminale. È quello che chiedono un gruppo di
parlamentari dell’opposizione che ieri hanno presentano in Senato una proposta
di legge per depenalizzare l’eutanasia. «Si tratta da parte del legislatore di
cogliere un sentire comune», sostiene Alessandro Battisti (Margherita), primo
firmatario del ddl. «In un recente sondaggio il 60 per cento degli italiani si
è dichiarato favorevole a questa prospettiva, mentre solo il 27 per cento è
contrario».
La proposta - che porta anche le firme di esponenti dei Ds, dei Verdi, di
Rifondazione, del Gruppo Misto e dello Sdi - è sostenuta dall'associazione
”Libera Uscita” che sta raccogliendo sul proprio sito firme di appoggio al
disegno di legge. «E’ un problema etico e non religioso - spiega Battisti -
quel che vogliamo è equiparare la nostra normativa a quella europea e
soprattutto ribadire un principio di libertà e civiltà». Un testo «prudente ed
equilibratoche va al di là degli schieramenti politici», secondo Luigi
Malabarba (Rifondazione).
La proposta di legge prevede che l'eutanasia sia praticabile solo per malattie
terminali e stati patologici gravi e irreversibili; sia richiesta da
maggiorenni «capaci di intendere e di volere», sia effettuata «in modo
ponderato e reiterato» e «in piena autonomia e libertà. Non solo, la richiesta
di eutanasia va sottoposta al vaglio di tre esperti: uno specialista della
patologia da cui è affetto il malato, un medico scelto da quest'ultimo e uno
dall'Ordine dei medici. È prevista l'obiezione di coscienza del medico.
«La legge è un pessimo strumento per gestire situazioni così drammatiche -
commenta Francesco D’Agostino, presidente del Comitato nazionale di bioetica -
in questo modo di burocratizza e si banalizza la morte. Si attiverebbe inoltre
una particolare categoria di medici, quelli specializzati nel sopprimere i
malati terminali. Il che è ripugnante».
Sull’eutanasia sono stati presentati altri due testi alla Camera (di entrambi
il primo firmatario è Giuliano Pisapia di Rifondazione), mentre il leghista
Alessandro Cè ha presentato una proposta per vietarla.